Twelve Kingdoms

Un fantasy affascinante ed un’ambientazione meravigliosa:

Twelve Kingdoms

Yoko è una ragazza 17enne normale, molto tranquilla e quieta. Un giorno, mentre si sta svolgendo un normale giorno di scuola, uno strano tizio chiamato Keiki compare a scuola dicendole di seguirla, e giurandole eterna fedeltà e protezione: pochi secondi dopo, un enorme e mostruoso essere volante attacca la scuola stessa, causando distruzione e terrore.
Keiki insiste per portare via Yoko “nell’altro regno” e, dopo aver fortunosamente sconfitto l’alata bestiaccia, fuggono in tale curioso mondo. Purtroppo l’atterraggio non è dei migliori e Yoko, i due suoi compagni trascinati con lei e Keiki si disperdono in una terra sconosciuta.
Si accorgono subito che qualcosa non va… Yoko capisce la lingua come se fosse giapponese, mentre gli altri non hanno idea cosa questi contadini di un luogo simile al Giappone del quattordicesimo secolo stiano dicendo! Come mai Yoko è al centro di ogni attenzione? Perché solo lei ha cambiato fisico arrivando in questo nuovo mondo? Quale è il loro scopo ed il loro destino?

Andando con ordine, la prima cosa che viene notata in Twelve Kingdoms (dopo le iniziali fasi a scuola, che però si risolvono entro la prima delle 45 puntate) è l’ambientazione, realizzata in maniera magistrale e perfetta. All’inizio ne si sa poco, e la geografia risulta oscura: man mano che Yoko scopre nuove parti di mondo ed incontra nuova gente, tuttavia, anche lo spettatore si ritrova man mano a comprendere sempre di più gli usi e i meccanismi di un mondo fantasy popolato di mezzuomini, unicorni e mostri, ma non per questo meno funzionante o logico. Ogni dettaglio politico, costumistico o storico ha la sua precisa ragion d’essere: si arriverà alla fine della serie con una conoscenza profonda e soddisfacente di tali nozioni, imparate naturalmente poiché radicate alla perfezione nella trama.

Parlando di trama, TK ha un moto altalenante. La serie è composta da quattro archi narrativi collegati, ma separatamente sviluppati (anche perché si tratta di fatti non contemporanei l’uno all’altro). Il primo è una meraviglia totale, e le prime dieci puntate di questa serie sono una delle cose più meravigliose, affascinanti ed intriganti che mi sia mai capitato di vedere. Il personaggio lasciato alla mercé di sé stesso e degli eventi, senza conoscere il mondo, e la presa di coscienza della situazione tramite errori e tentativi in questo caso è implementata in maniera epica: non vengono inoltre dati allo spettatore dettagli aggiuntivi rispetto a quelli forniti ai protagonisti, facendo quindi scoprire le cose in contemporanea ad entrambi.
A partire dal secondo arco narrativo, invece, le cose si fanno un po’ più “piatte”, e qualche minima perplessità inizia ad apparire: si tratta comunque di tre storie molto gradevoli e pienamente fantasy/medievali, risultando molto godibili, ma alcune sono un po’ lente (la seconda parte serve a capire in profondità il sistema di elezioni e successioni del regno, ma dieci puntate per spiegarlo sono un po’ tante, anche se la cosa è combinata ad una storia…) e ogni tanto le scelte effettuate dai personaggi non sono le migliori che avrebbero potuto fare, vedendo le cose dal proprio punto di vista.

In quanto ai personaggi, alcuni sono ottimamente realizzati: Yoko stessa rimane per buona parte dell’anime un ottim personaggio, con una crescita ben studiata e solida; si può dire lo stesso di altri accompagnatori che la seguiranno nelle sue avventure (anche se non per tutti).
Alcuni personaggi, inoltre, vengono introdotti come “consiglieri” e aiutano la storia a svolgersi quando il personaggio da solo s’incaglierebbe: anche questi sono ben fatti (Rakushun è molto godibile e simpatico), e non sembrano mai spuntare dal nulla ma hanno sempre un motivo di essere dove si trovano.
Non sussiste inoltre violenza ingiustificata,e difatti i combattimenti sono sorprendentemente pochi: a sommare tutti gli scontri, in tutte le puntate si arriverà a malapena a 15 minuti.

I disegni sono molto belli, ma l’animazione non è propriamente ai massimi livelli; l’audio apporta ottime opening ed ending, ma non da particolari spunti durante le puntate.

In definitiva, Twelve Kingdoms è un ottimo anime medievale/fantasy, che si fa gustare appieno e i cui personaggi lasciano un ottimo ricordo di sé: purtroppo ha qualche pecca qui e là, ed il fatto di lasciare molte questioni in sospeso nel finale (immagino che il manga sia continuato per centomila numeri: l’ambientazione creata offre infinite possibilità di narrazione…) purtroppo non gioca a suo favore.

Voto: 8. Bello, godibile, e la prima parte è un capolavoro: arrivare a qualche conclusione in più (e con un passo un po’ più incalzante) sarebbe stato forse meglio.

Consigliato a: chi ama il fantasy e il medioevo; chi vuole un’ambientazione meravigliosa e una storia moderatamente solida; chi vuol vedere l’uomo-topo più attraente del mondo.

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