Xenosaga

…Da un videogioco, una serie di fantascienza.

Xenosaga

Ci troviamo diverse migliaia di anni nel futuro. La terra è oramai un lontano ricordo: l’umanità vive in giro per le galassie, avendo sviluppato il sistema di viaggiare più veloci della luce.
Purtroppo una grande minaccia incombe sulle popolazioni dello spazio: delle terribili creature aliene, gli Gnosis, sono arrivati da chissà dove e sembrano avere soltano interesse nel distruggere l’umanità e recuperare delle strane reliquie, chiamate Zohar.
I protagonisti della serie vengono colti in uno di questi assalti, mentre stavano trasportando una reliquia: ma perché questi misteriosi esseri insistono negli attacchi? Riucirà Kos-Mos, la superarma senziente, a capovolgere le sorti della battaglia? E tutto ciò potrebbe esser correlato alla guerra che 14 anni prima sconvolse l’ordine galattico?

Inizio premettendo di non aver mai giocato al videogioco da cui questa serie è tratta, e pertanto la valutazione verrà effettuata unicamente sulla visione distaccata dal prodotto di base.
Come si può vedere, in principio viene messa parecchia carne al fuoco. Il problema è che, in questa serie di sole tredici puntate, la carne al fuoco è davvero troppa! Probabilmente, nella fretta di infilare nel poco spazio tutte le nozioni necessarie, ne è venuto fuori un minestrone pressoché incomprensibile. Ripensandoci a posteriori posso dire di aver più o meno capito la storia, ma durante la visione di chiaro c’era davvero poco.
Si inizia parlando della superminaccia degli Gnosis e dell’importanza di recuperare le reliquie, e poi tutto ciò viene prontamente dimenticato; in seguito, si va a scoprire un po’ cosa era successo negli anni passati, con il supporto di alcuni nuovi personaggi; successivamente, intrigo politico! Che male non ci sta mai. Alla fine si cestina tutto quanto sopra elencato per far comparire un ultracattivo di cui s’era vagamente accennato prima, per avere una conclusione tutta esplosioni e discorsi buonisti, senza gran senso.
Si può vedere di fondo come le varie cose siano collegate, ma è un indizio lasciato alla necessariamente fervida immaginazione dello spettatore perché di tempo per spiegare cosa sta accadendo non ce n’è.

Lo sviluppo dei personaggi segue purtroppo lo stesso ritmo: correndo attraverso i compiti a loro assegnati, i protagonisti e i loro accompagnatori non riescono ad avere un sufficiente spazio per evolversi o spiegarsi. Qui e là si ha qualche flashback (pienamente prevedibile, di solito) che dovrebbe spiegare qualcosa in merito alle motivazioni o ai rapporti di un personaggio con qualcun’altro. Tutto ciò risulta invece soltanto tedioso, perché spiega cose che già si son capite (per forza, se no non si sarebbe riuscito ad afferrare nulla della trama) oppure eventi che alla fine sono irrilevanti.
Ogni tanto qualcuno tenta di sviluppare la propria personalità, ma anche in questo caso si cade nella banalità più totale.

Xenosaga, nella sua versione animata, fa qualche accenno a delle problematiche decisamente interessanti: inizialmente si parla di integrazione dei cyborg e di altre creature simili nella società umana, con prese di posizione abbastanza tipiche ma comunque condivisibili. In seguito viene sfiorato in lontananza anche qualche accenno di religione, ma tutti questi possibili approfondimenti -che avrebbero sicuramente giovato alla profondità della serie- risultano affrettati quanto le altre sezioni dell’anime.

I disegni non sono nulla di speciale: per essere del 2005 ci si può aspettare molto di più. Anche la CG non è granché, e i combattimenti non colpiscono particolarmente.
L’opening è curiosa e graziosa, senza parole nella canzone ma interessante; l’ending avrebbe potuto essere davvero orecchiabile se non fosse stata cantata con un engRish davvero terrificante.

Insomma, Xenosaga è un fallimento su tutta la linea? Beh, non mi spingerei così oltre: sicuramente esistono prodotti peggiori. Il massacrante ritmo che è stato imposto alle puntate, tuttavia, ha richiesto un prezzo altissimo alla trama, ai personaggi e alla gradevolezza della visione.
Probabilmente il gioco, avendo molto più tempo per potersi sviluppare, riesce a fare molto meglio in tutti questi aspetti: tristemente, questo lavoro come stand-alone non riesce a reggersi in piedi.

Voto: 5,5. Qualche momentino quasi interessante, nella prima parte, c’era anche: purtroppo si è fermato lì.

Consigliato a: chi ha giocato al gioco, e non si offende a vedere solo una frazione degli avvenimenti narrati; chi ama robottoni e belle donne che sparano raggi laser a caso senza un preciso perché; chi si chiede perché, quando si ha un’arma potentissima, non la si usa ogni volta che si può.

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