Neko no Ongaeshi

…Un’imberbe ragazzina catapultata nel mondo dei gatti!

Neko no Ongaeshi


Haru è una normalissima liceale, con i più caratteristici tratti distintivi: si sveglia sempre tardi per andare a scuola, salta colazione, è infatuata di un ragazzo già occupato e, fondamentalmente, non ha grandi scopi nella vita.
Un giorno, tornando a casa da scuola, salva un gatto da un camion che stava per travolgerlo: quest’ultimo, in segno di ringraziamento… si alza in piedi e si inchina, parlandole in maniera galante e forbita! Haru chiaramente rimane basìta, e durante la notte la situazione non fa che diventar più stramba.
Davanti a casa sua si svolge infatti una processione di gatti su due zampe, che accompagnano il re del regno dei gatti: si scopre che il gatto salvato altri non era che il principe di tale regno, e che Haru verrà adeguatamente ricompensata.
Inutile dire che il concetto di “gratitudine” per un gatto è decisamente diverso da quello di un umano: cosa dovrà aspettarsi Haru? Come farà a liberarsi dalla scomodissima (seppur non malevola) situazione in cui si trova? Dove potrà cercare alleati?

La storia di Neko no Ongaeshi (altresì chiamato The Cat Returns) è decisamente curiosa ed inusuale (anche perché questa storia nasce come semi-spinoff di Whisper of the Heart – a voi scoprire come i due sono collegati!), ma risulta piacevole da seguire.Come d’abitudine non ci sono dei veri cattivi, e si seguono le vicissitudini di Haru in un mondo a lei alieno (e che la avvicina sempre più in un felino) mentre tenta in primis di orientarsi, ed in seguito di tornare a casa. Qualche simpatica sorpresa qui e là si nasconde, ma non arriverei a parlare di colpi di scena.

I personaggi sono forse la parte più piacevole di questo film: come detto sopra non ci sono personaggi “da odiare”, e l’ambiente risulta leggero nonostante il grave problema in cui Haru si trova. I coprotagonisti sono fenomenali: la classica accoppiata gentiluomo (o meglio, gentilgatto) e buzzurro funziona come non mai. Sulla protagonista, purtroppo, bisogna dire una cosa: sebbene in un paio di momenti venga ricordato che per risolvere il suo problema lei debba capire chi è veramente, alla fine dice “ho capito”, ma in realtà tale sviluppo viene totalmente saltato. È un peccato, perché questo porta l’anime a mancare di qualcosa che rimanga, come sensazione o come messaggio, e lo rende un po’ meno intrigante di altri suoi fratelli.

Il disegno è gradevole e l’animazione è fluida, ma bisogna dire che per essere del 2002 il tratto è un po’ approssimativo. Sia ben chiaro, questo non vuol dire che sia brutto da guardare – ma ci son altri lavori, anche di case produttrici meno blasonate, che in quegli anni han prodotto disegni migliori.
L’audio è come al solito di buona qualità, con una sigla finale che ho trovato molto bella e che ben rispecchia l’ambiente tutto sommato spensierato e giocoso dell’anime che va a concludere.

Insomma, Neko no Ongaeshi – The Cat Returns è un anime che si lascia guardare con piacere, ma che non lascia il segno nella mente di chi guarda: l’ora e un quarto di proiezione vola senza intoppi, ma una volta arrivati al termine difficilmente ci si accorge di non esser rimasti vittime del senso di magia che possono lasciare altri lavori come Spirited Away o Totoro.

Voto: 7,5. Simpatico, gradevole, allegro, spensierato… e poco più.

Consigliato a: chi vuole un pochino di sincero relax; chi vuole un film senza grandi storie e crudeli nemici; chi vuol sapere cosa fanno i gatti lontano dai nostri occhi.

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