Summer Wars

…Dal compleanno di una nonnina alla fine del mondo in sole 24 ore?

Summer Wars

Ci troviamo nel 2010. Esiste oramai un programma che potrebbe essere definito come una fusione tra Facebook, Second Life e qualsiasi sito bancario/di servizi del mondo. Praticamente ognuno ha un account, e in tale sistema si può fare tutto: dal chattare con gli amici con il proprio avatar al pagare bollette, dall’inviare le dichiarazioni delle imposte all’ordinare cibo a casa, dal lavorare al votare,… qualsiasi servizio possa venire in mente, lì c’è. Questo sistema è chiamato OZ, e ha un sistema di sicurezza virtualmente imbattibile per ovvi motivi.
Kenji è un adolescente dotatissimo per la matematica, che come lavoro part-time aiuta ad effettuare la manutenzione di alcuni servizi periferici di OZ. Essendo decisamente impacciato nelle relazioni sociali rimane pertanto strabiliato quando Nasuki, la più bella della scuola, gli chiede di punto in bianco di andare in vacanza nella sua casa estiva con lei per le vacanze estive!
Inutile dire che c’è la fregatura… in realtà Natsuki ha bisogno di lui poiché ella aveva promesso alla nonna, che compirà 40 anni proprio in quei giorni, che si sarebbe presentata con il suo futuro marito. Kenji si trova pertanto a dover reggere il gioco con una famiglia numerosissima e a dir poco eclettica, tentando di mantere il segreto.
La prima sera riceve un messaggio da un misterioso mittente, riportante solo numero: Kenji, quasi per automazione, si mette pertanto a decifrare il messaggio ed invia la risposta. Il giorno dopo si sveglia per scoprire che il sistema di OZ è stato hackato e che migliaia di account sono stati rubati, e pare essere lui il colpevole! Ma chi può essere stato? Quali sono i pericoli di una valanga di account rubati, in un sistema del genere? E cosa potrà fare Kenji per evitare il disastro e salvare contemporaneamente la faccia con la famiglia di Natsuki?

La trama, come si può notare, è poco ortodossa e abbastanza originale. Ci sono due argomenti principali che vanno di pari passo: il rapporto tra Kenji e la famiglia di Natsuki e il tentativo di rimediare all’apocalisse informatico che si sta consumando sotto i loro occhi. Purtroppo le due cose non vengono legate troppo bene, e pare sempre di assistere a due argomenti separati che poco hanno a che fare l’uno con l’altro.
La parte più “tecnica”, legata all’aspetto informatico della questione, non è secondo me curata in maniera molto logica: è un peccato, perché con il budget della Madhouse si sarebbe potuta creare una realtà virtuale che assomigli a qualcosa di un po’ meglio di una città di Second Life creata da un principante. Anche i combattimenti virtuali che si svolgono tra avatar (?) non sono esattamente meravigliosi.
Il lato famigliare, invece, è decisamente ilare e parecchio gradevole da seguire, soprattutto in virtù della particolarità di alcuni elementi della famiglia: tengono alto il morale ed evitano che il passo della serie rallenti salvando pertanto la parte meno emozionante dalla noia.

Parlando di parenti, un paio di parole vanno spese in merito ai personaggi: curiosamente, i due elementi più anonimi sono i protagonisti, Kenji e Natsuki. Il primo è il classico sfigato che alla fine riesce a fare l’exploit della sua vita rivelandosi un vincente, e la seconda è anonimissima e senza gran personalità fino a due minuti dalla fine.
Gli altri, invece, sono personaggi semplici ma ben caratterizzati, ognuno con i suoi tratti distintivi: per essere contenuti all’interno di un singolo film da un paio d’ore, ciò è stato fatto decisamente bene. Nota di particolare merito alla nonnina, vero punto focale della famiglia dal primo all’ultimo minuto di proiezione e fonte di saggezza inenarrabile.

Il disegno è molto ben fatto e le musiche, anche se probabilmente non entreranno negli annali della storia, si lasciano comunque ascoltare senza problema alcuno.

In definitiva, Summer Wars è un film carino che porta un paio di elementi interessanti (la gestione dei dati e delle responsabilità in un mondo governato dalla Rete), che però vengono trattati in maniera superficiale e senza pretese di profondità; ha una trama abbastanza affascinante che purtroppo pare ogni tanto contenuta in vari compartimenti stagni, che mal si collegano tra di loro spezzando il ritmo del film.

Voto: 7,5. Abbastanza divertente, abbastanza interessante, abbastanza intrigante, ma non un granché in più.

Consigliato a: chi vuole un film leggero per passare un paio d’ore tra computer e campagne giapponesi; chi ama le famiglie allargate con parenti che fanno le cose più disparate; chi vuol vedere la Rete del futuro… anche se si spera che la grafica sia un po’ migliore!

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One thought on “Summer Wars

  1. Vedo che hai aggiornato con i titoli visti a Locarno.
    Io purtroppo ho avuto impegni e sono riuscito a venire in una sola data, in cui ho visto Summer Wars.
    Mi è piaciuto anche se il ritmo era un po’ strano.
    Ho chiuso un occhio davanti ai buchi e alle semplificazioni della rappresentazione del super-social network: penso abbiano voluto volutamente sorvolare su alcuni aspetti per motivi di narrazione e di fruizione da parte dello spettatore.
    E’ interessante come il mondo virtuale sia simile al suo commercial per Louis Vuitton: http://www.youtube.com/watch?v=4C84FLwm3DA

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