Macross Frontier

Come direbbe qualcuno… verso l’infinito, e oltre!

Macross Frontier

La serie di Macross nasce nel 1982, e si compone di molti capitoli diversi: per poter apprezzare appieno la serie creata per i 25 anni di esistenza, un po’ di background sulla serie iniziale può risultare molto utile.

Nell’originale, ci si trovava nel 1999: Durante la terza guerra mondiale un’astronave aliena cadeva sulla terra; gli umani misero da parte le loro differenze e, tramite reverse tecnology, impararono i segreti del movimento a velocità superiori alla luce insieme a tanti altri segreti per il viaggio spaziale. Quando l’astronave era pronta per partire, tuttavia, si presentarono gli originali proprietari per riprendersela… facile immaginare cosa successe poi. Durante la sanguinosa guerra tra umani e Zendradi (gli alieni, che corrispondono a degli umani giganti) si venne a scoprire che entrambe le razze nascevano dalla stessa protocultura, che regnava nell’universo mezzo milione di anni fa; si riuscì a scoprire inoltre che uno degli unici modi di comunicazione con essi era la musica e il canto, internazionale attraverso le galassie.
Lynn Minmay, un’idol finita in maniera rocambolesca a bordo della nave, divenne pertanto un punto focale della riappacificazione delle due razze, diventando l’eroina che salvò l’intera umanità e lanciò la nostra stirpe a cercare nuove case nello spazio.

In Macross Frontier, ci troviamo ora nel 2059: seguiamo una delle navi che sono partite dalla terra al seguito della prima serie: la Frontier, per l’appunto. La storia inizia con Ranka, una ragazzina qualsiasi, che tenta di andare a vedere il concerto di Sheryl Nome, un’idol che si trova sulla colonia per il suo tour. Dopo averla incontrata piuttosto per caso, e aver potuto parlare con lei, anche Ranka decide di seguire la strada del canto per realizzare i suoi sogni; purtroppo, il loro viaggio è disturbato dall’improvviso attacco di una razza aliena insettiforme, i Vajra, che senza motivo apparente iniziano a colpire senza sosta la colonia, minacciandone la sopravvivenza stessa. Come faranno a difendersi? A cosa è dovuta tale insistenza, dopo 40 anni di pace e tranquillità? Il vero pericolo sono solo i Vajra, oppure c’è dell’altro che sta tramando alle spalle dei poveri abitanti di Frontier? E cosa si nasconde nel passato di Ranka, talmente orribile da esser stato dimenticato da lei stessa?

Questa serie offre ciò che ci si può aspettare da Macross: combattimenti tra nemici e astronavi/robottoni, musica e un triangolo amoroso.
La trama in sé inizialmente viene quasi del tutto ignorata, dando ampio spazio allo sviluppo delle relazioni tra i tre protagonisti (Ranka, Sheryl e il fortunato ma stupido Alto). Questo porta ad avere quasi una storia da Harmony piuttosto che una storia di fantascienza: questo non è un problema per chi ama il genere, ma anche in quel campo le banalità e le situazioni-cliché si sprecano.
Passata la prima dozzina di puntate, invece, la situazione si cristallizza e viene inserita la trama vera e propria, che è di qualità altalenante: alcune parti sono simpatiche (soprattutto nelle ultime puntate, alcune rivelazioni e alcuni avvenimenti lasciano di stucco – senza contare le rivelazioni finali, secondo me brillanti), mentre altre sono un po’ traballanti (l’intero agire dei “cattivi” mi ha lasciato un tantinello perplesso). In ogni caso la storia si lascia guardare senza problemi, anche se pure nella seconda parte c’è imho qualche lentezza di troppo.
Il tono dell’anime è serio, anche se nelle parti iniziali ed intermedie spesso ci sono piccoli intermezzi comici a sollevare l’ambiente: non si arriva ad avere un’atmosfera di tragedia e di disperazione, ma comunque più avanti nella serie le battute spariscono per lasciare spazio ad altro.

I personaggi, in questa serie, creano l’ossatura della storia molto più che in altri lavori simili. Per quanto essi siano abbastanza tipici (la ragazzina piena di volontà e speranze, la star che si confronta con i suoi problemi, il figo di turno stupido come un lampione,…) mi sono risultati parecchio simpatici, e questo è importante: le loro problematiche risultano più vicine in tal modo, e ci si preoccupa per la loro sorte. Questo aiuta anche ad interessarsi alla trama in sé, dato che è strettamente correlata a loro, e da una mano nelle parti in cui essa, come sopra detto, è meno brillante.
In ogni caso, è tutto un fiorir d’amore: non è una storia tutta amoreamorepuccipucci, per nulla, ma quasi ogni personaggio coinvolto -anche quelli minori o con poca rilevanza con la storia- rimane invischiato a modo suo in un intreccio amoroso di variabile entità.

Sulla parte artistica ci sono un paio di parole più del solito da spendere.
La parte grafica è in parte mediocre e in parte eccellente: l’animazione dei personaggi lascia talvolta parecchio a desiderare, mentre le parte in CG e i combattimenti hanno un’animazione e un disegno davvero superbi. L’unico problema dei combattimenti è che sono talmente caotici che risultano confusionari, e ci si ritrova a vedere le scie dei missili che riempiono lo schermo senza nemmeno capire cosa essi stiano seguendo… ciononostante, parecchie immagini rimangono mozzafiato e di eccellente fattura.
La musica è, sia per qualità che per trama, un punto focale di Macross Frontier. Forse i realizzatori non avranno creato i personaggi o la storia migliori del mondo, ma sulla parte sonora non c’è nulla da poter recriminare: la qualità delle canzoni è altissima. Gli amanti del Jpop saranno in visibilio, così come gli amanti del Rock possono amare Nana o quelli del metallo possono amare Detroit Metal City: per quanto generalmente non sia un tipo di musica che vado a ricercare, molte delle canzoni mi sono rimaste in mente poiché davvero splendide. Sono anche andati oltre: i concerti creati sono ottimi, e quando si combinano con le battaglie sopra citate il risultato è spettacolare. L’eccellenza definitiva viene raggiunta quando le canzoni di Ranka e di Sheryl vengono combinate in un riuscitissimo remix… davvero un’opera degna di nota, che giustificherebbe di per sé la visione di questa serie.

Insomma, come valutare Macross Frontier? È difficile, perché ha tante cose riuscite e tante che invece lasciano a desiderare. È sicuramente un lavoro che porta con onore sulle sue spalle i 25 anni di tradizione Macross, con i relativi pregi e difetti.

Voto: 7,5. Per me un po’ lentino e un po’ troppo invischiato in triangoli amorosi: con gusti diversi, probabilmente può piacere anche di più.

Consigliato a: chi è un fan della serie Macross; chi adora la J-pop; chi vuole vedere il cellulare più bello che sia mai stato immaginato.

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