Trouble Chocolate

Cioccolato, magia e juubun-des?

Trouble Chocolate

In un mondo in cui a quanto pare la passione è raccogliere le carte collezionabili delle tavolette di cioccolata, Cacao (il classico studente 17enne) va a scuola alla Micro-Grand Academy, una scuola che conta 500’000 allievi e 666 diverse facoltà, tra cui anche quella di magia.
Un giorno, mentre il Mago Ghana sta evocando uno spirito degli alberi, Cacao mangia del cioccolato e se ne ubriaca, finendo per rovinare il circolo magico e guastare la magia: lo spirito di Hinano rimane intrappolato in una marionetta di legno, che prende vita e s’innamora immediatamente di Cacao.

In primis, va detto che questo è un anime comico a sfondo alimentare: molti dei personaggi hanno il nome di alimenti (Cacao, Papaya, Mozzarella,…), e la preoccupazione principale del 70% delle persone è trovare qualche tonnellata di cibo, e addentare qualsiasi cosa sia anche solo vagamente commestibile.

Dal punto di vista puramente tecnico, Trouble Chocolate lascia parecchio delusi: pur essendo del 1999, i disegni sembrano più vecchi del dovuto (il che è tutto dire), e le musiche sono abbastanza inutili.

Il più grande problema è tuttavia un altro: TC tenta di avere una trama, ma non ci riesce. A me piacciono gli anime che hanno una bella trama (Ghost in The Shell, Basilisk) così come adoro quelli che sono dedicati al puro nonsense (Excel Saga, Pani Poni Dash)… quel che non mi piace è quando una serie tenta di avere un filo conduttore fallendo miseramente.

All’inizio della serie ci vengono presentate queste “carte da collezione” come qualcosa d’importantissimo, poiché da esse nascono mostri: la questione viene però in fretta archiviata, rimanendo solo una scusa per far saltar fuori in qualche puntata un mostriciattolo semi-innocuo.
Dopo un paio di puntate, esce la seconda trama: un vecchio cattivone vuole eliminare tutti i maghi, e invia il suo nipote nella scuola per scovarli! Purtroppo anche questa trama cade miseramente, e viene ripresa soltanto nell’ultima puntata.
In seguito, ci si immagina un qualche triangolo amoroso e storie di gelosia: niente di tutto ciò, l’amore cieco di Hinano per Cacao è inamovibile, e solo in un paio d’occasioni Cacao mostra dei debolissimi segni di gelosia, rendendo tali scene fondamentalmente inutili.

Una serie da buttare, quindi? No, non direi. Cosa rimane da salvare? Beh, i personaggi comprimari!
Per quanto Cacao e Hinano siano tra i personaggi che meno fanno ridere della storia, alcuni dei side-kicks sono davvero spettacolari, e in un paio d’occasioni mi son davvero ritrovato a ridere di cuore. Menzione speciale per gli innamoratissimi che non perdono occasione per urlare il loro amore nelle situazioni più impossibili, e con i commenti più improbabili. Sono indubbiamente i migliori personaggi della serie, seguiti a ruota dalle gemelle cinesi (inizialmente senza scopo, ma quando cominciano a sparar freddure son da morire) e dalla coppia di professori Big Bang (un frankenstein al femminile tutto pizzi e merletti) e Papaya (un vampiro, oggetto degli amori della succitata Big Bang, poverello) che spesso fanno schiantare dal ridere.

Purtroppo i personaggi comprimari non riescono a salvare una serie fondamentalmente fallimentare: se però avete la pazienza di passare le puntate in attesa dei rari episodi di pura ilarità, forse Trouble Chocolate può attirare la vostra attenzione.

Voto: 5.5. 4.5 sono per i comprimari, 1 per tutto il resto.

Consigliato a: chi ha sempre fame; chi vuol vedere a che punto arriva il vero amore: chi vuol farsi venire a nausea juubun-des.

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