G-Gundam

Quando i mech tentano di prendersi sul serio, esagerano, diventano trash e sconfinano nell’arte.

G-Gundam

Ci troviamo in un un futuro nel quale la terra è stata quasi abbandonata dalla popolazione (o, perlomeno, da quella benestante) per andare a vivere sulle Colonie che circondano la terra: per decidere chi manterrà il controllo dello spazio senza sanguinose guerre, le nazioni hanno deciso di organizzare ogni quattro anni un torneo dei Gundam sulla terra. In pratica, il pianeta stesso diventa un ring dove ogni paese invia il suo gundam con il suo pilota, e chi batterà tutti gli altri vincerà per la sua nazione!
Domon Casshu è il pilota del NeoGiappone, e anche lui si trova sulla terra a combattere: egli ha però anche un altro scopo. È infatti in cerca di suo fratello, che pare sia fuggito con il temibilissimo Devil Gundam, e sembra pronto a distruggere la terra! Riuscirà Domon a vincere il torneo contro i potenti avversari che gli si presenteranno davanti? Potrà salvare il pianeta? E la verità è davvero ciò che sembra, sempre e comunque?

Volendo fare una valutazione seria di questo anime, i difetti sarebbero troppo numerosi per essere enumerati. I personaggi, per quanto simpatici, sono in massima parte stereotipati e non hanno alcuno sviluppo; personaggi e gundam hanno nomi che definire stupidi è dir poco; i gundam stessi hanno un design che sembra fatto da un bambino di cinque anni (un gundam mulino? Un gundam pesce? un gundam CAVALLO?); la storia è lineare e le puntate sono estremamente prevedibili (anche se qui e là qualche colpo di scena ogni tanto lascia parecchio spiazzati, in effetti); si potrebbe andare avanti in eterno.

Questo sarebbe tuttavia un modo estremamente limitato di vedere Mobile Fighter G-Gundam: tutti i punti negativi sopra elencati sono talmente assurdi e kitch che diventano trash assoluto. Lo stesso è talmente imponente che si tramuta quasi in una forma d’arte, e porta a risate incontrollabili a ripetizione! Presumibilmente non era questa l’idea di chi pensò questo anime, ma G-Gundam penso che sia la serie contenente mech che più mi ha fatto scompisciare, per milioni di diversi motivi. All’inizio sembra una qualsiasi serie con qualche mossa ululata (SHINING FINGEEEEEER! è una frase che vi si impianterà nel cervello), ma quando si arriva al cuore del torneo il livello di pattume recapitato allo spettatore aumenta in maniera esponenziale, e si raggiungono delle vette di ilarità che nemmeno le commedie più riuscite riescono ad eguagliare. Le ultime puntate sono forse un po’ tanto trascinate (il trash continua a permeare il tutto, ma ci sono continui finali-non-finali…), ma questo non toglie che le risate abbondano in tutte le sezioni.

La grafica è un tantinello carente per quanto riguarda i disegni dei personaggi: i Gundam (sorvolando sui loro… ehrm… peculiari tratti caratteristici) sono invece disegnati un po’ meglio, e i combattimenti sono fatti in maniera perlomeno decente – con qualche buono scambio di colpi qui e là.
Il sonoro non mi ha particolarmente impressionato, anche se la prima opening è una di quelle che si infilano nel cervello e non se ne vanno più.

Insomma, Mobile Fighter G-Gundam è estremamente difficile da valutare perché fa del suo teorico fallimento il suo punto di forza: è la classica serie da guardare senza esser presa sul serio, e che in tal modo si lascia vedere con piacere e con parecchie risate.

Voto: 7. Togliete 6 se volete un anime sui mech serio, aggiungete 2 se volete una puttanata apocalittica sulla quale spanciarvi.

Consigliato a: chi ha seguito gli altri Gundam, e vuole un punto di vista vagamente diverso su tale ambientazione; chi si diverte a vedere il trash totale anni ’90 condensato tutto in 49 puntate; chi vuole conoscere il fratello negro tedesco ninja a strisce col pompom e il cavallo scafista in tutina.

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2 thoughts on “G-Gundam

    1. Per non nominare il bunker francesce porta-gundam a forma di lumaca, o la statua della libertà-laser,… le troiate sono davvero troppe da citare, ma il barcarolo tutinoso vince tutto 😀

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