Ani*Kuri 15

…15 minuti per 15 cortometraggi di 15 maestri d’animazione differenti.

Ani*Kuri 15


La NHK ha chiesto a 15 tra i più famosi produttori di anime dei nostri giorni di realizzare ognuno un cortometraggio della durata di un singolo minuto: nessun’altra indicazione è stata data. Con che idee verranno fuori i maestri del nostro tempo?

Con questa semplice introduzione, si assiste alla proiezione di cinque micrometraggi, di 60 secondi ciascuno. Sono ovviamente di tanti tipi diversi: alcuni comici, altri tristi, altri ancora semplici esercizi di stile: devo dire di averne graditi particolarmente 5, ed averne trovati altri 7 non spettacolari ma godibili: solo in tre casi sono rimasto piuttosto deluso dal risultato. Per un lavoro del genere, ritengo sia una buona media: spesso produzioni sperimentali come queste producono visioni di qualità abbastanza scadente.

Devo dire che, comunque, sono rimasto un po’ perplesso dalla scelta degli studi coinvolti nel progetto. Sicuramente sarà stato per problemi di contratto o per mancati accordi, ma alcune delle più grandi case produttrici sono rimaste fuori. Niente Studio Ghibli, niente SHAFT, niente J.C. Staff, niente Sunrise; vero, ci sono altre grandi case (come la mia amata Gainax, che ha anche fatto quello che secondo me è il miglior corto di tutti), ma sarei stato felice di vedere i lavori di altri artisti.

La grafica, ovviamente, è altalenante. Alcuni lavori hanno un tratto molto bello, in maniere molto diverse le une dalle altre: un paio degli episodi sono invece raffazzonati, alcuni volutamente (e quindi l’effetto è interessante), altri meno (e quindi l’effetto è ‘na patacca).
L’audio è generalmente ben curato, toccando l’eccellenza in un paio di pezzi.

Insomma, si può dire che Ani*Kuri 15 è un esperimento ben riuscito: non ritengo sia un capolavoro di alcun genere, ma in fin dei conti non è facile convogliare delle emozioni in soli 60 secondi: in molti casi, qui ci si è riusciti.

Voto: 8,5. Quindici minuti ben spesi, a mio parere.

Consigliato a: chi apprezza i cortometraggi; chi vuol vedere lavori originali ed insoliti; chi vuol finalmente vedere il debutto negli anime di DOMO-KUN!!!!

Annunci

Macross Frontier

Come direbbe qualcuno… verso l’infinito, e oltre!

Macross Frontier

La serie di Macross nasce nel 1982, e si compone di molti capitoli diversi: per poter apprezzare appieno la serie creata per i 25 anni di esistenza, un po’ di background sulla serie iniziale può risultare molto utile.

Nell’originale, ci si trovava nel 1999: Durante la terza guerra mondiale un’astronave aliena cadeva sulla terra; gli umani misero da parte le loro differenze e, tramite reverse tecnology, impararono i segreti del movimento a velocità superiori alla luce insieme a tanti altri segreti per il viaggio spaziale. Quando l’astronave era pronta per partire, tuttavia, si presentarono gli originali proprietari per riprendersela… facile immaginare cosa successe poi. Durante la sanguinosa guerra tra umani e Zendradi (gli alieni, che corrispondono a degli umani giganti) si venne a scoprire che entrambe le razze nascevano dalla stessa protocultura, che regnava nell’universo mezzo milione di anni fa; si riuscì a scoprire inoltre che uno degli unici modi di comunicazione con essi era la musica e il canto, internazionale attraverso le galassie.
Lynn Minmay, un’idol finita in maniera rocambolesca a bordo della nave, divenne pertanto un punto focale della riappacificazione delle due razze, diventando l’eroina che salvò l’intera umanità e lanciò la nostra stirpe a cercare nuove case nello spazio.

