Baoh Raihousha

Dal lontano 1989, quaranta minuti di pura violenza.

Baoh Raihousha

L’agenzia Doress raccoglie in tutto il mondo persone con poteri particolari, per poterle studiare ed esaminare. Ikuro è un povero 17enne che ha subìto un grave incidente stradale, ed è stato curato da un medico della Doress: gli è stato impiantato un organismo ospite, “Baoh”, che lo può rendere una macchina per uccidere imbattibile.
Mentre stanno portando il suo corpo criogenizzato al laboratorio centrale Sumire, una ragazzina di nove anni con poteri psichici, per errore lo libera ed inizia la loro fuga. Una volta scappati, l’Agenzia li vuole morti: chi vincerà in una sanguinaria battaglia per la sopravvivenza?

Va detto subito che in 40 minuti non ci si può aspettare un grande sviluppo di storia o di personaggi. Infatti, essi sono praticamente assenti: dopo i primi cinque minuti di spiegazioni e tranquillità (che fondamentalmente riassumono quanto sopra scritto) inizia la parte di azione, che continua senza alcuna interruzione fino al termine di questo OAV. Non c’è sviluppo dei personaggi, la storia è lineare come non mai: il punto focale di questa serie è tuttavia da un’altra parte.

Baoh Raihousha è infatti una semplice ed opulenta dimostrazione di violenza e massacro: il sangue si getta a litri, e si assiste con frequenza impressionante ad arti strappati, teste esplode, teschi sciolti, persone impalate, investimenti col treno… chi più ne ha più ne metta, non ce n’è mai abbastanza.
Le battaglie e le scene di eccidio sono ben fatte: sorvolando sul fatto che Ikuro riceve un potere nuovo ogni trenta secondi, i combattimenti rimangono comunque abbastanza gradevoli – sebbene generalmente la battaglia si traduce in un’esecuzione da parte di Ikuro nei confronti delle sue vittime.

La grafica, per essere di vent’anni fa, non è male: rispecchia in pieno lo standard degli anni ’80. Il sonoro è abbastanza anonimo, anche se le due canzoni finali sono carine ed ancora una volta mostrano appieno con il loro stile il decennio da cui vengono.

Insomma, Baoh Raihousha è un anime che offre poco, ma quel poco lo offre con un’intensità estrema: l’unico scopo nel vedere questo anime è una sana e truce voglia di sangue versato a fiumi, nelle maniere più terribili che si possano immaginare.

Voto: 7. Perfetto nei massacri: inutile in tutto il resto.

Consigliato a: chi ha un’inestinguibile sete di sangue; chi non si offende ad una grafica che, anche se carina, oramai ha i suoi anni; chi si diverte a veder volare arti mozzati in ogni dove.

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