Major S4

……e dopo il liceo, il professionismo nella lontana America!

Major S4


Lasciatosi alle spalle il grande incontro con Kaido, e risolti i suoi problemi di salute, Goro e il suo baseball partono per la grande avventura: la conquista di un posto nella Major League americana, dove giocano tutti i più grandi e i più amati professionisti! Dopo un impatto brusco con lo stellare mondo del super-professionismo, Goro si stabilisce per una stagione nella squadra dei Bats, tripla A in Minor League, ad un passo dal suo sogno. Riuscirà a portare tale gruppo alla vittoria? Quali ostacoli troverà sulla sua strada per la fama mondiale?

Questa quarta serie ha, nella sua struttura, un paio di differenze rispetto alle tre sezioni precedenti. In primis, questa volta non si inizia con una decina di puntate in cui si costruisce la squadra, ma si entra subito in campo: il numero di partite giocate è ben superiore rispetto a quanto visto finora, e questo non può che essere un bene.
Come contrappasso, tuttavia, si nota che le partite sono molto meno “decisive”: solo in pochi momenti si sente che una partita è importante per questo o quel motivo, mentre in molti casi si segue solo uno spezzone dello scontro per vedere qualche particolare, o qualche tiro, o qualche situazione interessante. Questo non tramuta le partite in cose inguardabili, ma l’attaccamento alla situazione risulta un po’ compromesso.

Un’altra notevole differenza è che, con le varie strade di vita che i coprotagonisti prendono, ognuno vive delle vicende diverse: questo di per sé non è un problema, ma tale frazionamento fa sì che quando si vada a parlare di loro la storia principale si interrompa, e ne risultano dei siparietti che mal si amalgamano con gli avvenimenti che riguardano la parte maggiore della serie.
Fortunatamente si può dire che Goro è finalmente un personaggio apprezzabile: ha la sicurezza necessaria a fare scelte coraggiose (come il fatto stesso di pigliare e andarsene in America), ma finalmente ha perso le sue convinzioni di invincibilità, e si trova talvolta a dubitare della sua strada e a cercare soluzioni ai problemi di varia natura che gli si presentano davanti. Generalmente la soluzione è nello sparare una fastball ancora più veloce – oramai al posto del braccio ha un Cannone Yamato – , ma è perlomeno gradevole vedere che il pensiero gli sfiora la mente.

Il disegno fa un deciso miglioramento rispetto a quanto prima visto: non siamo nel capolavoro magistrale, ma l’occhio rimane abbastanza soddisfatto. La crescita di Goro e di chi è attorno a lui è evidente, e aiuta a dar consistenza alla serie.
L’opening, anche in questo caso, è parecchio energica e ci sta benone: le due ending non sono invece nulla di che.

Insomma, la quarta serie di Major si lascia guardare con tranquillità: oramai la formula è conosciuta, si capisce che è uno shonen e come tale bisogna prenderlo; la crescita personale di Goro è ben apprezzata, ma a mi parere la perdita di “scontri epici” rende la serie un po’ meno interessante, sebbene non tragicamente noiosa.

Voto: 7,5. Occupa con piacere il tempo, anche se qualche momento di adrenalina in più sarebbe stato carino.

Consigliato a: chi oramai, dopo tre serie, vuol sapere come continua la vita di Goro; chi è curioso di conoscere un’America in cui parlano un inglese decisamente stentato; chi si chiede quando una spalla può tirare forte una pallina prima di staccarsi dal corpo.

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