Gilgamesh

…Un futuro apocalittico di superpoteri e angoscia.

Gilgamesh

Ci troviamo in un imprecisato futuro. Quindici anni prima degli avvenimenti narrati, un grave disastro colpì la terra: il più grande centro scientifico del pianeta, che si stava occupando di estrarre il DNA di Gilgamesh -metà uomo e metà Dio- fu colpito da un attacco terroristico, rilasciando un’ondata elettromagnetica che impedì l’utilizzo di qualsiasi computer, e coprì il cielo con una schermata riflettente che impedì da allora di vedere il cielo.
Seguiamo ora le vicende di Tatsuya e Kyoko, il figlio e la figlia del presunto attentatore: scappano inseguiti dai creditori della Yakuza a causa di debiti fatti dalla madre sulla loro pelle, e vivono alla giornata nella città oramai semidistrutta fuggendo da chiunque.
Quando vengono messi alle strette e quasi catturati, tuttavia, fanno due incontri molto interessanti: prima conoscono un misterioso giovane che li invita a seguirli e ad unirsi a loro, e subito dopo una contessa che chiede loro la stessa cosa! Per risolvere il problema, coprendo il debito che li opprime, la compressa “compra” pertanto i due giovani, portandoli a vivere con se con altri tre ragazzi che sembrano avere poteri psichici molto potenti.
Ma come mai tanto interesse per loro, dopo tanti anni nelle fogne a scappare da tutto e da tutti? Chi è la misteriosa contessa? cosa vuole da loro? E come mai anche Tatsuya ha sviluppato i potenti poteri psichici di cui sopra? Cosa si nasconde dietro al Twin X, l’attentato di quindici anni fa?

Come si può notare, di carne al fuoco ce n’è veramente parecchia. Peccato che la parte interessante finisca qui: come prima cosa infatti commeterò la fallimentare struttura della storia.
Innanzitutto va detto che il ritmo è LEN-TIS-SI-MO: io apprezzo anime tranquilli e dal passo lento (come possono essere Mushihsi o Kino no Tabi), ma qui si parla di vera e propria noia. Molte delle 26 puntate passano senza che accada assolutamente nulla, con la semplice impressione di aver buttato venti minuti al vento.
Quando accade qualcosa, inoltre, raramente ha senso. Per un pezzo della serie abbastanza consistente (5-6 puntate) si vedono i protagonisti che tentano di aiutare una società ad attivare un potente marchingegno che porterebbe alla dissoluzione di una parte dello Sheltering Sky, il cielo riflettente: purtroppo falliscono, e tale costruzione esplode uccidendo migliaia di persone. Quindici minuti dopo tutto ciò non ha più alcun significato, e si prosegue su un filo narrativo totalmente differente!
Altri esempi simili sono facilmente reperibili, con cose importantissime nelle prime puntate (come la trasformazione di uno dei due gruppi in Gilgamesh, cioé in esseri potentissimi e distruttori) che vengono totalmente dimenticate e trascurate per tutto il resto della serie oppure personaggi di cui si fa la conoscenza senza alcuna motivazione (vedasi ad esempio la collega di Kyoko).
L’unica cosa decente in questo campo è, all’inizio, il fatto che effettivamente non si capisca quale delle due fazioni sia quella “buona”, quale quella “cattiva”, o se entrambe facciano semplicemente i loro interessi: ovviamente tutto ciò viene a cadere dopo un po’, portando alla succitata tragicomica “trama” e ad un finale quasi imbarazzante per la sua inutilità e mancata correlazione con quanto narrato per le restanti venticinque puntate.

Sui personaggi è stato fatto un lavoro lievemente migliore. Inizialmente il fulcro sono ovviamente i due fratelli, e viene preso molto tempo nel narrare il cambiamento nel loro rapporto estremamente intimo e vagamente morboso: passando da una situazione in cui ognuno ha unicamente l’altro ad una dove ci sono molte altre cose in ballo, chiaramente la sintonìa rischia di spezzarsi e l’idilliaco rapporto di guastarsi. Questo viene rappresentato decisamente bene, e nelle prime 6-7 puntate lo sviluppo del personaggio (soprattutto di Tatsuya, che essendo il più giovane è più influenzabile dalle novità) giustifica le carenze narrative e la tragica lentezza. Anche i compagni di (s)ventura inizialmente hanno i loro punti d’interesse: ognuno con una diversa storia alle spalle, hanno modi diversi di approcciarsi ai due nuovi venuti. Infine, anche la contessa in questa fase iniziale mostra dei lati che avrebbe potuto essere interessante sviluppare.
Ovviamente, tutto ciò inizia ad essere trascurato quando la storia cade via via nell’inconsistenza: poco dopo l’abbandono di Kyoko dell’hotel dove soggiornano si spezza la magia, e con un paio di conclusive puntate termina lo sviluppo tra i due personaggi, diventando piatto e monotono. Gli altri ragazzi diventano comparse inutili, che servono solo a far narrare ad altri personaggi pezzi di trama più o meno fantasiosi, senza mai interagire davvero con l’ambiente circostante. Idem dicasi per la contessa, che da personaggio oscuro ed intrigante diventa quasi una mammina disperata.

I disegni non sono granché, ma è uno stile abbastanza particolare e a qualcuno potrebbero piacere: ciò che è invece mal realizzato è tutto il comparto dell’animazione, che risulta sempre legnoso e banale. Questo porta tutti i combattimenti (che non sono tantissimi, ma ce ne sono alcuni) ad essere poco guardabili, complice anche un utilizzo totalmente stupido dei mostruosi poteri (teletrasporto, onde energetiche, bordate capaci di respingere palazzi che crollano,…) che fa solo venir voglia di prendere a schiaffi tutti i coinvolti.
L’audio se la cava meglio, essendo spesso una melodia da pianoforte: opening ed ending sono carine, ma poco si adeguano con l’ambiente estremamente cupo, paranoico e claustrofobico che permea l’intera serie.

Insomma, ci sono lati positivi in Gilgamesh? Io ne ho trovati ben pochi. Il problema principale è l’estrema noia che questo anime porta con sé, e che amplifica gli altri problemi che avrebbero in potuto essere mitigati con un ritmo un po’ maggiore. Ho fatto davvero fatica a finirlo: ricorda Texhnolyze nell’ambientazione ma non ne assume le parti buone, limitandosi ad assorbire quelle peggiori.
All’inizio da qualche speranza, e ci sono un paio di puntate dove vengono portati elementi interessanti sul comportamento dei personaggi: il tutto però finisce lì, scadendo inesorabilmente.

Voto: 5. Una discreta sofferenza finirlo.

Consigliato a: chi apprezza gli anime lenti, molto lenti, estremamente lenti; chi vuole un mix tra miti della mesopotamia, superpoteri alla Dragonball, depressione e civiltà future senza PC; chi vuole lambiccarsi il cervello su discorsoni di decine di minuti, per capire alla fine che non volevano dire niente.

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