Eureka Seven

Il colosso che la BONES ha sfornato nel 2005:

Eureka Seven

In un indefinito futuro, Renton è un ragazzo 14enne: non ha mai conosciuto suo padre, ma sa che egli fu l’eroe che salvò l’intero pianeta dalla distruzione. In una cittadina senza interessi ed avvenimenti, la sua unica passione è cavalcare le onde del Trapar, un’energia invisibile che riempie il cielo, con la sua tavola da “surf”.
La sua vita continua tranquillamente fino a quando, un giorno, un robottone appartenente ad una banda di ribelli da lui ammirati non gli piomba davanti a casa. Da esso esce Eureka, una misteriosa ragazza dallo sguardo magnetico, che dimostra subito interesse in Renton: egli decide pertanto di seguire Eureka e il gruppo Gekko State nelle loro avventure intorno al mondo. La vita fuori dal suo paesello è tuttavia molto più complessa e meno piacevole di quanto lui avesse immaginato, e ben presto si ritrova pieno di dubbi e paure… ma non è l’unico. Come riuscirà a proteggere i suoi cari? Riuscirà a svelare i misteri che man mano si mostrano dinnanzi a lui? Cosa è il Trapar, come fanno i robottoni a surfare nel cielo, cosa si nasconde dietro a tutto ciò?

Di questa serie da cinquanta puntate, devo ammettere, la prima decina mi aveva scoraggiato. Dopo gli avvenimenti iniziali la partenza è lenta e poco interessante. Si capisce che ciò è fatto per presentare le particolarità dei vari personaggi, ma ciò non può venir fatto con delle storie poco interessanti…
Per fortuna, tuttavia, ho dato retta a chi mi aveva consigliato questa serie e ho continuato: dopo tale iniziale mancanza, la storia decolla in maniera sempre più intrigante. Ogni puntata pare iniziare come un filler, ma si rivela invece interessante e porta elementi nuovi all’ambientazione che diventa sempre più completa, intrigante, misteriosa e complessa: entro metà serie c’è una valangata di carne sul fuoco, e la trama si fa via via più interessante. Lo svolgimento della storia principale rimane sempre abbastanza lento, poiché molte altre cose entrano in linea di conto: questo non fa però perdere interesse nei misteri che via via si moltiplicano.
Purtroppo verso la fine c’è un nuovo eccessivo rallentamento del passo, sebbene non marcato come all’inizio: nel corso dell’avvicinamento al climax finale, tuttavia, avrebbero potuto utilizzare un passo un po’ più spedito per mantenere alta la tensione.

La storia in sé, come detto, è ottimamente realizzata (sorvolando sui problemi sopraccitati di lentezza qui e là): ha alcune battute qui e là ed alcune puntate dall’anima un po’ più leggera, ma principalmente è un anime dal tono decisamente serio – e talvolta anche abbastanza crudo. Di per sé, vedendola a posteriori, la trama utilizza i soliti argomenti: il primo grande amore, la protezione dei propri cari, la salvezza del mondo. La grande differenza in questo caso non è in cosa si racconta, ma in come lo si fa: in Eureka Seven sono riusciti a rendere interessante anche il banale grazie al fatto che si inizia senza alcuna spiegazione, e si scopre tutto in corso d’opera. Questo mistero all’inizio è spiazzante, ma non porta il fastidioso sentimento del “non capisco che BIIIP succede”, bensì conduce al “voglio saperne di più!”, che è ciò che dovrebbe sempre accadere. Forse alcuni misteri vengono tenuti un po’ tanto a lungo (sentir nominata una persona da puntata 1 a puntata 37 senza mai saperne niente di più è un po’ fastidioso…), ma sono casi isolati.
Questo, secondo mio parere, è soprattutto possibile in casi come questo, dove l’anime nasce spontaneamente e non come adattamento da un manga: tali due forme d’arte necessitano tempi e modalità di narrazione diverse, e purtroppo la conversione è molto difficile da fare mantenendo intatte le intenzioni iniziali.

Sui personaggi ci sarebbe molto da dire: in 50 puntate c’è molto tempo per vederli in azione, e quindi ognuno ha una sua storia personale.
In linea di massima, ogni personaggio importante ottiene, in proporzione alla sua rilevanza nella storia, un’evoluzione personale. Guardando il punto dal quale partono e vedendo la situazione in cui terminano, si vede che i cambiamenti sono importanti, adeguati e ben fatti: bisogna tuttavia dire che ogni tanto alcuni sviluppi lasciano un po’ perplessi, e soprattutto nella prima parte della serie in più situazioni si vorrebbe prendere a calci con violenza e furia alcuni elementi (principalmente Renton e Holland). Una volta che essi riescono a sconfiggere i loro principali demoni, tuttavia, una nuova strada si apre dinnanzi a loro e riescono a mostrare il loro meglio.
La storia d’amore tra Renton ed Eureka, che inizia sin da puntata 1, è il filo conduttore di buona parte della serie: questo non trasforma Eureka Seven in un anime amorepuccipucci, e dopo gli iniziali discorsi (i quali fanno nascere il desiderio di prendere a calci Renton di cui parlavo prima) si sviluppa in maniera abbastanza solida – contando comunque che i protagonisti sono degli adolescenti.

Dal punto di vista artistico, sono impressionato. Il disegno dei personaggi è molto buono (pensavo fosse del 2007-2008, non del 2005!), ma l’eccellenza viene raggiunta nei tanti coreograficissimi combattimenti aerei: quando entrano in campo gli LFO, ci si può gustare delle battaglie estremamente dinamiche e avvincenti. Inoltre, nonstante la serie sia di taglio principalmente militaresco, lo schermo non è pieno unicamente di grigioverde: viene fatto grande uso di colori, che colpisce ancor più lo spettatore.
La musica non è da meno: le varie opening ed ending sono di primissima qualità, e la maggior parte risulterebbe orecchiabilissima anche in radio.

Insomma, sono rimasto abbastanza colpito da quello che ritengo ad oggi uno dei lavori più grossi della BONES: non è perfetto, ci sono dei cali di ritmo che potrebbero scoraggiare i meno pazienti ed inizialmente sembra di essere in un mondo governato da leggi fisiche stupide e buffi robot che surfano nel cielo: ci vuole un po’ di costanza per arrivare al vero succo della questione. Non è un anime mostruosamente innovativo o rivoluzionario: fa quello che fanno gli altri, ma lo fa al massimo delle sue possibilità.

Voto: 8,5. Se avessero limato un po’ di tempi morti all’inizio e alla fine, avrebbe potuto essere anche più in alto: è comunque una storia degna d’essere ascoltata.

Consigliato a: chi ama robottoni un po’ inusuali (inizialmente… dopo diventano MOLTO inusuali); chi apprezza delle storie d’amore travagliate ma sincere; chi vuol conoscere l’animale da compagnia col più alto peso specifico esistente.

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2 thoughts on “Eureka Seven

  1. Aaaah finalmente anche te hai visto i robottoni che fanno surf! 😀

    Caruccio, quoto in pieno i tuoi commenti, l’avessero fatto un po’ più veloce sarebbe stato meglio ma è comunque un ottimo anime mechoso 😀

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