REC

Ecco un esempio di meta-anime:

REC

Fumihiko è un anonimo impiegato 26enne, che lavora senza soddisfazioni in un’agenzia pubblicitaria. Un giorno invita una collega al cinema, ma viene bidonato: al momento di buttare i biglietti Aka, una strana ragazza, lo convince a guardare il film con lei. per sdebitarsi, Aka invita Fumihiko a bere qualcosa al fine di consolarsi: scoprono così di abitare vicino.
Durante la notte un incendio scoppia nel quartiere, e la casa di Aka viene distrutta nel fuoco: vedendola infreddolita e spaesata, Fumihiko le offre ospitalità. Inizia così una convivenza curiosa, ed una relazione non molto chiara ma parecchio destabilizzante per Fumihiko…

In questo breve anime (sono solo 10 puntate da 11 minuti) si assiste a tutta la crescita della relazione di cui sopra, dalla nascita rocambolesca alla finale affermazione: in vari momenti, tuttavia, i personaggi sarebbero stati da prendere a calci.
Va detto difatti che non è un anime pensato per bambini: per quanto non ci siano scene di sesso, violenza o volgarità, le tematiche toccate sono un po’ più adulte (v. sotto), e anche i personaggi hanno 20 e 26 anni, contrariamente all’età tipica di 15-16 anni delle altre serie.
Questo porta anche ad aspettarsi delle reazioni meno infantili dai personaggi: si capisce quasi subito che Fumihiko è un disilluso timido che con le donne non ci sa fare, ma certi comportamenti non si tengono nemmeno all’asilo… e lo stesso ogni tanto per Aka, che nega i propri sentimenti come l’ultima 13enne. Questo non rende la serie inguardabile, ma ogni tanto si fa sentire in maniera importante e rende i personaggi -per il resto ben fatti- un po’meno simpatici. Viene in ogni caso quasi sempre mantenuto un tono relativamente scanzonato, di modo da non rendere la visione opprimente o noiosa.

Come detto, REC è abbastanza inusuale anche per via delle tematiche toccate: anziché avere esami di scuola e primi amori sbocciati tra i banchi di scuola, in questo caso ci si deve confrontare con il mondo del lavoro e la concorrenza di altri uomini; l’incertezza del domani e la mancanza di soddisfazione nella propria vita è un punto importante; la sensazione del “sto lasciando andare un’occasione importante, e non so quante altre ne avrò” è percettibile in più momenti. Forse sono io che ho voluto leggere troppo dove in realtà c’è solo una storia sentimentale relativamente semplice, però mi è parso che gli autori abbiano tentato di dare alla stessa un aspetto un po’ più correlato al mondo degli adulti, e meno a quello classico dei ragazzini.

La grafica è di decente qualità e i personaggi sono disegnati bene, anche se non c’è nulla di spettacolare in tal senso; inoltre, nonostante sia prodotto dalla SHAFT, in questo anim ancora non c’è traccia dell’oramai caratteristico stile di disegno di tale casa produttrice.
Dal punto di vista dell’audio, le voci sono impressionanti. Questo è legato in buona parte al fatto che il lavoro di Aka sia quello di aspirante Seyuu (doppiatrice di anime/pubblicità/film stranieri): questo porta in primo luogo Kanako Sakai (la doppiatrice di Aka) a dover interpretare vari ruoli in un colpo solo, dovendo fare sia la voce dell’anime in sé che quella che il personaggio sta interpretando: tutt’altro che facile, e il risultato è di alta qualità.
In secondo luogo, il fatto che si parli dell’industria del doppiaggio porta indirettamente a vedere un po’ di “dietro le quinte”: si ha qualche scorcio su uno studio di registrazione, sul come viene fatto un casting, sul come paia strano un anime prima che tutte le voci e le musiche vengano inserite; si nota anche che in una puntata vengono registrate le voci mentre vien proiettato solo lo schizzo dell’anime che si sta doppiando, cosa che viene effettivamente fatta quando si è in ristrettezze di tempo.

Insomma, REC è una breve storia romantica che può scaldare il cuore a chi non si arrabbia se i personaggi ogni tanto sarebbero da picchiare: suggerirei tuttavia alle persone che hanno problemi con la soddisfazione della propria vita di tenersi lontani da questo anime, poiché potrebbero trovarlo un pochino deprimente, facendoli riflettere su cose che sarebbe meglio trascurare.

Voto: 7,5. Carino. Ha i suoi difetti, ma devo ammettere che la breve visione è stata piacevole.

Consigliato a: chi ha un paio d’ore da dedicare ai sentimenti; chi vuole scoprire di più del mondo del doppiaggio; chi vuol far caso al fatto che ogni puntata ha come titolo un film di Audrey Hepburn, eroina di Aka.

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