Manabi Straight!

Uno slice of life ambientato nel 2035:

Manabi Straight!

Nel 2035, una scuola femminile prosegue nei suoi tranquilli giorni. Il comitato studentesco è formato da un’unica persona, la segretaria, e nessuno è più interessato a tali vecchie abitudini: ciò vale fino al giorno in cui Amamiya Manami (chiamata Manabi) arriva in maniera abbastanza rocambolesca in tale scuola, dove si è appena trasferita. Manabi è una specie di mina vagante, stracarica di energia e rigurgitante idee pazzesche in cui però lei butta l’anima. Nel suo primo giorno di scuola si fa eleggere presidente del consiglio degli studenti, e da lì inizia a movimentare le vite di coloro che le stanno attorno!

In questo anime, si ritrova una struttura molto classica di slice of life, che è evidentemente ispirato da precedenti lavori. Si possono difatti ritrovare alcune caratteristiche di Azumanga Daioh, altre di Minami-Ke, altre ancora di Ichigo Mashimaro; l’unica differenza è probabilmente che nel caso di Manabi Straight, dopo qualche puntata c’è una specie di “obiettivo comune” che accompagna le protagoniste attraverso le puntate (in questo caso, l’organizzazione della fiera scolastica).
L’ambientazione in sé è abbastanza classica, nonostante ci si trovi più di vent’anni nel futuro: ci sono alcune differenze con le scuole odierne (monopattini fluttuanti come in ritorno al futuro 2, banchi con dentro pc, schermi immateriali fatti di luce), ma sono tutte cose assolutamente minori e che passano inosservate dopo pochi minuti. A parte tali dettagli l’ambiente è quello classico di una scuola di adolescenti.

Chiaramente i personaggi sono un fattore determinante in una serie di questo genere; si può dire che in buona parte sono ben riusciti, anche se non sono nulla di eccezionale. Sono personaggi positivi, energetici come solo delle 15-16enni possono essere, allegri e spensierati: il loro mood da infatti il passo all’intera serie, che a parte alcuni momenti un po’ critici naviga nel mare della positività e del rilassamento.
Ognuna delle ragazze ha le sue caratteristiche (abbastanza classiche: la tsundere studiosa, la sportiva, la svampita, l’imbranata,…), e fanno ciò che ci si aspetta da loro: forse quella un po’ meno riuscita è proprio Manabi, che della sua esuberanza sviluppa soltanto l’aspetto del “andiamo avanti comunque e non ci fermiamo mai”, che è sempre bene ma che se fosse supportato da qualcos’altro sarebbe meglio.

I disegni sono molto belli: i paesaggi e gli ambienti sono nella norma, ma le ragazze sono disegnate molto bene, ben colorate e carine, di modo da confermare ancor più la sensazione di tranquillità di cui già prima si parlava.
Le musiche non sono nulla di eccezionale, e rimangono abbastanza anonime.

Insomma, Manabi Straight (nome completo “Gakuen Utopia Manabi Straight!” è un anime ben fatto, che non brilla per originalità o stile ma che riesce ad essere heart-warming in alcuni momenti, tenero in altri e toccante in altri ancora: chi si annoia con gli slice of life e cerca qualcosa di più corposo può tenersene alla larga, ma chi apprezza questo genere dovrebbe darci un’occhiata.
Un’ultima cosa: se recuperate anche la puntata speciale, sappiate che temporalmente parlando si piazza tra le puntate 6 e 7.

Voto: 8. A me è piaciuto, anche se ha i soliti innegabili problemucci di cui parecchie serie similari soffrono.

Consigliato a: chi ama gli slice of life; chi ha voglia di un anime senza malizia o cattiveria; chi si chiede com andremo a scuola nel 2035.

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