Moonlight Mile

Due scalatori di fronte al sogno di andare sempre più in alto.

Moonlight Mile

Goro e Lostman sono due alpinisti di circa 30 anni, che hanno scalato assieme praticamente tutte le vette del mondo mossi dal desiderio di andare sempre più in alto. Una volta arrivati in cima al monte Everest, quando credono di essere nel punto più alto possibile, vedono passare in cielo la stazione spaziale dell’International Space Agency: capiscono pertanto che esiste un ulteriore passo, e entrambi si fissano come obiettivo di arrivare fin sulla luna e poi, chissà, fino allo spazio siderale.
Goro e Lostman prenderanno strade diverse per cercare di arrivare al loro obiettivo: quale delle due vie sarà la più funzionale ai loro scopi?

La prima cosa che colpisce di Moonlight Mile sono i due protagonisti. Essi non sono infatti due “eroi”, ma sono per buona parte del tempo quantomeno egoisti. Lostman (che viene seguito per circa il 25% delle 12 puntate di questa prima serie) è quello che si potrebbe definire un bastardo senza cuore, mentre Goro (a cui vien dedicato il 75% del tempo) dopo la metà delle puntate migliora un po’, e da bruto semiselvaggio diventa un giocherellone sfrontato con la forza di un cinghiale. Non che sia un personaggio brillante, ma almeno lui non risulta antipatico per tutto il tempo in cui sta sullo schermo…

La storia in sé parte con una buona idea, ma viene sviluppata in modo confusionario e a singhiozzo. Da una parte il lato positivo è che i personaggi non vengono mandati nello spazio dopo tre giorni, dopo esser stati scelti per motivi oscuri: dall’altra parte, bisogna ammettere che iniziare ad allenarsi a 30 anni per diventare astronauti è in ogni caso abbastanza inusuale soprattutto se come lavoro si guidavano le gru in un cantiere!
Sorvolando però su questo dettaglio, che di principio non invalida l’intera trama, rimane però il fatto che spesso e volentieri la storia prosegue a sobbalzi e singhiozzi, stagnando e poi accelerando di anni senza che allo spettatore questo venga minimamente comunicato o fatto capire. Inoltre, qui e là la trama devia in tutt’altri problemi che nulla hanno a che vedere con il filone principale: mettere dei filler in una serie così corta non è propriamente brillante.
Va inoltre detto che, a parte le trame spinoff, nulla viene risolto: si arriva all’ultima puntata e si capisce di aver assistito a 12 episodi di preparazione per ciò che capiterà “poi”. Non c’è una singola domanda che riceve risposta, non si assiste a nessun chiaro evento rivelatore, non c’è nemmeno la parvenza di uno pseudo-finale, foss’anche estremamente parziale. Nulla di nulla.

Il taglio della serie è abbastanza adulto, sia per lo stile dei disegni che per il modo in cui vengono affrontati i discorsi: non c’è però mai una qualche discussione illuminante o profonda. Inoltre, il sesso è presente in maniera quasi fastidiosa: a me non infastidisce il sesso di per sé, ma esso deve avere un motivo per essere presente. In Moonlight Mile, i personaggi lo fanno con tutte le donne (si salva solo una 14enne, TUTTE le altre vengono inforcate) e il fatto stesso che ciò accada non apporta nemmeno un micron di trama, spessore o effetto sull’intera serie. In pratica, è un semplice mezzuccio per far vedere qualche scena semi-hentai senza molto motivo.

La grafica non è un granché per essere del 2007, anche se le parti effettuate al pc sono gradevoli. Il sonoro durante la serie è trascurabile, mentre la curiosa scelta di un’opening interamente strumentale pare in questo caso abbastanza azzeccata. Peccato che durante la sigla si vedano un bel po’ di scene che nella serie non ci sono, spoilerando probabilmente dei fatti della seconda serie che seguirà…

Insomma, Moonlight Mile mi ha parecchio deluso. Non mi aspettavo un capolavoro, ma mi pare di assistere ad un minestrone di concetti, pezzi di trama, tette e fantascienza spicciola: senza le giuste proporzioni, non può uscire un granché. Inoltre, terminare la serie con “TO BE CONTINUED” senza terminare nessuna delle problematiche in corso è una cosa che mi fa imbestialire.

Voto: 5,5. Non scendo più in basso perché, essendo solo una prima serie, potrebbe unirsi alla seconda per diventare qualcosa di decente: da sola, però, è totalmente inutile.

Consigliato a: chi non si lascia infastidire dai protagonisti antipatici; chi non si offende per nudità inutili e per una storia troncata a 1/3; chi vuol incontrare la meravigliosa navicella spaziale Döner Kebab, che ha il nome più bello della storia dei veicoli spaziali.

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