First Squad: The Moment of Truth

…Nella seconda guerra mondiale, occultismo e presenze dall’inferno vengono combattute per sconfiggere le SS!

First Squad: The Moment of Truth

Ci troviamo nel 1942. La guerra sul fronte russo/tedesco sta oramai continuando da diverso tempo, e le forze in campo tentano di usare ogni mezzo per sopraffarre l’avversario.
Nadya è una giovane medium russa che ha il potere di prevedere il futuro. Dopo un assalto aereo, torna spaesata al Cremlino: scopre in tal sede di esser stata allevata per anni presso una scuola militare al fine di creare delle truppe che possano resistere anche alla morte.
Le truppe tedesche stanno ora per evocare dei malvagi spiriti dal passato, per poter cambiare le sorti della battaglia: l’abilità di Nadya di prevedere i “momenti della verità”, cioé i momenti in cui la storia viene decisa, potrà portarla a salvare l’uomo giusto al momento giusto. Ma riuscirà a farlo da sola? Oppure dovrà richiamare dall’oltretomba i suoi ex-commilitoni? Riusciranno a combattere contro uno spirito che da 700 anni medita vendetta?

L’ambientazione in cui si svolge questo film (interamente parlato in russo, nella sua versione originale) è decisamente curiosa: abbiamo la seconda guerra mondiale che impazza nello sfondo, ma cavalieri medievali e spade sono all’ordine del giorno. Il connubio è tuttavia ben creato, e risulta intrigante.
La trama in sé è abbastanza originale: raramente i buoni vanno a cercare alleati nelle file dei trapassati, ma in questo caso ciò viene fatto. L’unica cosa che può veramente lasciar perplessi è che, più che un film, alla fine risulta essere quasi un trailer: vengono messi in gioco tutti gli elementi della storia, viene dato l’inizio alle ostilità, vengono effettuati i primi scontri… e poi il tutto finisce. Mi auguro che una serie venga a seguire, perché sarebbe peccato buttare così un’ambientazione che fornisce parecchi spunti.

I personaggi sono ben fatti: Nadya passa da un inizio di totale confusione (dopo il bombardamento) ad una risoluzione ferrea. Il cambiamento potrebbe parere subitaneo, e il trucco del “avevi perso la memoria, in realtà sei un supersoldato” non mi è mai piaciuto molto, però la transizione non infastidisce più di tanto. Gli altri membri del gruppo sono un po’ anonimi (anche perché non c’è tempo per svilupparli), ma formano un bel gruppo d’attacco che ha la possibilità di creare un bel macello sul campo di battaglia.
I combattimenti sono infatti ben fatti, anche se non hanno fatto urlare al miracolo assoluto: sono comunque gradevoli e son ben piazzati all’interno della storia.

Un altro punto interessante di First Squad è l’introduzione, qui e là, di brevi pezzi di finte interviste a sopravvissuti di guerra (non disegnati, ma in carne ed ossa). Per quanto la trama sia chiaramente fantasiosa, tutto ciò aiuta a dare l’impressione di assistere ad un documentario più che ad un’opera di finzione, e questo porta ad immedesimarsi meglio nella storia.

I disegni sono di ottima qualità e sono animati bene: le musiche non mi hanno particolarmente colpito, ma il sottofondo è comunque ben realizzato.

In definitiva, First Squad: The Moment of Truth è un simpatico film su un passato alternativo all’interno della seconda guerra mondiale, che fornisce sempre milioni di spunti per rivisitazioni. Qui e lì qualche perplessità sulla logica della trama può esistere, ma si lascia comunque apprezzare soprattutto per le parti d’azione e per alcune idee davvero simpatiche: un simil-templare a cavallo che salta in una trincea a decapitare a spadate i soldati russi è davvero qualcosa che bisogna vedere.

Voto: 8. Speriamo ce ne sia ancora, e della stessa qualità.

Consigliato a: chi apprezza le ambientazioni storiche rimaneggiate; chi ama gli anacronismi voluti; chi vuole ascoltarsi un po’ di russo parlato su disegni giapponesi.

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