Kite

Violenza, criminalità, pistole e vendetta.

Kite

Sawa è una liceale a cui sono stati ammazzati i genitori. È in seguito stata presa in custodia Akai, un loschissimo figuro che lavora in polizia ma segretamente gestisce un gruppo di assassini. In seguito alla promessa di trovare gli assassini dei suoi genitori, inizia anche lei ad uccidere per mestiere: ma oltre ad approfittare di lei, Akai si interessa del caso? Cosa si nasconde dietro ai gesti dei vari personaggi? Chi ha in mano la verità?

Va innanzitutto detta una cosa: di Kite sono reperibili due versioni, una censurata e director’s cut. La prima dura circa 45 minuti e taglia tutte le scene di sesso esplicito, che invece nella seconda ci sono e ammontano a circa una decina di minuti: se del caso, quindi, reperite il file che più si addice ai vostri gusti. Nella versione censurata, comunque, non viene tagliato alcun elemento della trama.

Parlando di trama, la stessa è molto semplice. A ben pensarci ci sono anche alcuni buchi nella storia (che non svelerò per evitare spoiler), ma dopotutto si inizia a vedere Kite con l’intenzione di guardare un’oretta di violenza, corpi che esplodono e pungiglioni che trafiggono arti: di certo non ci si mette a cercare chissà cosa nella narrazione. Va tuttavia detto che nella seconda parte ci sono un paio di momenti in cui si rimane decisamente spiazzati, e il finale lascia asssolutamente di sasso: questo è un punto secondo me positivo.

I personaggi sono parecchio caratterizzati ma molto poco sviluppati: si capisce subito chi sono i bastardi (anche se verrebbe da dire “tutti”, visto l’ambiente in cui ci si trova), ed essi si comportano come tali. Anche la protagonista non è certo un personaggio che parla granché, ed infatti buona parte del tempo lo passa sparando o infilzando qualcuno.
Parlando di violenza, si può di certo dire che le scene d’azione sono ben fatte: sono poco credibili in alcuni punti, ma la spettacolarità compensa la mancanza di realismo in maniera più che abbondante. I proiettili esplosivi sono un punto aggiuntivo a favore dello splatter, che regna incontrastato in Kite. Data la grande violenza, anche la versione censurata è pertanto sconsigliata agli impressionabili e ai più giovani: anche senza le parti di sesso, rimane una produzione destinata ad un pubblico adulto.

I disegni, per essere del 1998, non sono malaccio: non sono nulla di che, ma le carenze nel disegno e nell’animazione “normale” spariscono quando la gente inizia a menarsi. In questo, Kite non si distanzia da Mezzo DSA, altro prodotto degli stessi creatori.
Il sonoro è invece praticamente inesistente: nessuna opening, nessuna ending, nessuna musica particolare. Non valutabile.

Insomma, perché guardare Kite? Beh, per avere tre quarti d’ora di sangue, cattiveria e tradimento (e sesso, a dipendenza se è la director’s). Io non posso negare di essermi divertito e, nonostante riconosca tutte le limitazioni di un prodotto certamente lontano anni-luce dalla perfezione, devo dire che son stato contento di aver dato una possibilità anche ad un prodotto usualmente fuori dai miei standard.

Voto: 7,5. Bang, bang! Aaargh! Bastardo! Bang bang! Zack!

Consigliato a: chi adora l’ultraviolenza; chi non si offende per qualche scena di sesso (o non ha i genitori che guardano da dietro la schiena); chi vuol scoprire quale è il personaggio di Hollywood che ha un gemello segreto.

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