You’re Under Arrest

Un cult degli anni ’90 che più ’90 non si può.

You’re Under Arrest

La storia inizia con Natsumi, una ragazza piena d’energia e dalle abilità di guida della sua motoretta non indifferenti, si accorge di essere in ritardo per il suo primo giorno di lavoro. Purtroppo, mentre tenta di guadagnare il tempo perduto, incrocia la volante della polizia stradale guidata da Miyuki: inizia pertanto un inseguimento attraverso la città, nel tentativo di sfuggire e, rispettivamente, fermare la folle corsa.
La sorpresa notevole pertanto quando si scopre che Natsumi è una poliziotta, e per lei è shock ancor maggiore quando scopre di essere la nuova partner di Miyuki! Da allora, tuttavia, si instaura un ottimo rapporto tra le due agenti, che puntata dopo puntata risolveranno i mille crimini che possono svolgersi sulle strade di una città come Tokyo.

In questa serie, le prime quattro puntate durano mezz’ora l’una, ed introducono i vari personaggi e le interazioni tra di loro: si assiste inoltre ai primi casi che le due protagoniste risolvono grazie alla loro perizia intuitiva e alla guida.
L’animazione è fluida, gli inseguimenti sono ottimi e le automobili sono disegnate con un livello di attenzione al dettaglio quasi maniacale, che potrebbe compiacere anche il più esigente dei perfezionisti.
Purtroppo, dalla quinta puntata in poi la lunghezza degli episodi torna ad essere la solita (22 minuti circa), la qualità del disegno cala in maniera abbastanza notevole (la differenza si nota soprattutto sulle auto, ancora ben disegnate ma senza paragone con le opere di prima) e inizia ad instaurarsi un ciclo di ripetitività quasi infinito.

Non c’è difatti alcuna trama in You’re Under Arrest se non quella sopra citata: ci troviamo davanti a 51 puntate stand-alone, con solo un paio di vicende che durano due puntate e basta. Episodio dopo episodio si assiste alle stesse dinamiche, le stesse reazioni da parte dei personaggi (di cui nessuno cresce mai, e se c’è qualche sviluppo esso viene prontamente dimenticato nelle vicende successive), le stesse battute, le stesse soluzioni.
Di per sé l’anime è bello e gradevole, ma la ripetitività uccide anche il più riuscito dei format: in questo caso, non c’è molta differenza, e bisognerebbe evitare di vedere troppe puntate di fila poiché si corre il rischio di notare troppo intensamente tale loop infinito.

Dal tipo di impostazione della serie, si capisce dopo un po’ che lo stesso era orientato principalmente verso un’utenza giovane: l’aspetto morale del rispetto verso le autorità, le vicende amorose appena accennate (e quasi unicamente in chiave comica), la semplicità delle varie trame e il fatto che i bambini presenti siano tutti in età da asilo/elementari indicano tutto ciò. Questo può portare un pubblico più adulto a trovare un po’ infantili le battute e il tipo di comicità contenuto in questo anime: ciò non toglie che personalmente mi ha strappato più di qualche risata il personaggio di Strike Man, un supereroe mascherato e misterioso che compare ogni tanto, e le cui azioni non hanno generalmente alcun senso.

Il disegno, come detto sopra, parte da un ottimo standard per poi calare con il tempo: si tiene comunque in linea con le produzioni della sua età, ma a parte i primi episodi non brilla di certo.
Il sonoro è gradevole, con delle buone opening ed ending, ed inoltre durante alcune puntate ci sono delle canzoncine create apposta per la situazione: la mitica canzone della vecchiettina in scooter secondo me è una delle cose più belle che siano contenute in questa serie.

Insomma, You’re Under Arrest è un cartone simpatico, che però si perde nella ripetitività e nella lunghezza. È l’archetipo dell’anim degli anni ’90, del quale ne detiene praticamente tutte le caratteristiche (musiche, grafica, caratterizzazione dei personaggi, moralità delle storie): con gli occhi di oggi non posso tuttavia che vederlo come un lavoro riuscito solo a metà.

Voto: 6,5. Non è brutto, ma se fossero state 26 puntate sarebbe stato più che sufficiente. Notevoli comunque i primi quattro OVA.

Consigliato a: chi ama gli anni ’90; chi vuol vedere come si trasformano gli agenti del traffico in eroi; chi vuol conoscere un supereroe segreto che definire sconclusionato è ancora poco.

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