El Cazador de la Bruja

Streghe e cacciatrici di taglie ai giorni nostri?

El Cazador de la Bruja

Ci troviamo nel 2009, in una non meglio precisata zona intuibile come Messico/Perù/Argentina. Nadie, una cacciatrice di taglie, incontra Ellis, una biondina tutta disorientata che ha una grossa taglia sulla sua testa; anziché consegnarla alla polizia la prende in custodia e la protegge, nel suo misterioso viaggio verso sud.

In questa serie le carte vengono subito messe in tavola: sin dall’inizio si scopre che Ellis è un essere umano creato in laboratorio, e possiede notevoli poteri superumani che però non sa ancora controllare. Nadie è stata assunta per proteggerla, ed il viaggio verso Wiñay Marka serve a risvegliare il vero potere che è insito nella sua compagna di viaggio. Molti sono i personaggi che tentano di fermarle, e appartengono a diverse fazioni: essi sono dichiarati sin dall’inizio, ma ciò che si scopre durante la storia è la loro correlazione e le loro motivazioni.

El Cazador de la Bruja è un diario di viaggio e crescita personale, un anime on the road: 22 puntate su 26 sono composte dal viaggio verso la mistica destinazione, tenendo solo il finale in un unico posto. In tutto questo viaggio il personaggio che fa la crescita maggiore è ovviamente Ellis, dato che parte praticamente scevra da qualsiasi conoscenza. Le sue scoperte nella vita di tutti i giorni sono curiose e simpatiche, dato che il tono della storia è sempre tenuto leggero dal suo assurdo candore.
La crescita è apprezzabile e percettibile: nelle prime puntate si vede la totale mancanza di buon senso di Ellis, e la totale alienazione dai sentimenti umani e dalle comuni percezioni del mondo: man mano che si va avanti, si percepisce che un carattere via via più forte va a formarsi e a consolidarsi, grazie a Nadie ma anche alle mille vicende che capitano durante il loro viaggio.
I personaggi comprimari non sono da meno: soprattutto dal lato dei buoni, le personalità sono molto ben create e i personaggi risultano amabili e poco scontati. I cattivi forse risultano un po’ meno credibili (ovvio che gli psicopatici non agiscano secondo logica, ma i freddi matematici dovrebbero…), ma non arrivano al punto da esser fastidiosi.

Il finale, inoltre, è davvero ben fatto: chi vince e chi perde è chiaro fin dall’inizio, ma il modo di arrivarci non è del tutto scontato e anche se non ci sono veri e propri colpi di scena, le ultime puntate tengono comunque in tensione tutti i personaggi coinvolti. Inoltre, l’ultima puntata è la degna conclusione che rispecchia al 100% le personalità caratteriali di chi per ventisei puntate ci ha intrattenuti.

Quello che, secondo me, fa la parte da leone in questa serie è l’ambientazione: i paesaggi brulli dell’america latina e le cittadine semideserte che sonnecchiano nei solatii pomeriggi sono davvero meravigliosi, e si è tentati di guardare una puntata dopo l’altra solo per non abbandonare tali meravigliosi posti. Le musiche, inoltre, sono davvero bellissime: accompagnate da violini, flauti di pan e armoniche, le melodie risultano appropriatissime all’ambiente e le canzoni sono davvero belle. Più di una volta ho sperato che le (seppur non frequentissime) scene d’azione durassero a lungo anche solo per poter ascoltare la canzone di sottofondo.

Volendo muovere delle critiche verso questo anime, si potrebbe dire che la storia è davvero ridotta ai minimi termini: sebbene durante il viaggio ci siano molte cose che si muovono dietro le quinte, alla fine ben poco giunge ad influenzare in maniera significativa la trama in sé; inoltre, alcune fazioni vengono poco sviluppate e a malapena si capisce chi siano.

Voto: 8. Gradevole da guardare, intrattiene e diverte: non aspettatevi però una storia troppo corposa.

Consigliato a: chi ama i road-movie; chi è intenerito dai personaggi disperatamente ingenui; chi vuol rispondere a qualsiasi ordine con yes, sir.

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Murder Princess

Fantasy, azione e una storia in sole sei puntate?

Murder Princess

In questo breve anime, si assiste alla caduta del regno di Forland per mano dei ribelli. La principessa alita riesce a scappare e, nella fuga, incontra una guerriera (Falis), un simil-scheletro e un simil-frankestein che stanno andando a caccia di taglie per sbarcare il lunario. A seguito di una caduta in un burrone Falis e Alita si scambiano i corpi! A questo punto decidono di tornare e riconquistare il trono perduto, dando vita alla leggenda della principessa guerriera, soprannominata da tutti Murder Princess.
Purtroppo i nemici non finiscono mai, e le cose non sono semplici come sembrano…

Non mi aspettavo molto da questa breve serie. In sei puntate è ben difficile riuscire a sviluppare qualcosa di buono o di profondo, ma in questo caso i produttori mi hanno davvero sorpreso con un prodotto di alta qualità.
Va subito detto una cosa: per quanto ci sia una storia un po’ banale ma ben congegnata, per quanto ci siano qui e là degli sprazzi pseudo-comici, per quanto ci sia qualche accenno di serietà, questo è fondamentalmente un carton di pura azione. Tanto menar di spade quindi, e botte da orbi a tutto andare: il passo è molto veloce e non c’è nemmeno un secondo di stupido filling, tirando la storia al massimo e andando subito ai punti necessari per farla proseguire.
Questo non vuol dire che risulti scarna: è invece da ammirare il fatto che non siano stati tentati di dilungare il tutto con noiosi intermezzi o squallide storie d’amore, mentre hanno mantenuto la concentrazione di plot e azione pura al 100%.

La musica è bella chitarrona, e i disegni sono gradevoli e mai volgari: c’è parecchio sangue qui e là, ma è abbastanza “cartoonesco” da non scadere nel gore.

Vanno infine segnalati i personaggi: in così poco tempo non si può fare alcuno sviluppo dei protagonisti, ma ci si ritrova ugualmente a provare simpatia per loro sin dal primo momento. Ottimo, direi.

Voto: 8.5. Non rimarrà negli annali della storia, ma è davvero godibile.

Consigliato a: chi vuole una simpatica storia condensata in due ore; chi apprezza l’azione pura; chi vuol vedere una principessa becera al punto giusto.