Green Green

Quando bisogna dare un nuovo significato al termine ecchiness:

Green Green

Due scuole, una esclusivamente maschile ed una esclusivamente femminile, contano di diventare, con l’anno prossimo, scuole miste. Per abituare gli alunni decidono di effettuare un mese in cui le classi saranno insieme. Inutile dire che i ragazzi, adolescenti infoiati a dir poco, sono felicissimi della notizia!
Al momento dell’incontro, oltre all’incontenibile felicità dei fanciulli, si incontrano anche Yuusuke e Futaba: lui non riconosce lei, ma lei asserisce che sono destinati ad essere insieme, a causa di un antico giuramento fatto in una vita precedente. Deve solo riuscire a fargli recuperare la memoria…

Questo anime è ecchi. Questo anime è molto ecchi. Questo anime è ESTREMAMENTE ecchi. Sorvolando sulla storia dei due pseudo-protagonisti, il resto parla unicamente dei tre amici di Yuusuke che tentano in ogni modo di combinare il più possibile con le compagne, le insegnanti e chiunque capiti a tiro. Siate quindi avvisati: se non vi piace il genere, girate al largo.
Detto questo (e lo dico da non estimatore del genere), bisogna dire che Green Green è fatto in maniera abbastanza buona: nonostante ogni 15 secondi una mutanda passi volando sullo schermo, oppure una tetta ballonzoli in maniera esagerata, la cosa risulta sempre “contestuale”, data la situazione in cui ci si trova. Alcuni tentativi del disperato trio sono davvero esilaranti, e il panzone è davvero un eroe.
Inoltre, per quanto tali personaggi siano i classici “maniaci d’accompagnamento”, in questo caso vanno davvero “over the top”: riescono a superare ogni livello di depravazione precedentemente raggiunto in qualsiasi anime, superando anche la perversione di parecchi hentai classici. Onore al merito, questi tre sono talmente esagerati da meritare un premio allo sforzo profuso nella loro missione.

La storia principale, invece, si trascina in maniera abbastanza classica lungo i soliti, triti e ritriti, binari dell’harem-anime. Va tuttavia detto che il finale giunge davvero inaspettato: in casi come questo non è da tutti trovare il modo di sfuggire alla routine che in genere tedia lo spettatore fino alla fine.

Le musiche durante le puntate sono abbastanza insulse, mentre la sigla iniziale è perfetta: rende in un minuto l’idea di cosa ci si aspetterà. Musica frenetica, allegra, con un sacco di tette al vento e nudità profuse un po’ ovunque. Di certo non difetta di sincerità.

Una nota finale: evitate come la peste la 13° puntata, che è situata dopo la fine della canonica serie da 12: a parte che è palesemente hentai, è davvero mal disegnata e inutile. Orrore.

Voto: 7.5. Non è per niente il mio genere, ma almeno non tenta di nascondersi dietro una qualche stupida storia.

Consigliato a: chi vuole vedere tette al vento; chi vuol vedere tante tette al vento; chi vuol conoscere Togemura-san, il saggio cactus da combattimento.