Steamboy

…Otomo alle prese con il passato: un esperimento decisamente curioso!

Steamboy


Ci troviamo nel 1866, in Inghilterra. Il mondo sta venendo conquistato dalla potenza del vapore, che muove macchine impressionanti: la Grande Esibizione di Londra è alle porte, e chissà quali meraviglie mostrerà al mondo.
Ray Steam è un ragazzino che lavora come manutentore di macchine a vapore in una tessitoria di Manchester. È figlio e nipote di due grandi scienziati, Lloyd e Edward Steam: essi sono però lontani, in giro per il mondo ad effettuare esperimenti e scoperte sul mondo delle macchine a vapore, e lui è a casa con la madre. Nel tempo libero si diletta nel costruire un monociclo a vapore (se non c’è una simil-moto assurda in una storia, Otomo non è contento…), fino al giorno in cui riceve un pacco dal nonno: esso contiene un misterioso pezzo, che viene subito reclamato con violenza dalla compagnia per il quale i due scienziati lavorano. Ray fugge come ordinatogli dal nonno, ma potenti mezzi vengono messi sulle sue tracce e riescono a catturarlo: a cosa serve tale componente? Come mai tanto dispendio d’energie per recuperarlo? Cosa si nasconde dietro al duro lavoro del padre e del nonno?

Iniziamo dapprima a valutare la cosa più negativa di questo film da due ore e sei minuti: la trama. Inizialmente la stessa sembra decisamente intrigante, con misteriose organizzazioni e parenti con segreti da nascondere: in breve tempo diventa un minestrone di situazioni senza senso e di personaggi che agiscono a caso. Il protagonista stesso, Ray, si muove senza enfasi o energia in mezzo ad una storia che via via si dimostra sempre più confusa e senza un punto d’arrivo preciso: soprattutto nell’ultima mezz’ora gli avvenimenti perdono qualsiasi senso, e si assiste ad un rovinoso crollo di quanto rimaneva di personaggi in gioco.

Questi ultimi, infatti, non si distanziano molto dai livelli della trama: in principio essi sembrano decisi e ben delineati, per diventare confusi ed indecisi quando dovrebbero invece agire: di alcuni non si capisce del tutto l’utilità (Scarlett immagino dovrebbe servire a far ragionare lo spettatore sull’utilizzo errato che si può fare della scienza – argomento sul quale sembra fallimentarmente vertere l’anime – ma in realtà risulta soltanto fastidiosa ed inutile per l’intera durata della proiezione.
Altri invece sono contradditori con sé stessi: I tre membri della famiglia Steam creano alleanze ed inimicizie tra loro senza apparente motivo, per cambiare le stesse ogni cinque minuti senza apparente motivo.

A questo punto ci si potrà dire: ma c’è un motivo per il quale vale la pena vedere Steamboy? La risposta è sì, e tale motivo risiede nell’impressionante grafica e tecnica utilizzata nella realizzazione del film. È vero, di serie con una buona grafica ce ne son tante, ma qui si arriva a dei livelli davvero impressionanti di dettaglio e coinvolgimento visivo. Per quanto la storia sia una mezza pataccata, non si riescono a togliere gli occhi dalle assurde ed intriganti macchine a vapore che dominano buona parte delle scene, unitamente a paesaggi davvero ben realizzati. Normalmente il comparto grafico per me è solo relativamente importante, ma in questo caso (soprattutto se si può vedere una versione in alta definizione) l’aspetto tecnico diventa predominante e riesce a zittire buona parte dei dubbi che si formano nella testa, soffocandoli con un semplice “oooh che bello”.

L’audio è invece nella norma, senza particolari virtuosismi: fa il suo dovere e nulla più.

Insomma, Steamboy è un film da evitare, per la sua trama, o da vedere, per la sua grafica? È una dura scelta. Io mi son goduto la visione tentando di distaccare la mente dall’intricata e illogica trama che si dipanava dinnanzi a me, ed in questo modo lo show è risultato godibile; chiunque cercasse una storia con un minimo di spessore o dei personaggi degni del ruolo di protaonisti, dovrebbe guardare altrove.

Voto: 6. Ero tentato ad innalzarlo fino al 6,5 per la spaventosa realizzazione visiva, ma gli abissi nella trama si fanno davvero sentire parecchio.

Consigliato a: chi vuol far scintillare gli occhi spegnendo il cervello; chi adora le ambientazioni del passato con elementi steampunk qui e là; chi si vuol chiedere quale era il concetto di sicurezza sul lavoro, nel 1800.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...