Golden Boy

Rieccoci ad un anime palesemente ecchi, come

Golden Boy

Questa corta serie di 6 puntate riguarda Kintaro, un giovane che come unica missione ha imparare tutto l’imparabile. In ognuna delle sei puntate si butta difatti in un diverso lavoro, conoscendo diversa gente (tra cui immancabilmente delle gnocche da paura) e apprendendo tutto il possibile, tra fraintendimenti e accenni sessuali manco troppo velati.

Ritengo che la serie faccia quel che deve fare: diverte. Anche in questo caso, come in altri anime incontrati, un cartone comico non punta ad vera e propria storia (solo in rari casi si assiste in questo, perché è molto difficile congiungere risate e un plot credibile), ma più che altro una linea direttrice che guida tra le puntate: in questo caso, il desiderio d’apprendimento.

Io l’ho trovato piacevole anche se non eccelso: le battute strappano un bel po’ di risate e le sei puntate si fanno guardare volentieri. Assolutamente consigliato se desiderate qualche risata senza troppo pensarci su: inoltre, è stato doppiato in italiano ed è quindi più facilmente godibile.

Nota: 7.5. Forse punta un po’ tanto sulle battute provocatorie… ma se fanno ridere, che problema c’è?

Consigliato a: chi ha un paio d’orette per ridere; chi vuol vedere qualche bella topa disponbile; chi vuol andare in bicicletta dicendo imparoimparoimparoimparoimparoimparo.

Jojo

In questo caso andremo parecchio indietro nel tempo, fin nel 1993, per trovare l’anime di cui stiamo parlando.

Jojo

Il titolo completo sarebbe “le bizzarre avventure di Jojo”, ma suona un po’ stupido e quindi in genere lo si chiama solo Jojo.

La storia è la seguente: esistono persone che hanno dei poteri speciali, chiamati “stand”, che si manifestano nelle forme più disparate e che possono essere evocate a piacimento. C’è chi ha lo stand di uno spadaccino, chi ha come stand delle piante rampicanti, chi ha come stand una petroliera (!!!) eccetera: i poteri possono essere di ogni genere, e -ovviamente- c’è chi li usa per compiere buone azioni e chi li usa per perseguire i propri biechi scopi.
Il fulcro della storia è che Jotaro deve viaggiare assieme ai suoi compagni (che incontrerà per strada, ognuno in possesso di un proprio stand) per combattere e sconfiggere Dio, un nemico dal nome altisonante e con uno stand terribilmente potente, per salvare la madre da un misterioso coma che è causato da Dio stesso.

È una serie tratta da un manga molto più lungo, del quale prende solo un piccolo spezzone. Le azioni di combattimento sono molto piacevoli e fluide, gli stand dei vari personaggi sono originali e la battaglia finale è assolutamente epica: bisogna però dire che la pseudo-invincibilità di Jotaro rende un po’ meno appetitose le battaglie. L’ultima è così spettacolare proprio perché è l’unico momento in cui il protagonista non sa che pesci pigliare.
I discorsi, inoltre, sono abbastanza latenti: è chiaramente un anime basato sull’azione e sui combattimenti, ma al difuori di questo c’è forse un pochino poco da ricordare. Rimane comunque piacevole da guardare, e il protagonista ha proprio l’aria del tamarro definitivo.

Voto: 7. Ci sono affezionato perché è uno dei primi anime che ho visto, ma le pecche ci sono e sarebbe ingiusto non valutarle.

Consigliato a: chi ama le serie d’azione; chi vuole un protagonista tamarro che sa sempre cosa fare; chi vuole vedere dei combattimenti diversi dalle solite arti marziali senza per forza guardarsi un anime fantasy.