In Macross Frontier, ci troviamo ora nel 2059: seguiamo una delle navi che sono partite dalla terra al seguito della prima serie: la Frontier, per l’appunto. La storia inizia con Ranka, una ragazzina qualsiasi, che tenta di andare a vedere il concerto di Sheryl Nome, un’idol che si trova sulla colonia per il suo tour. Dopo averla incontrata piuttosto per caso, e aver potuto parlare con lei, anche Ranka decide di seguire la strada del canto per realizzare i suoi sogni; purtroppo, il loro viaggio è disturbato dall’improvviso attacco di una razza aliena insettiforme, i Vajra, che senza motivo apparente iniziano a colpire senza sosta la colonia, minacciandone la sopravvivenza stessa. Come faranno a difendersi? A cosa è dovuta tale insistenza, dopo 40 anni di pace e tranquillità? Il vero pericolo sono solo i Vajra, oppure c’è dell’altro che sta tramando alle spalle dei poveri abitanti di Frontier? E cosa si nasconde nel passato di Ranka, talmente orribile da esser stato dimenticato da lei stessa?

Questa serie offre ciò che ci si può aspettare da Macross: combattimenti tra nemici e astronavi/robottoni, musica e un triangolo amoroso.
La trama in sé inizialmente viene quasi del tutto ignorata, dando ampio spazio allo sviluppo delle relazioni tra i tre protagonisti (Ranka, Sheryl e il fortunato ma stupido Alto). Questo porta ad avere quasi una storia da Harmony piuttosto che una storia di fantascienza: questo non è un problema per chi ama il genere, ma anche in quel campo le banalità e le situazioni-cliché si sprecano.
Passata la prima dozzina di puntate, invece, la situazione si cristallizza e viene inserita la trama vera e propria, che è di qualità altalenante: alcune parti sono simpatiche (soprattutto nelle ultime puntate, alcune rivelazioni e alcuni avvenimenti lasciano di stucco – senza contare le rivelazioni finali, secondo me brillanti), mentre altre sono un po’ traballanti (l’intero agire dei “cattivi” mi ha lasciato un tantinello perplesso). In ogni caso la storia si lascia guardare senza problemi, anche se pure nella seconda parte c’è imho qualche lentezza di troppo.
Il tono dell’anime è serio, anche se nelle parti iniziali ed intermedie spesso ci sono piccoli intermezzi comici a sollevare l’ambiente: non si arriva ad avere un’atmosfera di tragedia e di disperazione, ma comunque più avanti nella serie le battute spariscono per lasciare spazio ad altro.

I personaggi, in questa serie, creano l’ossatura della storia molto più che in altri lavori simili. Per quanto essi siano abbastanza tipici (la ragazzina piena di volontà e speranze, la star che si confronta con i suoi problemi, il figo di turno stupido come un lampione,…) mi sono risultati parecchio simpatici, e questo è importante: le loro problematiche risultano più vicine in tal modo, e ci si preoccupa per la loro sorte. Questo aiuta anche ad interessarsi alla trama in sé, dato che è strettamente correlata a loro, e da una mano nelle parti in cui essa, come sopra detto, è meno brillante.
In ogni caso, è tutto un fiorir d’amore: non è una storia tutta amoreamorepuccipucci, per nulla, ma quasi ogni personaggio coinvolto -anche quelli minori o con poca rilevanza con la storia- rimane invischiato a modo suo in un intreccio amoroso di variabile entità.

