Porco Rosso

…Il buon vecchio Studio Ghibli con uno dei suoi titoli più sottovalutati.

Porco Rosso

Siamo negli anni ’30, in Italia. Dopo la prima guerra mondiale lo sviluppo dell’aeroplano è stato molto intenso, e oramai il Mediterraneo è pieno di pirati dell’aria e dei rispettivi cacciatori di taglie. Porco Rosso, il cui vero nome è Marco, è l’equivalente italiano del più famoso Barone Rosso: un pilota di impareggiabile abilità, che caccia i pirati con i quali ha uno stretto rapporto di amore-odio (più odio che amore, ma vabbé). A causa di una misteriosa magia, tuttavia, il suo viso si è tramutato in quello di un maiale: da qui arriva il suo curioso soprannome.
Il presente film segue pertanto le vicende dell’asso dei cieli alle prese con il suo passato, il suo amore/non-amore di sempre, il fascismo nascente nell’italia della depressione d’inizio anni ’30 e una sfida d’onore con un pilota americano.

Come prima cosa, mi piacerebbe commentare i personaggi. Penso che in questo lavoro lo Studio Ghibli abbia davvero dato il meglio di sé, creando uno dei protagonisti più spettacolari di tutti. Marco è un personaggio di grande esperienza e di estremo carisma, che nonostante il suo passato di guerra e la sua faccia non esattamente affascinante, riesce a calamitare l’attenzione di tutti col suo carattere e con il suo fascino interiore. I coprotagonisti non sono molto da meno: la banda dei pirati è a dir poco ilare, Gina sembra estratta direttamente da un film degli anni ’20, Curtis è il perfetto cliché dell’americano anni ’30 che arrivava nel “vecchio mondo” con attorno a sé un’aura di misticismo, e via dicendo. Vederli in azione è un vero piacere.

Il secondo punto forte, per un italofono, è l’ambientazione: il clima dell’Italia post-prima e pre-seconda guerra mondiale: immense famiglie che, nella più nera depressione economica, hanno donne e uomini che lavorano in qualsiasi attività possibile; il fascismo che iniziava a mettere piede nelle strade con la polizia segreta che vagava per le strade; manifesti politici nelle vie, e via dicendo.
L’italiano dei giornali e delle insegne è piuttosto traballante, ma si nota lo sforzo nel non voler mettere nemmeno un kanji – che sarebbe stato decisamente fuori posto. La grande attenzione donata allo sfondo, che in ogni minimo dettaglio pare curata e ben realizzata, aiuta ad immergersi nel seppur fantasioso mondo dell’aeronautica “free for all”.
Inoltre, il tono scanzonato e divertente dato alla serie lo rende uno dei titoli più spensierati e dal cuor leggero che la casa produttrice di Hayao Miyazaki abbia mai prodotto.

Ci sono delle pecche? Beh, bisogna dire che la storia non è esattamente un capolavoro di originalità e fantasia, ma in fin dei conti ben raramente lo Studio Ghibli si immerge in trame complesse o corpose. Rimane in ogni caso un lavoro da poter guardare senza impegnare troppo la mente, sebbene qui e là si capti qualche minimo accenno di polemica (come la frase “meglio rimanere un porco che diventare un fascio”, detta dal protagonista ad un militare che gli chiedeva di tornare nell’Arma). Ciò non va però mai a turbare il succitato clima piacevole, e rimane un sottofondo che volendo si può anche trascurare senza per questo perder nulla.

Il disegno è molto curato e ben realizzato: è difficile credere che oramai questo lavoro sia praticamente maggiorenne!
Le musiche sono anche molto gradevoli, e perfettamente accompagnano la storia durante il suo svolgimento.

Insomma, Porco Rosso prende alcuni aspetti dai classici lavori dei loro produttori (stile del disegno, ambientazione molto ben fatta, personaggi curati) e altri meno caratteristici (ambientazione estremamente leggera, praticamente nessun momento di profonda riflessione). Sia quel che sia, è un ottimo lavoro che riscalda il cuore e lascia nella memoria un personaggio davvero superlativo, che non può non risultare simpatico.

Voto: 9. Mi son pentito di non averlo visto prima, dato che pareva una mezza cazzata: è davvero un buon lavoro.

Consigliato a: chi ama le ambientazioni degli anni ’30; chi apprezza gli albori dell’aeronautica; chi vuol vedere un idrovolante decollare dai navigli di Milano.

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