Hunter X Hunter

Giovani ragazzi in cerca di un futuro avventuroso, tra battaglie e prove!

Hunter X Hunter

Ci troviamo in un mondo di fantasia, in un’ambientazione creata da un mix fantasy/moderno. Ci sono spade, lance e osterie medievali, così come ci sono automobili, fucili e luce elettrica.
Gon è un ragazzino 12enne che vive in una zona rurale con sua zia e sua nonna: un giorno, mentre si avventura tra le piante, incontra un Hunter che gli salva la vita. Gli Hunter sono degli avventurieri che hanno superato delle rigidissime prove per veder accertato il loro status: solo il meglio del meglio può ambire a tale titolo.
Gon, rimanendo affascinato da tale persona, si decide: diventerà anche lui un Hunter! Nonostante le proteste di sua zia riesce a partire per le selezioni, scoprendo nel contempo che suo padre è stato il più grande Hunter di tutti i tempi. Dopo aver ricevuto il suo titolo di Hunter, si fissa pertanto come obiettivo di trovarlo!

Questa lunga serie da 62 puntate può essere divisa in vari spezzoni, che trattano diverse trame. Il primo e migliore pezzo è quello delle selezioni per diventare Hunter: sono 62 puntate in cui facciamo la conoscenza dei quattro personaggi principali (Gon, Killua, Kurapica, Leorio), delle loro motivazioni e dei loro compagni/avversari. I personaggi in questa fase risultano insolitamente complessi e completi per essere in uno show dedicato a dei 13-14enni. Ognuno ha i suoi fantasmi del passato, e anche i comprimari sviluppano delle interessanti sinergie con i protagonisti. Particolare interesse si sviluppa da subito per Killua (figlio di una famiglia di assassini) e Hisoka (una specie di Joker psicopatico): assieme alle prove a cui vengono sottoposti tutti -la maggior parte delle quali è decisamente originale-, si sviluppano anche parecchie curiosità in merito ai segreti che ognuno nasconde.
Ovviamente l’unico personaggio cristallino, buono, tonto e senza problemi è Gon: il fatto di non essere l’unico protagonista porta però a diluire la sensazione di “personaggio che ce la fa solo perché ci crede”, e non risulta pertanto fastidioso.

Con la sorprendente fine delle selezioni e con il passaggio a status di Hunter, a puntata 27, le cose tuttavia iniziano a sfaldarsi: le trame rimanenti non sono nulla di originale (vai a salvare un amico / proteggi una persona / …) e non vengono elaborate in maniera particolarmente furba, come invece era stato fatto inizialmente. Il ritmo, già tranquillo nella prima parte, viene qui ulteriormente diluito da semi-filler che portano il tutto ad una notevole lentezza, che fa sparire la curiosità del “come andrà a finire”.
I personaggi stessi si appiattiscono e le loro caratteristiche, prima dinamiche ed in evoluzione continua, si cristallizzano sulle loro più evidenti caratteristiche e non cambiano più.
Anche le fasi finali, che dovrebbero portare al clou della serie, sono abbastanza scialbe: tutto l’arco narrativo finale è un dilungarsi in attesa del climax finale… che poi non c’è!
Inoltre, va detto che nella prima parte il combattimento era una parte importante ma marginale dei problemi: con la forza bruta generalmente si risolveva poco, e c’era bisogno di avere buone idee e la giusta attitudine per poter passare le prove. Finito tale periodo, improvvisamente e senza spiegazioni Gon diventa una specie di Hulk distruttore di mondi, e le botte diventano il principale fulcro di almeno una ventina di puntate: i combattimenti non sono male, ma soffrono del classico male che troppo spesso si incontra: le interminabili chiacchierate durante gli incontri. Inutile dire che, per quanto le mosse usate possano essere affascinanti, questo fa perdere parecchia dell’adrenalina che ci si potrebbe augurare da un incontro tra due potenti personaggi.
Sorvoliamo inoltre il fatto che in un primo momento la gente combatteva con le proprie abilità marziali/militari, ed in seguito cominciano ad evocare forze misteriose e a lanciare dragoni spirituali…

I personaggi, come detto, sono abbastanza tipici ma inizialmente ben sviluppati: l’eterogeneità del gruppo porta a parecchi interessanti risvolti e a discussioni abbastanza inusuali per questo tipo di anime. Quando la serie inizia a calare, non ci sono più sviluppi: l’ulteriore problema è che Gon diventa sempre più l’elemento centrale di tutta la storia, e quindi il suo buonismo inizia a farsi sentire in maniera abbastanza fastidiosa.

I disegni, per essere del 1999, non sono malaccio: sono tipici di quel tempo. Sulle musiche è invece stato fatto un ottimo lavoro, con le opening ed ending che risultano molto orecchiabili e ben fatte.

Insomma, vale la pena di guardare la serie principale di Hunter X Hunter? Le prime 26 puntate secondo me sono molto belle e si discostano dai soliti anime: il resto è invece un trascinarsi infinito, che dispiace soprattutto perché il potenziale con dei simili personaggi era molto più alto. È come se avessero pensato solo alle qualificazioni, e una volta finito tale periodo non avessero più saputo cosa far fare ai protagonisti…

Voto: 6,5. Molto più alto per la prima parte, ma il resto annacqua ciò che di buono c’è.

Consigliato a: chi non si fa infastidire dalle puntate lente in cui succede poco; chi apprezza i personaggi sempre positivi e felici nonostante le avversità; chi vuol vedere un assassino professionista venir preso a gelatate in faccia.

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