Koi Kaze

Ecco un argomento difficile:

Koi Kaze

Diciamolo subito: questo anime parla di incesto. Non ci sono scene di sesso o particolari scabrosi, ma l’argomento è questo. Se la cosa disgusta oltremodo, credo che non sia nemmeno il caso di leggere quanto sotto e passare ad altro.

La storia parla di Koshiro, un ragazzo di 27 anni che vive con il padre e lavora in un’agenzia matrimoniale. Per motivi logistici a casa sua arriva la sua sorella minore, Nanoka, che è una quindicenne: avevano già avuto modo di incontrarsi per caso senza che lui sapesse della parentela. Erano difatti molti anni che non si vedevano a causa della separazione dei genitori, e quindi non hanno avuto più contatti per anni. A seguito di tale incontro, nella testa di Koshiro cominciano a nascere pensieri che non dovrebbero esistere, e lui non riesce più a darsi pace.

Bisogna dire che, superato il trauma dell’arogmento stesso, questo anime parla di una storia d’amore. Amore proibito, amore ingiusto, amore ripugnante, ma sempre amore. Si vede come per tale sentimento entrambi i fratelli arrivino a distruggere l’intera loro vita, dato che si tratta di una situazione che non può essere ovviamente retta da parte di nessuno dei due.

Io ho apprezzato la serie, perché è davvero poco comune che un argomento così delicato venga affrontato in maniera approfondita da un cartone animato.
L’unica cosa che mi ha infastidito è la debolezza stessa di Koshiro, che sembra assolutamente incapace di gestire qualsiasi suo pensiero. La storia in sé tuttavia non ne risente più di tanto, e quindi i personaggi rimangono credibili e coerenti.

Una serie molto strana e scabrosa, che però può forse insegnare sull’amore qualcosa che mille altre serie non possono.

Dal punto di vista meramente tecnico, l’audio fa il suo dovere; i disegni sono invece un po’ trascurati, e non sembra che in tal campo gli artisti si siano dati una gran pena.

Voto: 7. Nonostante tutto, una buona storia.

Consigliato a: chi non ha pregiudizi per ciò che accade in un anime; chi vuol vedere a cosa può condurre l’amore; chi vuol avere un protagonista a cui dire “sei un cretino”.