Bounen no Xamdou

Altresì detto “Xam’d of the Lost Memories”, un anime andato in onda solo su PS3.

Bounen no Xamdou

Ci troviamo in un immaginario futuro, su un immaginario pianeta dove la guerra e l’oppressione son di casa. Akiyuki è un normale studente 16enne, ma rimane coinvolto in un attentato dinamitardo organizzato dal Nord, e in lui si impianta un misterioso essere simil-alieno. La città viene attaccata da tali cosiddetti “human-form”, e lui viene recuperato da Nakiami, una miteriosa ragazza tatuata in faccia che per evitare la sua morte lo porta a bordo di una nave che si occupa di invii postali, insegnandoli a controllare il suo nuovo potere per evitare di trasformarsi in pietra.

Come si puo notare, la trama iniziale è parecchio curiosa e misteriosa: il punto focale di questo anime è difatti la storia, parecchio articolata e con mille misteri.
In tal senso, bisogna dire che alcune delusioni vengono a galla: i misteri son molti e ci si trova in un’ambientazione sconosciuta, ma per la quasi totalità del tempo si viene lasciati nella totale oscurità. Su 25 puntate 20 passano nel più completo mistero, con ben pochi avvenimenti e un generale immobilismo che spazientisce; negli ultimi 5 episodi accade di tutto, compressando miliardi di informazioni in poco tempo. Gli anim che hanno dei misteri mi piacciono, ma quando essi vengono mantenuti a oltranza diventa controproducente perché lo spettatore non riesce a capire il motivo per il quale alcune cose accadono.
Alcuni misteri inoltre rimangono insoluti: l’intero motivo della guerra in corso, l’esatta natura degli Xam’d, le ragioni che spingono i personaggi a muoversi in tal modo sono abbastanza flebili. Alla fine viene data qualche motivazione, ma rimane ampiamente insufficiente per motivare il tutto.

Se c’è una cosa che è ben riuscita, invece, è l’ambientazione in sé: ci troviamo nel futuro, ma ci sono alcuni aspetti della cultura steampunk che rimangono presenti. La presenta di immensi motori meccanici, una società ucronica che controlla e opprime; questi elementi vengono ben mischiati a tecnologie future e situazioni complicate dovute alle guerre in corso (sebbene esse, come sopra detto, non vengano mai ben chiarite). Questo porta un generico alone d’interesse attorno alla serie, e aiuta anche nei momenti più bui e noiosi a continuare la visione.
Va detto però che, nonostante l’inizio con qualche battuta e l’ultima mezza puntata che tenta di riportare la luce nella serie, questo anime è decisamente opprimente e depressivo: le vicende che capitano sono via via più drammatiche, con scelte dolorose per i personaggi, abbandoni non voluti e decessi relativamente imprevisti: di certo non è una serie leggera, e va guardata sapendo che si assisterà ad una storia prettamente drammatica.

Sui personaggi, invece, ho impressioni miste: da una parte si può vedere che è stato fatto un buon lavoro nel crearli, dato che ci sono molti personaggi diversi che -sebbene abbastanza abituali- si intersecano bene tra loro; d’altra parte lo sviluppo è abbastanza aleatorio e incostante. In una serie in cui alcuni personaggi dovrebbero imparare a rapportarsi con l’umanità tutta e altri dovrebbero capire come gestire il loro teoricamente sconfinato potere, questo difficilmente può venire perdonato. Akiyuki per 25 puntate gira con’sto braccio mostruoso a farsi curare da Nakiami non appena va fuori controllo, e poi a puntata 26 misteriosamente grazie alla classica “frase rivelatrice” capisce tutto e diventa superfigo… non quadra per nulla.
I coprotagonisti fanno invece una figura un po’ migliore, soprattutto i genitori dei protagonisti: sembrano parecchio reali con i loro problemi e la loro disperazione, e mi son trovato a tenere più per loro che non per chi guidava la storia.

L’aspetto grafico è ottimamente curato, con disegni all’altezza dell’anno di produzione (2008) ed effetti 3D davvero imponenti; anche sulla musica viene fatto un ottimo lavoro, con openind ed ending brillanti e ben ritmate che son piacevoli da ascoltare. Soprattutto la canzone di chiusura mi ha sorpreso, cantata in perfetto inglese e davvero bella.

In conclusione, un paragone è d’obbligo: questo anime, creato dalla BONES, è praticamente la fotocopia di un loro altro lavoro, Eureka Seven; stessa struttura narrativa, stesso tipo di personaggi, stessa nave viaggiante che va a spasso in mezzo ad un mondo in guerra, stessi misteri.
Il paragone va tuttavia a palese vantaggio della serie sopra citata, poiché Bounen no Xamdou non riesce a curare i propri personaggi a dovere, rendendo la trama singhiozzata e frammentata: la logica inoltre qui e là ha qualche mancanza, e questo è davvero un peccato.

Voto: 6,5. Mi aspettavo di più da questa serie, che rimane comunque relativamente piacevole da guardare; peccato che la copia sia riuscita parecchio peggio dell’originale, Eureka Seven.

Consigliato a: chi ha amato gli altri lavori della BONES, e non vuole perderseli; chi non è infastidito da misteri che vengono mantenuti senza spiegazioni per tutta la serie; chi vuol conoscere la vecchina con la mira più brillante di tutti i tempi.

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