Rurouni Kenshin: Reminescence

Andiamo a scavare nelle origini del potentissimo Himura Kenshin:

Rurouni Kenshin: Reminescence

In questo OVA di quasi due ore ci ritroviamo a scoprire come il protagonista della lunghissima serie Rurouni Kenshin è diventato ciò che è, e cosa motiva le sue azioni, il suo giuramento a non uccidere mai più, così come molte altre cose.

Quasi tutti i punti che vengono toccati nell’OVA, realizzato tre anni dopo la serie, vengono riconosciuti dallo spettatore perché accennati in precedenza, ma questo non toglie nulla alla validità della storia.
Il tono è difatti estremamente più cupo della serie, rappresentando perfettamente l’ambiente crudele e spietato della Rivoluzione, dove non c’era spazio per felicità o spensieratezza. Il clima è teso, nervoso, quasi claustrofobico all’inizio: un’ottima caratterizazione dell’ambiente.

La crescita del personaggio, che è il punto focale per il quale questo OVA esiste, è estremamente ben curata e credibile: tutti gli aspetti psicologici delle azioni e del carattere di Kenshin sono ottimamente analizzati e riportati, dando molta più profondità ad un personaggio che già dalla serie originale usciva benone.

I combattimenti purtroppo non sono altrettanto perfetti: da un punto di vista tecnico sono accurati (combattimenti brevi e senza grande spettacolarità), ma cinematograficamente avrebbero potuto essere sviluppati molto meglio. Anche lo scontro con Saito, accennato nella serie e ritovato qui, viene “fatto annusare” per tutta la puntata e poi non viene mostrato. Davvero un peccato.

I disegni sono molto diversi dalla serie, anche se riprendono l’abitudine colta nelle ultime puntata di mescolare immagini vere con l’animazione (con ottimo risultato): a vedere di fila serie e OVA il cambiamento è notevole, ma non spiacevole una volta abituato l’occhio. Le musiche sono quasi assenti, ma i silenzi sono ben studiati e aiutano a creare l’ambiente sopra descritto.

In definitiva, Rurouni Kenshin: Reminescence è un OVA imperdibile per chiunque abbia seguito la serie o letto il manga, perché fornisce ulteriori dettagli su un personaggio tra i migliori che l’animazione giapponese abbia prodotto negli anni 90. Consiglio comunque di vedere prima la serie e poi l’OVA, nonostante quest’ultimo sia temporalmente antecedente: permetterà di apprezzare molto meglio il tutto.
Per chi non conosce il personaggio, probabilmente risulta un film di buona qualità ma non eccelso: tantissimi riferimenti sono indirizzati a chi conosce il personaggio e ha già un’idea di cosa c’è dietro. Rimane comunque un buon lavoro per chi apprezza i samurai e i buoni personaggi.

Voto: 9. Ci vorrebbe un 10 per Kenshin in sé, ma il lavoro di per sé ha qualche piccola pecca (soprattutto per i combattimenti) che gli impedisce di puntare all’olimpo.

Consigliato a: chi ha visto la serie di Rurouni Kenshin; chi adora un protagonista disilluso e maturo, che però ha spazio d’apprendimento; chi non si fa impressionare dal sangue a fiumi.

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