Freedom

In un futuro lontano, la terra sarà deserta e la luna piena di vita?

Freedom

Ci troviamo nel 2267. Più d’un centinaio d’anni prima, l’uomo stabilì una massiccia colonia abitata sulla luna, per prepararsi alla colonizzazione di marte; la caduta di una stazione spaziale generò tuttavia un cambiamento apocalittico nella metereologia della terra, causando tempeste elettromagnetiche di scala planetaria e rendendo la terra un pianeta morto e inabitabile. La popolazione presente sulla luna abbandonò pertanto la missione riguardante marte, per concentrarsi sulla sopravvivenza del genere umano.

Takeru è un giovane che ha appena finito le scuole dell’obbligo, e dovrà scegliere in cosa impegnarsi a Eden, la sua città: è anche un appassionato di corse illegali, e modifica di continuo il suo veicolo per parteciparvi. A seguito di una punizione data dal severo governo, si ritrova a dover fare lavori di manutenzione a titolo volontario all’esterno delle cupole, sulla superficie lunare. È in tale occasione che vede cadere uno strano oggetto, e quando si avvicina trova i resti di un piccolo razzo con la fotografia di una bellissima ragazza in un luogo sconosciuto, e su cui c’è scritto “Noi stiamo bene. E voi?”.
Parte quindi la ricerca di tale misteriosa persona. Da dove arriva il messaggio? La terra non è forse un pianeta morto come si pensava? E se così fosse, perché ciò è stato tenuto segreto a tutti?

La storia è parecchio inusuale, e molto interessante. Ho trovato l’idea di principio estremamente valida, e mi ha tenuto interessato per tutto il tempo dei 7 OVA che compongono questa serie. La trama è articolata e ben strutturata, ma ha un problema molto grosso: è velocizzata all’inverosimile. Hanno compresso in 7 OVA materiale più che sufficiente a creare una classica serie da 26 puntate, e questo porta ad una continua corsa alla narrazione: la solidità del tutto ne risente molto. Allo stato attuale si vedono tre ragazzini che fanno una gara di velocità, poi trovano una foto e il giorno dopo decidono di partire per la terra: con altre 24 ore sembrano aver imparato a guidare razzi e aver preparato tutto l’occorrente. Sarebbe stato molto meglio un maggior sviluppo delle situazioni (non elencherò quali per motivi di spoiler), perché in questo modo pare sempre che le cose siano state fatte in due minuti, e quando si parla di viaggi spaziali non è molto credibile.
Inoltre, l’intero governo di Eden non è molto logico come elemento: viene sempre fatto notare come una società despotica che vieta ogni libertà eccessiva e mantiene tutto sotto costante controllo, ma le falle nei loro sistemi di sicurezza sono mostruose. Dicono ad esempio di non saper dove sono alcune costruzioni… come se ce ne fossero milioni sulla luna! E questo è solo un esempio delle varie incongruenze in tal campo.
Va detto infine che il rigore scientifico è abbastanza casuale, con navicelle che atterrano dall’atmosfera senza paracadute sulla roccia senza scalfirsi, oppure razzi costruiti da rottami che resistono a stress e calore senza problema alcuno.

I personaggi sono abbastanza carini, anche se abbastanza classici: abbiamo il solito protagonista testone che riesce a fare tutto con la forza di volontà, l’amico che pensa sulle cose e l’amico timido ma esperto di tecnologia: il trio tuttavia funziona bene e i coprotagonisti sono molto belli (la comitiva in stile anni ’60 con i vecchietti hippie è meravigliosa).

La grafica fa notare il disegno di Katsuhiro Otomo (Akira dice nulla?), ma la cosa caratteristica è che tutto è fatto integralmente in CG. Questo fa risultare i movimenti forse un po’ tanto “legnosi”, ma tutto sommato è una grafica ben fatta ed apprezzabile.
Le musiche sono secondo me ben azzeccate: opening ed ending rispecchiano bene l’ambiente della serie, e nelle puntate il contributo musicale è di qualità.

Leggendo tutto ciò, si potrebbe pensare che Freedom sia una ciofeca siderale: nulla è più lontano dalla verità. È un buon lavoro, con un’idea di base davvero ottima e una realizzazione di tutto rispetto: il fatto di aver buttato via un potenziale capolavoro per pressare tutto in così poco tempo mi ha tuttavia fatto arrabbiare non poco, e da ciò deriva quanto sopra scritto. Gli amanti di Otomo o di una fantascienza relativamente terre-à-terre potrebbero trovare qui pane per i loro denti.

Voto: 8. Dannazione, quanto mi spiace.

Consigliato a: chi ha amato i disegni di Akira, e ne vuole ancora; chi apprezza storie di un certo spessore, anche se raccontate con fretta e moderata superficialità; chi vuol vedere un anime sponsorizzato dai Cup Noodles.

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