Ikkitousen: Dragon Destiny

Il sequel di una serie di puro fanservice cosa potrà promettere se non more of the same?

Ikkitousen: Dragon Destiny

La storia riprende da qualche mese dopo la fine della prima serie, Ikkitousen. Il malvagio è stato sconfitto, ma ora un vuoto di potere si manifesta tra le varie scuole: chi sarà a prendere il possesso del comando nella regione di Kantou? E cosa nascondono i tre capi delle principali scuole dentro sé stessi? Che poteri potrà trasmettere la mistica Sfera del Drago, che pare poter controllare le più grandi energie?

Iniziamo col valutare i miglioramenti rispetto alla prima serie. Il primo e più evidente è il disegno: è notevolmente più bello, i personaggi sono ben disegnati e l’animazione è fluida. La prima serie era bruttina da guardare: questa, sebbene non sia propriamente il top del 2007, si fa vedere con piacere dal punto di vista estetico.
Il tono della serie prende una via parecchio più seria rispetto a prima, anche perché le risse diventano assalti con tanto di armi e si arriva fino all’uccidere i propri avversari, portando il livello di rischio per i partecipanti ben più in alto.
Inoltre, il tono dell’esposizione alle zozzerie è diminuito: il fanservice è ancora presente in maniera parecchio massiccia, ma si evitano le varie situazioni al limite dell’hentai che tempestavano il primo capitolo. Parlando di fanservice, infine, da metà della serie in poi esso viene moderatamente ridotto: non viene elminato, ma si passa dalle 30-50 visioni di mutande e tette a sole 15-20. In tal modo, magari, ci si riesce a concentrare sulla storia!

Peccato soltanto che la trama non abbia ALCUN senso. Nella maniera più assoluta. La prima serie aveva una storia relativamente concepibile, con un po’ di fantasia: in questo caso mi sono impegnato a seguire il filo logico degli avvenimenti che casualmente continuavano a succedersi, solo per accorgermi che tale filo non c’era. Personaggi nuovi vengono inseriti al posto di quelli spariti nella precedente serie, aggiungendo inutilità all’inutilità. Le spiegazioni dei personaggi sono totalmente inconcludenti e contradditore tra una puntata e l’altra.
In tal senso, bisogna anche dire che il ritmo della serie è molto calato: nella prima c’era una buona somma di scazzottate e mazzate, mentre in questo caso si assiste a puntate intere di blablablablabla intermezzate da due calcetti (oltre alle mille tette e mutande inquadrate, ovviamente).
I combattimenti stessi sono disegnati molto meglio, ma risultano estremamente meno avvincenti: all’inizio ce ne sono un paio decenti, anche perché dai pugni e contusioni si passa alle armi e coltellate, con qualche personaggio che ci lascia inaspettatamente in maniera parecchio violenta. In seguito però i personaggi iniziano a sparare sfere energetiche e raggi laser, a fare salti di 15-20 metri, a volare e quant’altro, senza nessun motivo apparente. Questo porta da una parte ad uno strappo dei vestiti ancor più intenso (basta un colpo e gonna, camicetta e reggiseno vengono atomizzati), e d’altra parte alla rappresentazione del combattimento in maniera simile al cugino molto povero di Dragonball.
Infine, qualcuno dovrà prima o poi degnarsi di spiegarmi due cose. Primo: perché tutti parlano di “conquista del mondo” sognando grandi armate (anche in questo caso per tutta la serie la gente fa le cose “perché è il mio destino”), quando si tratta soltanto di risse tra scolari? Cosa vogliono controllare, le mense scolastiche? I cassetti dove riporre le scarpe? Secondo: ma se queste sono faide tra scuole… perché nessuno fa lezione, in effetti? Non c’è un singolo maestro in tutti gli istituti, di giorno tutti quanti sono in giro a spaccarsi la faccia e via dicendo. Come mai nessuno fa nulla nella sua vita (a parte nel terribile finale)?

Il disegno, come detto, è molto migliorato e risulta abbastanza godibile; il sonoro rimane sullo stesso stile della serie antecedente, ma le canzoni sono secondo me un po’ meno riuscite.

Insomma, Ikkitousen: Dragon Destiny è riuscito in una missione che credevo impossibile. Ha preso un lavoro confezionato per degli adolescenti in calore ed è riuscito a renderlo noioso, incomprensibile e tedioso. Solo il disegno apporta un parziale miglioramento, ma il resto viene reso ancor più fallimentare di quanto già non fosse. E c’è pure la terza serie…

Voto: 4. È davvero una porcata: si potrebbe riuscire a fare qualcosa di peggio, ma bisognerebbe impegnarsi parecchio.

Consigliato a: chi ha visto la prima serie e gli è piaciuta; chi non attende altro di veder mutande, tette e palpeggiamenti sullo schermo; chi si è condannato a quattro ore di sofferenza autoinflitta.

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