Heroic Age

Nel futuro, le guerre interplanetarie nasconderanno significati nascosti:

Heroic Age

Ci troviamo in un lontano futuro. Le leggende narrano che millenni fa l’universo era governato da una razza capace di creare stelle e predire il futuro: la razza d’oro. Essi inviarono un richiamo a tutte le altre popolazioni dello spazio, chiedendo loro di presentarsi al loro cospetto. Si presentarono la razza d’argento (dai forti poteri mentali), la razza di bronzo (simile ad uno sciame d’insetti, con poteri psionici) e la razza eroica (creature immense dai poteri inimmaginabili). Quando la razza d’oro stava per abbandonare questo universo per recarsi in un altro, si unì una quarta razza: la razza di ferro, l’umanità.
Con gli anni scoppiò una feroce guerra tra le razza d’argento, di bronzo e di ferro: l’umanità ebbe la peggio, venendo cacciata dal proprio pianeta natale. L’unica speranza di evitare l’annichilimento è quella di seguire una parte delle antiche leggende lasciate dai propri avi: “in un pianeta della galassia si troverà l’umano allevato dalla razza d’oro, ed in sé possiederà la forza della razza eroica. Egli sarà il salvatore dell’umanità e dell’universo”. Sarà vera questa leggenda? Come mai la guerra continua nonostante non ci sia un motivo apparente? Cosa si nasconde dietro alle volontà della razza d’oro?

La storia inizia quando l’astronave Argonaut arriva sul pianeta e trova Age, il succitato “uomo allevato dalla razza d’oro”. La storia passa varie fasi: in primis il ritorno a casa, poi il ritorno a terra, e poi… la prosecuzione delle vicende (che non nominerò per evitare sgraditi spoiler). Non ci sono veri e propri colpi di scena, poiché si riesce sempre ad intuire cosa starà per succedere: ciò non toglie tuttavia interesse alla trama, che è relativamente semplice ma ha comunque molte derivazioni interessanti, e si fa seguire con assoluto piacere. Un grande punto a suo favore è il senso di epicità che permea tutta la vicenda, e che viene ottimamente trasportato allo spettatore.

I personaggi (a parte i Nodos, cioé i cinque che possiedono in sé la razza eroica) hanno degli orientamenti morali semplici e subito capiti: i buoni sono buoni e basta, e i cattivi sono cattivi e basta (con una o due eccezioni). La cosa non infastidisce poiché le persone fanno ciò che ci si aspetta da loro, però da essi non c’è da aspettarsi un grande sviluppo caratteriale.
I Nodos, invece, hanno varie sfaccettature aggiuntive: soprattutto nella seconda parte della serie i loro pensieri e dubbi prendono un ruolo preponderante sul corso delle azioni – purtroppo non sempre del tutto logico o dettato dalle conseguenze dell’accaduto, ma non si arriva a toccare paradossi o incongruenze gravi.

L’azione è un’altra cosa che in questo anime è estremamente presente: non c’è puntata dove non ci siano minimo 5-6 minuti di botte da orbi, e in alcuni casi si arriva a puntate quasi interamente di combattimento. Ci sono sia battaglie di flotte/mech contro altre flotte/mech, sia battaglie Nodos contro Nodos. Le due cose non possono essere mischiate se non con esito ovvio, perché i Nodos sono di potere assolutamente incomparabile – capaci di distruggere pianeti e sopravvivere al centro delle stelle, c’è poco che qualsiasi esercito possa far loro.
I combattimenti sono di qualità abbastanza altalenante, anche se comunque non si arriva mai al “brutto”: alcuni sono però un po’ ripetitivi e poco adrenalinici (mentre altri risultano molto più coinvolgenti).

Parlando della grafica, se l’occhio non m’inganna, il disegnatore è lo stesso di Gundam e Souukyu no Fafner: lo stile è riconoscibile, ma la qualità è migliorata negli ultimi anni, con dei visi più curati (anche se ancora non eccelsi) e una CG che soprattutto in termini di astronavi fa il suo dovere egregiamente.
La musica è tuttavia la parte artistica più pronunciata: le opening ed ending sono carine, ma il fulcro della colonna sonora è la musica durante le puntate, che carica di emozioni i momenti più importanti ancor più dei disegni stessi. In questo ambito è stato fatto un ottimo lavoro.

Insomma, Heroic Age è un buon lavoro di fantascienza per tutti gli appassionati del genere: non dico che sia un capolavoro perché ha i suoi cali e un paio di momenti di perplessità, ma se si cerca qualcosa di relativo alla sci-fi con una buona parte di robottoni e tanti, tanti, tanti combattimenti… eccola qui.
Inoltre, per chi amasse la mitologia greca, potranno essere colti parecchi riferimenti più o meno diretti: divertitevi a scoprirli!

Voto: 8,5. Per gli appassionati del genere, penso che possa anche esser più alto.

Consigliato a: chi ama i Gundam; chi vuole una trama importante e intrigante, ambientata migliaia d’anni nel futuro; chi vuole una storia seria ma non triste.

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3 thoughts on “Heroic Age

  1. Guarda, avevo letto dell’anime sotto sci.fi su anidb e l’ho scaricato perchè i commenti eran positivi, ma quando ho visto la sigla mi è preso un colpo vedendo tutti i personaggi di Gundam Seed 😛
    E’ lì fermo sull’hdd da allora, il trauma era stato troppo grande asd
    Però ora potrei cominciarlo a vedere dai, mi hai fatto ricordare che alla fine sokkio il falafel, nostra gran perla in comune, nonostante fosse un anime in sè abbastanza scandalo, mi ha fatto troppo piegare dal ridere. Ok non centra na fava ma era na cosa in più da scrivere…BAKURE WA MEZASHITAAA SHANGRI’LAAAA :metal:

    Foll se vuoi te lo passo:P

    1. Conta che questo l’ho scaricato dopo che avevamo parlato di roba sci-fi e hai fatto venire la scimmia anche a me 😀 Ora ho lì un altro paio di serie simili (Towards the Terra / PlanetES / Stellvia of the Universe), magari ci sarà altra roba vagamente interessante 😀
      Il trauma dei disegni l’ho avuto pure io, ma per fortuna si sono un tantinello evoluti (ai tempi mi piacevano pochino) e ora si lasciano guardare 😀 I robottoni che ci sono, però, sono molto gundamosi 😀
      Il falafel è quello che principalmente mi ha spinto a vedere questo lavoro, e ne sono ben felice 😀 Comunque a ripensarci sì, era scandalo tantissimo, ma ai tempi ero giovine e imberbe e non me ne accorgevo granché 😀

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