Beyond The Clouds

Dalla mano di Makoto Shinkai, una storia di tristezza e promesse da mantenere.

Beyond The Clouds

Ci troviamo in un presente alternativo: il Giappone è stato diviso in Nord e Sud a seguito di una passata guerra, e le tensioni internazionali al giorno d’oggi sono molto forti in tutto il mondo.
Si seguiranno le vite di Hiroki e Takuya, due amici che vanno a scuola insieme. Hiroki ha evidentemente un debole per una loro compagna, Sayuri, con la quale non ha sinora avuto l’occasione di interagire più di tanto, nella piccola scuola di campagna che tutti loro frequentano.
I due ragazzi hanno un sogno: costruire un aereo per volare fino all’immensa torre che si erge al di là del confine, e che nessuno sa a cosa serva. Un giorno mostrano il loro aereo in costruzione a Sayuri, e promettono che loro tre voleranno fino alla loro destinazione.

Purtroppo il destino decide diversamente, e le loro strade si dividono e si riempiono di rammarico: riusciranno comunque ad esaudire il loro sogno, anche dopo tre anni in cui hanno intrapreso vie differenti? Cosa è, in realtà, l’immensa torre misteriosa?

Lo stile di Makoto Shinkai si riconosce istantaneamente, per lo stile narrativo e le meravigliose immagini (di cui parlerò poi). Purtroppo, in questo caso la storia non riesce ad affascinare e commuovere come Hoshi no Koe o 5 centimeters per second.
La lentezza del narrato è parecchia ma non fastidiosa, però la trama in sé non ha molto senso. Si possono scovare, nei piani che portano alla conclusione della vicenda, notevoli carenze tecnico/logiche (due 13enni che costruiscono aerei e li sanno pilotare? Volare nel cielo di una nazione in guerra senza grandi problemi?), che minano la credibilità delle vicende.
Dal punto di vista emotivo le cose vanno decisamente meglio: sebbene non ci sia un sentimento preponderante che fa da filo conduttore in tutta la vicenda, alcuni momenti toccanti riescono comunque a passare dallo schermo allo spettatore. Ciò non capita spesso, ma qui e là si riesce a capire un po’ cosa provano i personaggi: si tratta tuttavia principalmente di sentimenti tristi, e quindi bisogna esser preparati.

I caratteri dei personaggi in un singolo film sono difficili da capire, però le loro azioni diventano un pochino inconsistenti verso il termine, confondendo lo spettatore che già si deve districare nella logica di una storia non esattamente perfetta: soprattutto le azioni di Takuya dopo un po’ lasciano decisamente perplessi.

I disegni dei paesaggi sono assolutamente meravigliosi, soprattutto considerando che hanno oramai cinque anni: i personaggi sono invece un po’ meno perfetti, anche se in ogni caso sono ottimamente disegnati.
Le musiche sono azzeccate e toccanti: forse i doppiatori in un paio di pezzi avrebbero potuto fare qualcosina in più, ma stiamo comunque parlando di standard molto alti.

Non mi si fraintenda: Beyond The Clouds non è per nulla un brutto anime, e chi cerca sentimenti e riflessione potrà probabimente trovare in questo prodotto almeno una parte di ciò che cerca. Devo però ammettere che mi è rimasto un po’ di amaro in bocca: oramai il genio produttivo di Shinkai è riconosciuto, ed è per questo che da lui ci si aspetta il top. In questo caso, purtroppo, non ha fatto centro pieno.

Voto: 7. Accettabile, ma con riserva. Non chiedete troppo alla trama.

Consigliato a: chi ama tutto di questo creatore; chi vuole una storia toccante, di sentimenti d’abbandono e solitudine; chi vuole assistere ad una curiosa teoria sui sogni dei mondi e sugli universi paralleli.

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