Ga-Rei Zero

Uccideresti, per amore, qualcuno che ami?

Ga-Rei Zero

Ci troviamo nel Giappone dei giorni nostri, e purtroppo demoni e spiriti sono una comune occorrenza nelle notti giapponesi. Essi non hanno altro fine che uccidere la gente; il governo ha reagito a tali pericolose manifestazioni tramite degli esorcisti, che possono vedere tali entità soprannaturali e falcidiarle senza pietà.
Nella notte in cui la serie inizia, tuttavia, ci si trova davanti ad una quantità e potenza di mostri mai vista… cosa la sta creando? Chi sta macellando tutte le squadre anti-demoni presenti? Per quale motivo?

Le prime due puntate di questa serie da dodici puntate sono assolutamente spiazzanti: una violenza fuori dal comune, una tamarraggine ai limiti dell’inverosimile (sgommare con una moto in faccia ai mostri per ferirli con le rune incise sulle gomme è solo una delle piccole perle che ci vengono regalate) e con avvenimenti a raffica, che lasciano via via più increduli gli spettatori. Dopo tale cruenta introduzione, si entra nella parte centrale della storia: un immenso flashback che porta a capire come mai si sia arrivati ad una situazione come quella vista in principio.
Il tono cambia decisamente, e lo stile diventa più rilassato sebbene mantenga una notevole serietà di fondo: la violenza diminuisce (seppur senza sparire del tutto) e si da spazio allo sviluppo dei personaggi e all’evolversi della trama, non complicatissima ma comunque avvincente. Si riesce sempre a tenere viva la curiosità sul come si arrivi fino al punto visto inizialmente: va detto che, a parte qualche sbavatura qui e là, le spiegazioni reggono bene e il procedere personale e di trama è logico.
Negli ultimi episodi, quando ci si ricollega (in maniera eccellente) alle scene iniziali, torna buona parte della cruenza precedentemente visionata, ma alimentata questa volta dai forti sentimenti che i protagonisti hanno avuto il tempo di sviluppare.

In quanto ai personaggi, bisogna dire che gli autori hanno avuto grande crudeltà verso di loro. Tutti quanti scivolano via via in situazioni più orribili e tragiche, e spesso non per colpa propria, o solo in minima parte: per le due protagoniste ho provato una pena indescrivibile, poiché per nessuna delle due sarebbe stata augurabile la via che si sono trovate, loro malgrado, a percorrere.
Lo sviluppo dei personaggi è limitato, per ovvi motivi di tempo: la trama da dire è parecchia, e in 12 puntate non c’è tempo per tutto. I cambiamenti di sentimento sono abbastanza prevedibili ma non per questo mal fatti, e aiutano a creare una connessione empatica con coloro che vediamo a schermo.

I combattimenti sono davvero notevoli: quelli che includono solo Kagura o Yomi sono i “classici” combattimenti di spada, ma il massimo della tamarraggine e dello spettacolo si ottengono con le astruse armi che sono in dotazione alla squadra speciale: 24ore cariche a proiettili-mantra, trivelle estraibili sulle mani, ferri da stiro benedetti, spade potenziate con proiettili per velocizzarne il colpo, la succitata moto a copertoni sacri… chi più ne ha più ne metta. Per quanto le esagerazioni siano tante, comunque, rimangono in ogni caso dei combattimenti divertenti da vedere, e raramente scivolano nel grottesco: io me li sono goduti.

Va inoltre detta una cosa su questa serie e sul motivo per cui essa è stata realizzata. Ga-Rei è un manga che si svolge dopo le vicende che vengono qui narrate, e Ga-Rei Zero è un prequel che è stato successivamente realizzato, con molta probabilità a fini pseudo-pubblicitari: termina infatti dove inizia il manga, e incuriosisce lo spettatore a vedere come va avanti.
Contrariamente a molti casi simili, tuttavia, la produzione non si è limitata a tirare insieme una storia raffazzonata con i personaggi disponibili tanto per far vedere qualche bella sequenza di combattimento, ma ha creato una storia consistente, realistica e coerente. Ci sono molti personaggi che nel manga non sono più presenti, denotando uno studio della storia che va oltre al semplice riciclaggio di quel che già esiste. In questo ambito, credo che sia una delle serie migliori che mi sia mai capitata di vedere: quando avevo letto che si trattava di un prequel semi-promozionale mi attendevo un’infame schifezza, e invece ne son rimasto piacevolmente colpito.

I disegni sono in linea con gli standard del 2008, e le musiche sono energiche e moderne: mi sono piaciute.

Insomma, Ga-Rei Zero è un anime nato sotto i peggiori auspici ma che riesce ad emergere dalla mediocrità grazie a dei combattimenti inusuali e grazie ad un impatto emotivo (tendente al tragico) abbastanza pronunciato: a ben guardare la storia è banalotta e si riescono a prevedere quasi tutti gli avvenimenti prima che essi accadono, ma rimane comunque una visione piacevole. È raro riuscire a far stare così tante cose in dodici puntate senza far sembrare tutto affrettato, ma qui ce l’hanno fatta.

Voto: 8,5. Se volete solo risse ignoranti, guardate le prime e le ultime puntate: se volete anche una storia struggente e tragica, veda anche il resto.

Consigliato a: chi vuole dei combattimenti tamarri; chi sopporta che i protagonisti vengano mentalmente torturati dai loro realizzatori; chi non saprebbe rispondere alla domanda con la quale questa review è iniziata.

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2 thoughts on “Ga-Rei Zero

  1. Ciao. Sono abbastanza d’accordo con la recensione ma c’è una cosa che non ho capito.
    Nella prima puntata ci sono Tooru e Natsuki che combattono e tutto farebbe pensare che questi eventi si verifichino prima di quanto viene poi presentato nell’anime, tanto è vero che nei ricordi di Tooru, quando lui uccide la fidanzata Aoi, compare anche Yomi, che non è ancora posseduta dalla Death Stone.
    Eppure alla fine della prima puntata tanto Tooru quanto Natsuki vengono eliminati dalla stessa Yomi già posseduta questa volta.
    Quindi? Gli avvenimenti sono contemporanei? Cioè Tooru e Natsuki vivono contemporaneamente allo svolgimento della storia centrale con Yomi e Kagura e costituiscono solo un’altra divisione dell’agenzia? Eppure il capo dell’agenzia è un uomo non una donna, i vestiti sono diversi ed anche gli equipaggiamenti.
    Qualcuno saprebbe solvere il mistero?
    Grazie a tutti.
    Gio-chan

    1. Effettivamente la timeline non è chiarissima, e alla prima visione anche io sono rimasto un po’ basito; da quello che ho potuto capire, tuttavia, Tooru e Natsuki sono parte di un’altra squadra (sempre sotto il Ministero dell’Ambiente), con un altro capo – il tizio che fa una fine meschina alla fine del primo episodio.
      Nella prima puntata loro, il 4° battaglione, vengono atomizzati da Yomi, e il tutto temporalmente si situa quasi contemporaneamente agli avvenimenti capitati nella seconda puntata (cioé l’introduzione dei veri protagonisti della storia).

      In pratica compaiono i Category B che spaccano i soldati normali, poi arriva il 4° battaglione, compaiono i category A che spaccano il 4° battaglione, compare il disposal team composto dai protagonisti… e poi sappiamo come va avanti 😀

      Questo è quanto sono riuscito a capire io e dando una riguardata veloce alle prime puntate mi pare che abbia più o meno senso: spero di non aver tralasciato qualche dettaglio importante 😀

      Saluti e grazie del commento!
      Khorne

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