Sulla parte artistica ci sono un paio di parole più del solito da spendere.
La parte grafica è in parte mediocre e in parte eccellente: l’animazione dei personaggi lascia talvolta parecchio a desiderare, mentre le parte in CG e i combattimenti hanno un’animazione e un disegno davvero superbi. L’unico problema dei combattimenti è che sono talmente caotici che risultano confusionari, e ci si ritrova a vedere le scie dei missili che riempiono lo schermo senza nemmeno capire cosa essi stiano seguendo… ciononostante, parecchie immagini rimangono mozzafiato e di eccellente fattura.
La musica è, sia per qualità che per trama, un punto focale di Macross Frontier. Forse i realizzatori non avranno creato i personaggi o la storia migliori del mondo, ma sulla parte sonora non c’è nulla da poter recriminare: la qualità delle canzoni è altissima. Gli amanti del Jpop saranno in visibilio, così come gli amanti del Rock possono amare Nana o quelli del metallo possono amare Detroit Metal City: per quanto generalmente non sia un tipo di musica che vado a ricercare, molte delle canzoni mi sono rimaste in mente poiché davvero splendide. Sono anche andati oltre: i concerti creati sono ottimi, e quando si combinano con le battaglie sopra citate il risultato è spettacolare. L’eccellenza definitiva viene raggiunta quando le canzoni di Ranka e di Sheryl vengono combinate in un riuscitissimo remix… davvero un’opera degna di nota, che giustificherebbe di per sé la visione di questa serie.

Insomma, come valutare Macross Frontier? È difficile, perché ha tante cose riuscite e tante che invece lasciano a desiderare. È sicuramente un lavoro che porta con onore sulle sue spalle i 25 anni di tradizione Macross, con i relativi pregi e difetti.

Voto: 7,5. Per me un po’ lentino e un po’ troppo invischiato in triangoli amorosi: con gusti diversi, probabilmente può piacere anche di più.

Consigliato a: chi è un fan della serie Macross; chi adora la J-pop; chi vuole vedere il cellulare più bello che sia mai stato immaginato.

Noein

Se Salvador Dalì disegnasse un anime, sarebbe

Noein

La storia è parecchio complessa, e si capiranno molti degli aspetti della stessa solo alla fine: per non rivelare troppi spoiler, possiamo dire che 15 anni nel futuro, la terra è stata pressoché distrutta. Gli uomini abitano sottoterra, e sulla superficie si scontrano alcuni valorosi guerrieri con dei mostri allucinanti: la sopravvivenza è a rischio, e la miseria totale.
Tali guerrieri vengono quindi ai giorni nostri a cercare una “Dragon Torque”, che possa salvare il loro tempo dalla dimensione di Shangri-la, che tutto sta divorando: si scopre così che un giovincello, Yuu, è semplicemente uno di quei potenti guerrieri 15 anni prima. E si nota che la somiglianza con alcuni degli altri è anche abbastanza notevole…

Come detto, la trama è abbastanza complicata. Non si riesce mai a capire chi siano i cattivi, e le situazioni continuano a cambiare: alcune spiegazioni sono davvero difficili da comprendere, e il tutto risulta un po’ sgradevole da vedere poiché si ha sempre l’impressione che qualcosa sia sfuggito: tra viaggi nel passato e spiegazioni di fisica quantistica, ogni tanto si rischia di perdersi qualcosa.. Per fortuna, alla fine tutti i pezzi tornano al loro posto, e ogni cosa acquista un senso.

Dal punto di vista artistico, ci sono alcuni punti forti e altri deboli: i giganteschi mostri della dimensione futura sono assolutamente meravigliosi, parto di una mente turbata e psicotica, esattamente come dei mostri dovrebbero essere.
Purtroppo le scene di combattimento con essi risultano fatte diversamente dal resto dell’anime, e personalmente non le ho trovate molto accattivanti: gusti personali, ma secondo me hanno perso una buona occasione.

Senza dire molto altro (rovinerebbe le mille sorprese), Noein è un anime molto strano e contorto, ma abbastanza piacevole da vedere. Alcune scene sono memorabili, mentre purtroppo altre sono meno convincenti. Un po’ troppi alti e bassi, che però non rovinano del tutto la qualità finale della serie.

Voto: 7.5. Gradevole, seppur con qualche calo.

Consigliato a: chi vuol una storia in cui si debba concentrare; chi ama il concetto di dimensioni parallele; chi vuol capire chi è il vero cattivo solo all’ultimo.