Memories

Un OVA alquanto inusuale:

Memories

Questo OVA di quasi due ore è diviso in tre storie completamente separate, e realizzate da tre autori diversi: le valuterò pertanto separatamente tirando le conclusioni alla fine.

Parte 1: Magnet Rose

Attorno al 2090, facciamo la conoscenza di un gruppo di astronauti che si occupano della pulizia dei relitti spaziali attorno alla terra. I quattro lavoratori, tornando alla base, ricevono un SOS da un relitto in una zona poco frequentata, e decidono di andare a soccorrere il malcapitato.
Si ritrovano davanti ad un’astronave dall’apparenza abbandonata della grandezza di un asteroide, ed entrano per cercare sopravvissuti, rimanendo non poco sorpresi all’entrata. Sembra difatti che l’interno della nave sia preso direttamente da una villa ottocentesca… chi ha mandato l’SOS? Ciò che vedono è ciò che davvero è?

In questo anime si ha un inizio di ottima fantascienza (sopratuttto per le questioni tecniche e fisiche: la parte scientifica è particolarmente ben curato), ed in seguito ci si ritrova immersi in un ambiente che pare quello del film Shining. La qualità di disegni, tecnica e narrativa è davvero altissimo: basti pensare che chi l’ha prodotto ha fatto anche lavori dello stampo di Akira, Paprika e Perfect Blue, con la colonna sonora realizzata da Yoko Kanno con in aggiunta dei pezzi di opera lirica di Maria Callas (ed è tutto dire).

Parte 2: The Stink Bomb

Attorno ai giorni nostri, un dipendente di una ditta farmaceutica tenta di farsi passare il raffeddore con una medicina sperimentale. Purtroppo l’effetto non è quello sperato, e il malcapitato si ritrova suo malgrado un corpo dai poteri mortali senza poterci fare niente, e come se non bastasse i militari hanno tutta l’intenzione di fermare il suo viaggo a Tokyo…

Questa parte ha un senso di humor nero decisamente più pronunciata rispetto alla prima sezione. La trama è interessante e curiosa (è diretto dalla stessa persona che ha diretto Neon Genesis Evangelion e Ghost in the Shell, mica quisquilie), anche se forse lo sviluppo risulta un po’ irreale; dal punto di vista tecnico anche in questo caso nulla da eccepire e il finale, anche se forse un po’ scontato, è davvero simpatico.

Parte 3: Cannon Fodder

In un tempo imprecisato, ci si trova in tempo di guerra. La città non è che un agglomerato di cannoni e fabbriche di proiettili, e ognuno lavora per rifornire la macchina bellica. Seguiamo quindi una giornata di una famigliola con i suoi vari compiti: chi va a scuola, chi lavora in fabbrica, chi fa funzionare i cannoni.

In questo caso, ci troviamo dinnanzi ad un lavoro molto sperimentale sia per stile del disegno sia per montaggio del lavoro stesso. Sicuramente nella mente di chi ha realizzato questa parte c’era l’intenzione di un lavoro di denuncia e di riflessione, ma personalmenteho trovato soltanto un ennesimo prodotto che critica la way of life della Germania durante la seconda guerra mondiale, e di tutte le situazioni simili. Una guerra senza motivo, una vita senza scopi, una libertà nulla: sono argomenti importanti, ma la solita minestra riscaldata dopo un po’ annoia.

In definitiva, i tre lavori sono -secondo me- messi in ordine di qualità: il primo è un capolavoro assolutamente imperdibile, soprattutto per chi ama il mistero e la fantascienza; il secondo è ironico e ben realizzato, anche se abbastanza irreale; il terzo è molto sperimentale e può comunque piacere, anche se non ha incontrato i miei gusti.
In ogni caso il tutto dura un paio d’ore, che possono benissimo reggere alti e bassi dei vari episodi.

Voto: 8,5. Più alto (e molto) per il primo episodio, più basso (un po’) per l’ultimo.

Consigliato a: chi ama Otomo Katsuhiro e i suoi lavori; chi vuole un paio d’ore di storie quantomeno inusuali, di vario genere; chi vuole farsi venire i brividi al suono di musica d’opera.

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