Majokko Tsukune-chan

…Un po’ di sano delirio in sei corte puntate senza senso.

Majokko Tsukune-chan


Tsukune è una piccola strega, dall’età stimabile di dieci anni, che gira il mondo a fare del bene a cavallo della sua scopa. Purtroppo non è particolarmente abile nel suo lavoro, poiché spesso non risolve i problemi, peggiorandoli o creandone altri. L’importante, comunque, è la buona volontà: lei ce la mette tutta per diventare una buona streghetta, nonostante le mille peripezie che le si parano davanti.

Come si può capire dalla storia, queste sei puntate da tredici minuti (sigle comprese) non sono certo da osservare per la trama. Le vicende durano 3-4 minuti e sono scollegate le une dalle altre: sono unicamente vicende che capitano a Tsukune, e che lei risolve in un modo tutto suo.
Il filone in cui questo anime si inserisce è quello della nonsense comedy: si posson riconoscere notevoli familiarità con Bokusatsu Tenshi Dokuro-chan o Dai Mahou Touge, sebbene questo lavoro punti un po’ meno sulla violenza bruta e un po’ più sulla semplice e banale stupidità senza senso. Questo non vuol dire che i personaggi non muoiano nelle più disparate forme (il sindaco fannullone, ad esempio, morirà una dozzina di volte, in vari episodi, e ogni tanto non ci sarà nemmeno un perché), ma lo fanno in maniera un po’ meno cruenta rispetto agli ilari massacri proposti dagli altri due titoli. Spesso, invece, ci si trova ad assistere a scambi di battute parecchio fulminei, che spiazzano e divertono non poco proprio in virtù della loro semplicità ed immediatezza.

I personaggi, per quanto semplici e poco profondi (vorrei vedere una caratterizzazione fatta in circa 50 minuti di proiezione!), risultano decisamente simpatici. Tsukune è la classica strega con la testa all’aria, la sua mascotte… beh, non fa in tempo a presentarsi granché (e non dico altro), il sindaco è un allegro fannullone e generalmente tutti i personaggi risultano istintivamente simpatici. Questo aiuta parecchio l’aspetto comico, poiché un branco di personaggi antipatici non avrebbe divertito nemmeno un po’.

Il disegno è semplice e di bassa qualità, ma è un tipo di grafica che si adatta perfettamente allo stile dell’anime: i disegni raffazzonati rinforzano l’aspetto di stupidità generico che aleggia attorno alla serie. Di sorprendente qualità, invece, opening ed ending: non sono dei capolavori, ma risultano decisamente carine ed orecchiabili.

Insomma, conviene guardare questo curioso anime? Secondo me sì, perché qualche risata la strappa. Occupa poco tempo, le sue puntate possono essere usate per alleggerire visioni più pesanti e in fin dei conti è fatto decentemente bene.

Voto: 7,5. A me, un paio di volte, ha fatto sghignazzare ad alta voce. Questo non può che essere un merito.

Consigliato a: chi ha un’oretta in cui spegnere il cervello; chi ride di mazzate in faccia, maialini arrosto, starnuti esplosivi e quant’altro; chi vuol conoscere la mascotte meno longeva del mondo degli anime.

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