Mai Otome 0 – S.ifr

…Il terzo capitolo della fortunata serie: questa volta, un prequel!

Mai Otome 0 – S.ifr

Questo anime si sviluppa in seguito alla fortunata serie Mai Otome e ai relativi OVA, Mai Otome Zwei, di cui si è già discusso qui.
In questo caso facciamo un salto nel passato, e andiamo a trovare la madre della protagonista dell’opera originaria: la storia di Mai Otome 0 – S.ifr riguarda infatti Sifr Flan, una ragazzina 14enne che spera di diventare una Otome un giorno, Rena Yumemiya, Otome con qualche crisi di gestione dei poteri e futura madre di Arika, la succitata protagonista.

In questa breve serie di tre puntate si seguono pertanto le loro vicende: il tutto inizia quando Sifr viene rapita da degli uomini misteriosi, e viene salvata da un gruppo di Otome, protettrici della giustizia con i loro incredibili poteri. Viene ben presto a scoprire di essere la figlia illegittima del re di Windbloom, e di aver ereditato dei notevoli poteri a causa di ciò: lei voleva solo diventare una Otome, e ora ci sono interi stati che la vogliono prigioniera o morta!
Rena, colpita dall’onestà e dalla bontà di Sifr, decide di proteggerla nonostante gli ordini dicano il contrario: riuscirà tuttavia nella sua missione? Come farà a gestire i suoi poteri, che sembrano spezzare ogni gemma della materializzazione poiché troppo enormi? Chi c’è dietro agli attentati ai danni di Sifr?

Chiaramente, in tre puntate una trama non può essere sviluppata più di tanto. In questo caso la storia è parecchio semplice (ragazza semplice scopre di essere importante -> finisce nei guai -> i buoni vanno a salvarla -> mazzate a pioggia -> fine), e l’interesse infatti è in tutt’altre parti. In primis, la quantità di fanservice è notevolmente aumentata rispetto alle precedenti serie, dove già non scarseggiava: qui tette ballonzolanti e in bella vista accompagnano chiappe sode e ben mostrate per buona parte del tempo. Non arriva al punto di essere noiosamente ripetitivo, ma la quantità è davvero notevole.
Il secondo punto d’interesse possono essere i combattimenti: come ci si può immaginare, le capostipite delle Otome viste nella serie originaria hanno una potenza devastante, e in un paio d’occasioni ne danno piena dimostrazione. Sarebbe peccato svelare tutte le impensabili esagerazioni a chi volesse gustarsi la sorpresa, ma per rendere l’idea si può dire che ad un certo punto una Otome getta un’avversaria dagli strati più alti dell’atmosfera fino a terra, per poi agguantarla con catene e catapultarla a faccia in giù contro la luna (!!!); in altre occasioni si può assistere ad una caduta da un satellite in orbita geostazionaria fino al terreno, con atterraggio di una delle due contendenti a faccia in giù contro il granito a causa di un piledriver che manco Zangief in piena forma se lo potrebbe sognare.
Qualsiasi accenno a realtà e credibilità viene palesemente abbandonato, ma va benone così: in fin dei conti i combattimenti di Mai Otome sono belli proprio perché son fracassoni ed esagerati, ed in questo caso almeno su questo punto ci siamo.

Sui personaggi c’è molto poco da dire: non hanno quasi nessun tempo di sviluppo, e risultano abbastanza piatti e monocorde. L’unico elemento che può interessare davvero è Rena, in quanto se ne era parlato parecchio in Mai Otome e quindi è curioso vederla agire in prima persona. Anche lei, tuttavia, non rivela granché: il suo problema di eccesso di potere viene risolto con un deus ex machina palese, e non ha altri aspetti particolari a parte una quasi esagerata gentilezza, che però non rivela nulla.
Simpatico anche rivedere alcuni altri personaggi che avranno influsso nella serie successiva, ma anche in questo caso non si scopre nulla di nuovo su di loro.

I disegni sono decisamente gradevoli e godibili, con un’animazione fluida e brillante; le musiche non sono terribili, ma hanno fatto il terribile errore di cambiare la meravigliosa musica della trasformazione delle Otome: sacrileghi!

Una volta guardato Mai Otome 0 – S.ifr, pertanto, cosa rimane? Ben poco, a parte un po’ di mazzate abbastanza ben fatte e un’oretta e mezzo di divertimento senza tanti pensieri: ho tuttavia l’impressione che si stia iniziando a mungere la “mucca-Mai-Otome” un po’ tanto, e che non sia finita qui. L’indizio preoccupante è il finale, dove uno dei personaggi narra un paio di dettagli e poi specifica “ma questa è un’altra storia”… un ulteriore sequel potrebbe essere decisamente di troppo: vedremo.

Voto: 7. Intrattiene il giusto, senza promettere e senza stupire granché.

Consigliato a: chi ha visto Mai Otome e Mai Otome Zwei, e li ha apprezzati; chi ama le botte ignoranti e super-esagerate; chi vuole un bel po’ di fanservice con un anime il cui intero cast, a parte due persone, è femminile e ben tettuto.

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