Nuku Nuku OAV

Dal 1992, un robot/gatto al servizio di una famiglia decisamente strampalata.

Nuku Nuku

Kyusaku è un inventore geniale che ha creato, su ordine della multinazionale diretta dalla moglie Akiku, un androide supertecnologico: per evitare di farlo utilizzare come arma da guerra, lo ruba e scappa assieme al figlio Ryunosuke. La madre, iperprotettiva e vagamente inferocita si getta quindi alla caccia dei fuggiaschi con tutta la potenza della sua multinazionale.
Nel frattempo, per motivi contingenti, l’anima di un gatto viene impiantata nell’androide trafugato, dando così vita a Nuku Nuku, che dovrà proteggere Ryunosuke da ogni pericolo!

La trama non sembra un granché originale, ed in effetti trattandosi di una serie di sole sei puntate non ha un grande sviluppo. Le prime tre puntate seguono più o meno il filo logico di quanto sopra, mentre le ultime tre sono praticamente degli episodi stand-alone che nulla portano allo sviluppo dei personaggi (che già non è eccelso, a parte per la madre di Ryunosuke che effettivamente si evolve non poco durante la serie).

La comicità è forse un po’ tanto datata oramai, ma ogni tanto qualche facciaccia strappa un sorriso: non c’è però da aspettarsi scoppi d’ilarità anche quando il duo comico (le Office Ladies) prende l’iniziativa.

I disegni sono gradevoli, ma l’animazione è decisamente carente: è ovvio che a guardarlo con l’occhio di 17 anni dopo è un po’ ingiusto, ma altri lavori hanno saputo passare la prova del tempo anche per quanto riguarda l’animazione – purtroppo, non è questo il caso.
Il sonoro è abbastanza anonimo, e non aggiunge né toglie nulla alla serie.

Insomma, All Purpose Cat Nuku Nuku OAV (il nome completo di questa serie) è forse una serie che può interessare gli amanti delle vecchie produzioni: al giorno d’oggi c’è roba parecchio migliore in giro, ma essendo solo sei puntate non ruba troppo tempo.

Voto: 6. Sufficienza raggiunta considerando l’età dell’anime, e perdonando quindi qualche mancanza qui e là.

Consigliato a: chi ama il gusto che hanno i vecchi lavori, dove la CG ancora non si sapeva nemmeno cosa fosse; chi vuole una storia estremamente leggera per passare un paio d’ore; chi vuol scoprire quali erano i programmi installati sui pc dei creatori di anime nel 1992, e che sistema operativo usavano.

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Kimi Ga Nozomu Eien

Rituffiamoci nella serietà e nel dramma per dare un’occhiata a

Kimi Ga Nozomu Eien

Si tratta di un altro anime molto serio, in cui si narra delle vicende di un gruppo di amici: quando finalmente la più timida del gruppo riesce a mettersi assieme al suo amato, subito all’inizio, ci si aspetta una classica storia d’amore. Peccato che nella seconda puntata tale ragazza viene falciata in un incidente stradale, cadendo in coma per diversi anni… e poi si risveglia.
Tutta la storia è costruita attorno a questo triste avvenimento, che chiaramente distrugge la vita di tutto il gruppo di amici: nessuno rimane più lo stesso, e i rapporti tra loro cambiano anche profondamente a seconda delle reazioni avute al trauma subìto.

Bisogna dirlo subito: questo anime è da vedere solo se si vuole un bel po’ di tristezza e di amarezza che fluisce nel cuore. In ogni puntata si vedono i protagonisti soffrire e tentare di barcamenarsi in una vita che non è più la stessa, e con il risveglio della povera infortunata (che ancora non sa tutto ciò che è successo) le cose si complicano molto di più…

Lo stile di disegno è neutro: senza infamia e senza lode. Il punto centrale della serie, che in questo caso è la storia, regge bene ed è credibile, nonostante la situazione sia abbastanza estrema: solo in un paio di casi mi son trovato a chiedermi “ma perché agisce così?”, ma dopotutto non era possibile altrimenti.

Il finale è secondo me davvero ottimo, e in fin dei conti la discussione conclusiva è uno dei discorsi più maturi che la protagonista potesse fare. Davvero ottimo, colpisce al cuore.

Voto: 8.5. Come al solito anime tragici non vanno altissimi, ma a causa dei miei gusti.

Consigliato a: chi vuol soffrire; chi vuol vedere come un singolo trauma distrugge molte vite; chi vuol vedere come l’amicizia ogni tanto porta anche alla distruzione.