Kyoukara Ore Wa!!

Quindici anni fa sapevano già far ridere?

Kyoukara Ore Wa!!

Conosciuto e tradotto in italiano con il nome di “due come noi”, questa serie parla di due tamarri con un cuore buono, che tentano di farsi valere nelle classiche risse tra bande che le scuole giapponesi sembrano offrire in grandi quantità.

Takashi e Shinji, i due tamarri, hanno caratteri assolutamente diversi: uno ha perlomeno una parvenza di serietà, mentre l’altro è un pazzo delirante che più volte se ne esce con delle idee o frasi totalmente improponibili. Sembrano mal combinarsi tra loro: nel momento del bisogno, tuttavia, sono capaci di metter da parte le loro diversità per perseguire un comune obiettivo o per salvarsi a vicenda (più o meno).

Le risse sono una grossa parte della serie, ma l’anime in sé non risulta particolarmente violento: i modi di condurre le stesse sono sempre ridanciani e stupidi, quasi ci si trovasse in un film di Bud Spencer. Qui e là capita ogni tanto che la situazione si faccia seria, ma il tutto dura qualche minuto e generalmente subito dopo ci si ritrova nuovamente a ridere a crepapelle.

La serie è molto divertente, estremamente divertente, ma davvero tanto divertente. Risale al 1992 ma i disegni non risultano troppo datati (personalmente avrei stimato 1998, se non l’avessi saputo). Le musiche non si fanno particolarmente riconoscere: va detto che ho visto la versione italiana, e il doppiaggio è fatto con sorprendente professionalità e risulta gradevole all’orecchio.

Voto: 8. Mezzo punto in più perché in italiano l’han tradotto davvero bene!

Consigliato a: chi vuol ridere; chi vuol vedersi un po’ di scazzottate tra bande; chi vuol vedere pettinature improbabili in azione.

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Appleseed

Ed eccomi a commentare il primo OAV tra i tanti che ho visto.

Appleseed

Un film che è stato presentato nel 2004 al festival del film di Locarno (e me lo sono perso in piazza, e non me lo perdonerò mai) mì colpì sin da subito per la sua spettacolare intro. 4-5 minuti di assoluta azione veramente tamarra e veramente ben realizzata, in cui prendiamo contatto con la protagonista, Deunan, che vive in un mondo sopravvissuto alla guerra (ci troviamo nel 2131). In seguito al feroce assalto vien portata in salvo e vien trasportata ad Utopia, ultimo baluardo della superciviltà umana… o così pare.
Si scopre difatti che buona parte dei cittadini sono un tipo di replicanti, sempre più diffusi… e all’arrivo di Deunan, cominciano ad accadere strani assalti, orchestrati da un piano ben preciso per… beh, non rovino la sorpresa, dato che rovinerei buona parte del finale.

Inizio a commentare le scene di combattimento: superbe, spettacolari, con una grafica davvero accattivante. Come detto, la prima battaglia è secondo me la migliore: quelle che seguono non sono comunque da sottovalutare, e l’ultima è quasi altrettanto epica.

La storia purtroppo verso il finale secondo me si perde un po’: tenta di ricamare la via di Ghost in the Shell scavando in ragionamenti profondi, ma non ci riesce altrettanto bene e l’ultima parte delle spiegazioni rischia di diventare un po’ cervellotica e macchinosa. Non dico che sia incomprensibile, ma mi ha lasciato un po’ perplesso.

Essendo un OAV e non una serie non occuperà in ogni caso molto tempo: guardatevelo, perché ne vale la pena anche solo per le battaglie che sono disseminate qua e là.

Voto: 8

Consigliato a: chi apprezza la fantascienza; chi vuole farsi un trip mentale; chi vuole imparare a urlare BRIAREOS! e poi segare in due la gente con pugni nello stomaco.