Angel’s Tail

Dal 2001, un ragazzo e 12 ragazze: un altro harem show?

Angel’s Tail

Goro è un ragazzo abbastanza sfortunato: gli va sempre tutto male, ed inoltre ogni animale da compagnia che lui abbia avuto nella sua vita è purtroppo passato a miglior vita. Un giorno, tra le sue disavventure, incontra una divinatrice che gli predice un futuro pieno di gioia grazie agli angeli custodi che arriveranno per lui.
Lui sul momento non crede a quanto dettogli, solo per incontrare a casa tre ragazze che lo riconoscono come loro padrone e tentano, in maniere più o meno goffe, di aiutarlo in ogni modo. Dopo qualche momento di incredulità, riescono finalmente a riconoscersi a vicenda: le tre ragazze sono in realtà tre dei suoi animali deceduti in passato, che sono tornati dal mondo degli spiriti per proteggerlo e servirlo! Con le puntate tutti i suoi più amati compagni torneranno, fino a formare un harem di dodici ragazze/bambine pronte a servirlo al meglio delle loro possibilità… questo porterà alla sua felicità o al suo esaurimento?

Sin dalla prima puntata, si capisce che in questo anime non ci saranno da aspettarsi grandi colpi di scena o trame profonde: una volta introdotti i personaggi della storia, si tratta fondamentalmente di uno slice of life che percorre le vite dei tredici protagonisti, con qualche piccolo accenno di trama alla fine della prima delle due serie – nulla a cui sia tuttavia degno dare attenzione.
Ad ogni puntata si presenta un problema di qualche genere, e durante la puntata viene risolto con tanto buon cuore e tante buone parole: purtroppo dopo aver visto i primi 40 secondi di ogni puntata si può intuire esattamente lo svolgimento di tutta la vicenda, senza sbagliare di un millimetro. Questo si ripete più o meno per tutte le puntate della serie, e quindi l’interesse viene tenuto generalmente basso.

I personaggi sono, in questo caso, il punto focale della serie: non sono realizzati malissimo, ma sono piatti. Ogni personaggio ha un tratto distintivo dell’animale che rappresenta (tartaruga lenta, lepre avventata, volpe furba,…) e non c’è null’altro che caratterizzi nessuna di loro. Tutte hanno un amore incondizionato per Goro (per fortuna non si cade nei tragici pantyshot o avances da harem, ma rimane tutto su un amore più “fraterno”), e questo è quanto.
Goro, essendo il personaggio attorno al quale tutto gira, è particolarmente importante: peccato che nella serie risulti totalmente inutile, e abbia qualche importanza -oltretutto non dettata da lui- nel paio di puntate alla fine della prima serie in cui appaiono “i cattivi” (cattivi rigorosamente vestiti in abiti cinesi – non mi aspettavo razzismo anche negli anime…), ma per il resto è totalmente anonimo.

I disegni sono mediocri per un anime del 2001 (1° serie), e scarsini per uno del 2003 (2° serie); le musiche sono anonime ma non fastidiose, e quindi si salvano.

In definitiva, Angel’s Tail è un anime che non ha assolutamente nulla che possa invogliare qualcuno a guardarlo: non ha delle atrocità specifiche, ma risulta meno interessante di una pera cotta e l’attaccamento ai personaggi che si riesce a provare è paragonabile a quello di una saponetta oleosa su di una finestra. Non ci siamo.

Voto: 4,5. Idea di base appena decente, e nulla più.

Consigliato a: chi ama le storie dal buon cuore; chi vuole vedere il primo -fallimentare- lavoro della Tokyo Kids; chi vuole sentire personaggi con difetti di pronuncia.

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