Toshokan Sensou

La versione moderna di 1984? Non proprio, ma l’idea c’è…

Toshokan Sensou

In un vicino futuro, per preservare la morale e il buoncostume pubblico viene approvata una legge che permette alle forze di censura di vietare la pubblicazione di libri, film e materiale sensibile. Come prevedibile la situazione degenera, e la censura diventa quasi dittatoriale: a tal punto viene creata, in base ad una dichiarazione di libertà dei librai, una forza di difesa delle librerie e del materiale pubblicato.
Tali due fronti si scontrano duramente, senza risparmiarsi conflitti a fuoco, per garantire o vietare la pubblicazione e la conservazione di certa documentazione: la nostra storia segue le vicende di Iku, una ragazza amante dei libri che si arruola nelle forze di resistenza dei librai per garantire la salvezza delle sue amate pubblicazioni, e per emulare il principe azzurro che la affascinò tanti anni prima.

Iniziamo ad elencare le cose buone: in primis è da applaudire tutto il comparto tecnico. Le musiche sono adeguate, opening ed ending sono accattivanti; il disegno è molto bello e ben curato, e si denota un’attenzione al dettaglio non comune.
I personaggi risultano inoltre simpatici, e una certa connessione viene creata tra loro e lo spettatore. Le vicende che li riguardano, e che prendono diversi toni (amore / trama / comedy) sono mescolati in maniera abbastanza sapiente, e i cambi sono fluidi e ben funzionali.
Va inoltre detto che, nonostante questo anime sia tratto da una light novel di quattro libri, riesce bene a dare una conclusione soddisfacente, cosa che raramente accade: la storia d’amore che corre attraverso la storia chiaramente non si sviluppa più di tanto, ma anche essa viene esaurientemente completata (anche se lascia delle perplessità, come successivamente elencherò).

Detto questo, passiamo ad elencare i lati negativi.
Ho parlato prima della storia d’amore, che si capisce dal minuto 2 della prima puntata: la stessa segue il solito oramai vomitevolmente ritrito percorso che fa la strada odio / rompimento del ghiaccio / incomprensioni / chiarimento / nuovi problemi / rivelazione / dichiarazione. Capisco che sia una via facile perché ampiamente collaudata, ma da una serie del 2008 mi attendo idee nuove e non la solita minestra riscaldata che ci viene rifilata da 15 anni come patetica imitazione di una storia d’amore, dove le persone non sanno parlare né chiarirsi com se fossero bambini ritardati.

Il principale dramma, tuttavia, sta secondo me nell’ambientazione stessa. Il problema è difatti che tutto si regge su una situazione che non ha assolutamente nessun senso!
Punto primo: il tutto è ambientato attorno al 2013. Oggi, nel 2008, internet è ovunque e la connettività è globale. Esistono scanner, fotocamere, ogni genere di oggetto. Per quale assurdo motivo dei militari dovrebbero rischiare la propria vita per andare a recuperare un libro da una vecchia biblioteca, conservandolo inoltre con misure di sicurezza alla Fort Knox, quando basterebbe salvarlo e metterlo in Rete per renderlo impossibile da bloccare? Mistero.
Punto secondo: la struttura stessa delle forze militari in campo non ha alcuna logica. Le forze dei censori sono un corpo governativo, sotto la direzione dello Stato. Se per puro caso una forza autodichiarata iniziasse a far guerriglia nelle strade, credo che qualsiasi stato ci metterebbe poco a mettere in campo l’esercito per fermare una strage di civili nelle librerie. Se invece anche le forze di difesa dei librai sono autorizzate dallo Stato, ci troveremmo in un governo schizofrenico che fa guerra a sé stesso – ed è questa la situazione che pare trasparire dalle dodici puntate di questa serie. Ciò è totalmente illogico.
Punto terzo: ponendo per assurdo che la situazione degli eserciti fosse autorizzata e logica, con quale criterio si fissa cosa è o non è valido? Più volte nella serie si vedono militari che difendono con sacchi di sabbia, cecchini e mitragliatori una statua o una libreria… e quando apre la libreria/museo se ne vanno tutti, e la battaglia è vinta. Ma che logica ha? Nessuna.

Va inoltre detto che questa serie parte con l’interessante e purtroppo attuale argomento della censura e della gestione dei media, ma non ne discute mai: avrebbero potuto difendere libri o pasticcini, e la trama sarebbe stata identica. Non dico che sia un errore, è una libera scelta dello scrittore quello di non filosofeggiare sull’argomento, ma secondo me è un’occasione persa.

Insomma, Toshokan Sensou è un lavoro ben realizzato ma dalla base estremamente approssimativa, che secondo me affonda le sue poco stabili radici nella light novel da cui è tratto e che presumibilmente si focalizzava più sulla storia d’amore perdonando le restanti carenze logiche. In questo caso, però, le stesse non possono essere perdonate poiché immense e plateali.

Voto: 5. E ringrazino il cielo che la grafica, il sonoro e i personaggi sono ben fatti.

Consigliato a: chi vuole un po’ di guerriglia urbana; chi apprezza storielle d’amore semplici e banali, ma comunque carine; chi vuol vedere quanto può essere spaventosa una ragazza che lavora come informatrice.

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