Gantz

Sangue a litri? Sventramenti a ripetizione? Ok!

Gantz

Questo anime parte in maniera molto strana. Le due persone che sembrano protagonisti vengono falciate da una metropolitana nel tentativo di salvare un barbone che è caduto sui binari, e i loro pezzi vengono sparsi per tutta la stazione… ed improvvisamente, si ritrovano in un appartamento assieme ad un altro gruppo di persone, nuovamente tutti interi.

Vien loro spiegato, tra incredulità e perplessità, che dovranno andare a caccia di alieni, e verranno riforniti di abiti ed armi per questo: nonostante nessuno creda davvero a ciò che vien loro detto, questo è quanto accade subito dopo. Solo coloro che sopravvivono potranno tornare a casa, in attesa di una nuova chiamata di Gantz…

Iniziamo a vedere cosa c’è che non va in questa serie, perché la lista è davvero lunga. L’idea di base è abbastanza originale e il mistero è fitto e inesplicabile, paragonabile a quello che si riscontra nel film Il Cubo. Purtroppo in questo caso non solo non si riceve nemmeno mezza spiegazione sulla situazione, ma alla fine delle due serie che compongono Gantz non si scopre NULLA. Zero assoluto. L’unica cosa che mi ha spinto a finire questa serie era “vediamo cosa diavolo c’era dietro”… la risposta, semplicemente, non viene né data né accennata.
Gantz fa inoltre un altro madornale errore: crea dei protagonisti odiosi. Penso che l’idea dei realizzatori fosse quella di creare un antieroe con il personaggio di Kei, ma hanno solo creato un odioso e spocchioso ragazzetto che si vorrebbe vedere maciullato il prima possibile. Anche gli altri personaggi non hanno la minima profondità: l’altra Kei è semplicemente inutile, e Kato -per quanto sia forse quello che si salva un minimo- ha una logica da bambino di tre anni. Lo sviluppo dei personaggi è spesso inesistente, e nei pochi casi in cui c’è è semplicemente illogico e casuale.

Inoltre, presumibilmente nel tentativo di rendere un po’ più appetibile la serie, quei geniacci della Gonzo hanno inserito inutili scene di nudo e di sesso qua e là: pessima idea. Questo rende ancor più patetico il tutto.

Dal punto di vista tecnico, a parte la buona canzone d’apertura, non c’è molto da segnalare: i disegni dei personaggi sono nella norma, mentre gli alieni sono realizzati, imho, maluccio. Le scene di gore (che sono davvero tante) sono state realizzate con risultati alterni: alcune sono buone, altre sono poco credibili e risultano un po’ pacchiane.

I combattimenti, inoltre, sono totalmente stupidi: Gantz rifornisce i nostri protagonisti con delle supertute potenziatrici, ed armi che fanno saltare in aria tutto quanto. Si ritrovano di fronte degli alieni mostruosi con artigli lunghi mezzo metro che squartano la gente… e i personaggi si comportano come dei bambini ritardati, guardandosi, piangendo, caragnando e facendo teorie assurde e demenziali su questo o quell’argomento. Una pena da vedere.

Dal lato sentimentale (sì, ci han ficcato in mezzo anche un aborto di storia d’amore… non si son fatti mancare nulla) si rimane sullo stesso standard del resto: i personaggi sembrano usciti da una lobotomia, i discorsi sono quanto di più imbarazzantemente mentecatto si possa partorire all’interno di un anime e il risultato è prevedibilmente che le storie fanno caCCare.

C’è qualcosa da salvare qui in mezzo? Cercando bene (ma proprio bene, eh) qualcosina si trova. Alcune scene di combattimento sono simpatiche, e ci sono un paio di momenti di tensione quasi ben fatti. Inoltre la puntata 21 è simpatica: è l’unica in cui almeno per una decina di minuti i protagonisti fanno quello che ci si aspetta da loro, e i combattimenti non sembrano realizzati da dei ritardati sbavanti.

Il resto, però, è da dimenticare. Come abbiano fatto coloro che hanno creato Chrno Crusade e Hellsing a partorire questa cosa, è al di là della mia comprensione… ma d’altra parte, sono loro ad aver dato la luce a Last Exile, e forse qualcosa si spiega.

Voto: 3.5. Da salvare unicamente metà della puntata 21: il resto è spazzatura.

Consigliato a: chi vuole vedere TANTO sangue; chi ha otto ore da buttare nel cesso; chi ha i gusti totalmente opposti ai miei.