Animation Runner Kuromi

…Un meta-anime: come nasce un anime?

Animation Runner Kuromi


Mikiko Oguro (soprannominata Kuromi) è una 20enne che, finita la scuola d’arte, riesce finalmente a fare la sua entrata nel mondo degli anime, come da lei sempre sognato! Purtroppo la casa di produzione Petit, la piccola azienda che l’ha assunta, non è esattamente come se la immaginava… il manager di produzione si licenzia nel giorno in cui lei arriva, e la lascia con l’apparentemente impossibile compito di consegnare tutta la parte artistica di una puntata di Time Journey 2, la serie a loro affidata! Riuscirà ad affrontare il durissimo lavoro che l’aspetta? In che modo dovrà trattare con gli artisti, ognuno eccentrico a modo suo? In fin dei conti, è un lavoro fatto per lei? E quali altri ostacoli le si pareranno davanti?

La storia di questi due OVA da circa 40 minuti è molto lineare e semplice: Kuromi deve affrontare, assieme ai suoi curiosi colleghi di lavoro, le mostruose scadenze del mondo dell’animazione, e sfide al limite dell’impossibile arrivando addirittura a produrre tre serie contemporanee. Essendo la storia così scarna, è evidente che le cose su cui concentrarsi sono due: i personaggi che le animano, e l’aspetto più “istruttivo” legato al lavoro di un piccolo studio d’animazione giapponese.

I personaggi non sono molti, e chiaramente non hanno gran tempo per svilupparsi: i disegnatori sono più che altro dei supporti per alcune battute e dei mezzi per permettere a Kuromi di svilupparsi professionalmente, e in tal ruolo fanno il loro mestiere.
I due elementi più spiccati sono Kuromi stessa e la sua più seria collaboratrice, Shihonmatsu: nel poco tempo dato si riescono a presentare per bene, e anche a fare qualche discussione non del tutto inutile. Risultano piacevoli da avere a schermo (soprattutto quando Shihonmatsu tenta di smettere di fumare…), ed è un piacere avere a che fare con l’energia che Kuromi mette in ciò che fa, e la professionalità che Shihonmatsu dimostra.

Per quanto riguarda l’aspetto più otaku della serie, e cioé spiare gli interni di uno studio di produzione, devo dire di esser rimasto abbastanza soddisfatto: si vengono ad imparare diversi termini interessanti, alcune procedure di produzione (disegni chiave, correzione, intermezzi, scene speciali, la raccolta delle varie parti dai diversi collaboratori esterni e via dicendo), e si riesce anche a dare una divertita occhiata alle manìe e alle abitudini a cui i coinvolti in tale eccentrico settore sono esposti. In questo caso tornano ad aiutare i disegnatori, unitamente anche ai fetidi trucchetti che certi produttori utilizzano per velocizzare il lavoro, a discapito della qualità (il che spiegherebbe anche come mai certi anime risultano ben animati nelle prime puntate, per poi diventare totale pattume in seguito – Project Arms anyone?).

Il disegno è semplice, ma i personaggi chiave sono sorprendentemente ben animati: ogni tanto si ricorre a cambi di stile che riescono a strappare qualche risata. Le musiche sono abbastanza ordinarie ma accompagnano con piacere la visione.

Insomma, che dire dei due OVA di Animation Runner Kuromi? Si può sicuramente asserire che, per essere il primo lavoro di una piccola casa produttrice (la Yumeta Company) è di pregevole qualità. Non inizia con grandi pretese, fa notare il suo taglio low-budget ma non si lascia scoraggiare da ciò e propone una serie tutto sommato abbastanza originale, con dei personaggi gradevoli e un paio di situazioni davvero simpatiche. Chiaramente mostra qui e là i suoi limiti, ma risulta sicuramente molto più piacevole di tante serie fatte da case altisonanti con budget milionari, gonfie di effetti speciali e povere di contenuti.

Voto: 7,5. Se a qualcuno (come a me) interessa conoscere qualcosa di più di come vien fatto un anime, questo voto può prendere un bel +1.

Consigliato a: chi ama sapere “come sono fatte le cose”; chi ha un’oretta da dedicare a risate e otaku-ismo; chi vuol conoscere un mini-polipo volante parlante ironico.

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