Pale Cocoon

Un OAV di soli 20 minuti in un misterioso futuro.

Pale Cocoon

Ci troviamo in un lontano futuro, attorno al 2500-2600. L’umanità oramai vive al chiuso, in immense costruzioni simili a fabbriche dove si muovono e vivono: nessuno più vede il cielo da secoli.
Per ricostruire il mondo come era un tempo, prima di un inquinamento che ha portato alla sua progressiva distruzione, Uta lavora al dipartimento di archeologia: si occupa di restaurare i dati degli archivi che vengono trovati ricostruendo immagini, video e suoni provenienti dalle epoche passate. La sezione è sempre meno popolata poiché l’interesse verso “il mondo che fu” è sempre minore; un giorno tuttavia riceve da esaminare un paio di files che portano Uta a chiedersi il significato del suo lavoro e del mondo che ora lo circonda.

Di certo questo anime della durata di soli 20 minuti riesce a colpire molto più di quanto non ci si aspetterebbe, soprattutto nella prima parte. Ci si trova in un mondo dal sapore vagamente cyberpunk secondo me molto ben realizzata. Già nei primi due o tre minuti l’ambiente riesce a rapire l’occhio dello spettatore, e i discorsi che Uta fa con colui che gli passa il lavoro fanno capire una cosa sulla quale spesso non si ragiona: così come il mondo di duemila anni fa è una materia per noi misteriosa e piena di dubbi, ugualmente tra duemila anni sarà la nostra per le civiltà del futuro. Non è nulla di particolarmente scioccante o complicato, ma spesso si è portati a pensare che ciò che esiste ora durerà per sempre, e Pale Cocoon è qui per ricordarci che ciò non è vero.

La storia in sé inizia bene, benissimo, meravigliosamente: il finale poteva puntare alla speranza oppure alla disperazione, e la strada che sceglie secondo me è stata la meno indicata. Inoltre, il momento clou non è intenso come probabilmente lo si vorrebbe. Questo non toglie tuttavia che gli argomenti portati all’inizio e un paio di toccate di stile verso la fine rimangono validissimi.

Ovviamente in soli venti minuti è difficile valutare il protagonista e la sua accompagnatrice, ma i realizzatori hanno fatto del loro meglio su di loro e risultano coerenti e caratteristici: testardo lui, disillusa lei, in un ambiente che non lascia molto spazio per altri sentimenti possibili.

Il disegno è bello, con un massiccio uso di CG in maniera parecchio gradevole; anche la parte sonora aiuta a creare l’ambientazione in cui la storia si muove.

Insomma, Pale Cocoon è una piccola gemma per chi apprezza una fantascienza cupa che però non cada nel claustrofobico: ha i suoi problemi e non è probabilmente definibile come un capolavoro, ma con la sua breve durata riesce a colpire in un paio di punti e a dare un paio di spunti intelligenti.

Voto: 8. Come Hoshi no Koe, ha i suoi difetti ma 20 minuti li si possono dedicare senza tanti problemi.

Consigliato a: chi vuole della fantascienza con degli argomenti non proprio innovativi, ma guardati in maniera interessante; chi apprezza i brevi OVA; chi si chiede come sarà il cielo in futuro.

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