Demon City Shinjuku

…Se l’inferno prendesse possesso di una città per dieci anni, come si prospetterebbe il futuro?

Demon City Shinjuku


Dieci anni fa, una grande sfida tra un grande spadaccino e un malvagio posseduto da demoni si svolse nella città di Shinjuku: purtroppo il cattivo, Rebi Ra, ebbe la meglio e uccise il buono, Genichirou.
Da allora l’intera città di Shinjuku (una frazione di Tokyo) risulta off-limits praticamente per chiunque, in quanto abitata da demoni e mostruosità: purtroppo, dopo questi dieci anni Rebi Ra è pronto ad incrementare ulteriormente la sua influenza sul mondo, aprendo le porte dell’inferno e portando l’intero mondo demoniaco sulla terra! Starà pertanto al figlio di Genichirou, Kyoya, riuscire a fermare il malvagio piano in atto. Ma ne sarà in grado? Chi lo accompagnerà in tale pericolosa avventura?

Come si può inturile, in questo film di circa un’ora e venti la storia non è sicuramente il punto forte: anzi, la sua debolezza e scontatezza appaiono sin da subito palesi. L’idea di base è l’archetipo di ogni banale avventura, e purtroppo non ci sono particolari svolte che permettono un miglioramento in tale ambito. Gli avvenimenti sono prevedibili, e quelli che non lo sono risultano comunque inutili.

Vedendo la battaglia iniziale, si poteva tuttavia aspirare ad un anime che portasse dei combattimenti degni di tale nome: purtroppo essi sono sorprendentemente pochi, e decisamente insoddisfacenti. Solo in un paio di situazioni si vede qualcosa di simpatico, mentre per il resto le battaglie sono statiche e abbastanza noiose. Il combattimento finale è davvero una presa per il culo: quando ci si aspettava finalmente qualche bella mazzata, tutto vien risolto nel peggiore dei modi.

I personaggi rispecchiano la qualità del resto dell’anime: non antipatici, ma abbastanza insulsi. Il protagonista è il classicissimo giovinastro che corre dietro alle gonnelle ma in realtà ha i superpoteri; la sua compagna di viaggio è inutile, e per essere la coprotagonista è un tantinello scialba; gli altri elementi che si incontrano in giro non riescono a fare la differenza. Il cattivo principale è quasi patetico, dato che appare solo per il tempo necessario ad essere preso a calci.

I disegni, per essere del 1988, sono abbastanza buoni: almeno in tale ambito è stato fatto un lavoro di tutto rispetto. Decisamente meno attenzione è stata invece data al sonoro, che è praticamente assente e che porta lunghissime parti di anime ad essere pressoché mute.

Insomma, Demon City Shinjuku non riesce a convincere in nessuno dei punti importanti dove dovrebbe impressionare. Non riesce ad attrarre lo spettatore con niente, e il risultato è un lavoro non terribile, ma noiosetto e senza mordente.

Voto: 5. Non si va più sotto perché non c’è nulla di davvero orrendo… ma nemmeno nulla di davvero salvabile.

Consigliato a: chi ha un’ora e venti da occupare e non sa davvero cosa guardare; chi apprezza anime ambientati in versioni distrutte di posti reali; chi vuol vedere la bella meno bella di un anime.

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