2×2 = Shinobuden

Da una serie che come titolo alternativo ha Ninja Nonsense, cosa ci si può aspettare?

2×2 = Shinobuden

Kaede è una normale adolescente. Una sera, una sua coetanea vestita da ninja si intrufola maldestramente in casa sua credendosi invisibile: risulta che Shinobu è un’apprendista ninja, e sta facendo un esame per la scuola di ninja che frequenta. Assieme a lei c’è Onsokomaru, una… euhr… palla gialla svolazzante non meglio definita, che funge da suo maestro. Dopo tale incontro Kaede e Shinobu diventano amiche, e Kaede inizia a frequentare il villaggio ninja dove c’è la scuola: peccato non ci sia una singola persona sana di mente!

Come detto in apertura, sin dal titolo si può immaginare che cosa si troverà in questa breve serie di 12 puntate: un sacco di nonsense. Per quanto le due ragazze siano in apparenza le protagoniste della serie, la figura del leone la fa senza dubbio Onsokomaru: è su di lui che tutte le gag comiche poggiano: le ragazze e gli altri ninja sono solo comprimari della follìa dello strano essere giallastro. Questo è dovuto anche al fenomenale seiyuu che da la voce a Onsokomaru: nientepopodimenoché Norio Wakamoto, lo stesso elemento che da la voce al narratore di Hayate no Gotoku, a Vicious di Cowboy Bebop, a Charles di Britannia in Code Geass,… un vero pilastro fondamentale del dubbing maschile di anime, che con le sue voci da un immenso valore aggiunto ai personaggi che interpreta.

Non avendo una storia e non avendo ovviamente alcuno sviluppo di personaggi, la qualità della serie si gioca su un’unica cosa: fa ridere o no? La risposta è: sì, in piccole dosi.
Le gag iniziali sono assolutamente meravigliose (per poco non mi sono strozzato dal ridere quando è stata rivelata la segreta tecnica ninja per trasformare la birra in piscio), ma col passare delle puntate si fanno un pochino ripetitive: bene o male si ripiega sempre sulle perversioni del Maestro, sulla stupidità dei ninja o sull’inabilità di Shinobu. Qui e là ci sono sempre delle perle di assoluta comicità, ma vedere diverse puntate di fila spegne un po’ la comicità che le anima, sebbene la mancanza di senso rimanga sempre una costante indelebile.

I disegni sono abbastanza low-budget, ma per il 2004 e per il tipo di serie che rappresentano sono più che accettabili: anche qui, il tratto si adatta perfettamente alle stupide fattezze di Onsokomaru.
L’opening è energetica e rappresenta bene il mood della serie: le musiche durante le puntate sono abbastanza trascurabili. Come detto sopra, grande attenzione è stata tuttavia data alle voci (oltre a Wakamoto, anche i seiyuu di tutti gli altri personaggi sono persone di grande esperienza che hanno grande esperienza nel campo): senza tale accuratezza, la serie avrebbe probabilmente fatto ridere la metà.

Insomma, 2×2 = Shinobuden è una serie che ha poche pretese, ma che fa ridere se presa in piccole dosi: non è probabimente adatta per una maratona di anime, ma è un’ottima serie da inframmezzare alla visione di altre cose più pesanti. Vedersene un paio di puntate alla volta può davvero tirare su il morale.

Voto: 7,5. Come detto non è un capolavoro e le gag alla fine sono sempre le stesse, ma mi ha strappato un buon numero di risate.

Consigliato a: chi vuole spegnere il cervello e ridere; chi vuole assistere alle scene di una palla volante maniaca ninja; chi si chiede come si allenano segretamente gli eroninja.

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