Zoku Sayonara Zetsubou Sensei

Quando il delirio non è abbastanza.

Zoku Sayonara Zetsubou Sensei

Si ritorna nell’assurda classe del Professor Disperazione, che abbiamo conosciuto nella prima serie, Sayonara Zetsubou Sensei. I personaggi presentatici nella prima serie sono tuttora presenti, con tutte le loro psicosi, le loro manie e le loro abitudini. Ora che sappiamo con chi abbiamo a che fare (a parte un paio di nuove introduzioni, marginali), bisogna vedere in che direzione la serie s’indirizza…

In un primo momento, temevo che ZSZS prendese la via delle ultime puntate della prima serie, con un umorismo nonsense un po’ fiacco e poco incline alla risata, quanto alla confusione: sono rimasto contentissimo quando, entro puntata 3/4, ho capito che la magnitudo dell’assurdità qui era in una scala completamente diversa.
Avendo difatti tutta la serie per utilizzare i personaggi precedentemente introdotti, alla SHAFT hanno deciso di andare all-out sul nonsense e sulla follìa. Ci si ritrova quindi puntate in cui la metà è parlata in versi gutturali con sottotitoli; ad un certo punto, certi personaggi si mettono a parlare inspiegabilmente in tedesco; in una puntata, per cinque minuti l’animazione è fatta con personaggi di plastilina… e questo solo per il lato puramente tecnico della pazzia!
I personaggi tengono fede a sé stessi: alcuni perdono importanza rispetto alla serie iniziale, mentre altri ne acquistano di più. In ogni caso, dai più utilizzati ai più trascurati ognuno di essi trova il momento per contribuire a frullare la mente dello spettatore, che non può che rimanere abbacinato di fronte ad un simile dispiegamento di cose a caso.

Va tuttavia detto che non c’è solo nonsense galoppante (al cui confronto Excel Saga sembra una puntata di Quark): disseminate nella serie – e spesso utilizzate come argomento trainante per mostrare assurdità assortite – ci sono discussioni che non sono di chissà quale profondità, ma prendono in giro molti aspetti della vita quotidiana che sicuramente chiunque si sarà trovato a fronteggiare. I favori fatti aspettandosi un ringraziamento, i consigli non richiesti, le immotivate supposizioni della gente,… tutte cose che capitano sovente, e che in questo caso sono viste in chiave assurda ma non per questo meno azzeccata. Non ci si può aspettare grandi rivelazioni, ma sicuramente più di una volta ci si ritroverà a pensare “è vero, funziona proprio così”.

La parte grafica è nella totale abitudine SHAFT: disegni con mille diversi stili, spesso molto stilizzati, con immagini reali mischiate talvolta a disegni e quant’altro. Citazionismo in quantità industriale (nella prima parte soprattutto nelle scritte, e nella seconda parte anche nei fatti). Una sigla con immagini disturbanti di tavole del corpo umano. C’è tutto, come da tradizione.
Inoltre, la prima sigla finale mostra un tratto assolutamente diverso dall’abituale disegno di questa casa produttrice: sarei curioso di vedere un progetto fatto interamente in tale modo.

Il lato audio non è da meno: a parte la sigla iniziale che ricorda molto quella della prima serie, le musiche durante le puntate sono molto azzeccate. Sono addirittura arrivati a creare due sigle d’apertura speciali per due puntate particolari (una unicamente per introdurre uno stupido sketch delle protagoniste rappresentate come magical girls, l’altro per la puntata simil-poliziesca), il che fa capire il livello d’attenzione per ogni dettaglio di questa serie.

In definitiva, Zoku Sayonara Zetsubou Sensei è un anime per chi ha apprezzato la prima serie, che ama il nonsense più totale e la pazzìa senza confini di alcun genere. Io rimango in fervente attesa della terza serie!

Voto: 9. È diverso dal suo predecessore, ma ugualmente spettacolare. Si tengano però lontani tutti coloro che cercano un senso in ciò che vedano, poiché non gradiranno.

Consigliato a: chi vuol bruciarsi qualche neurone; chi ama navigare tra psicosi e malattie mentali; chi vuol canticchiare per giorni rumba rumba rumba rumba rumbaaaa.

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2 thoughts on “Zoku Sayonara Zetsubou Sensei

  1. Diciamo che secondo me sarebbe meglio vedere prima anche l’altro, ma in ogni caso alla fine della prima puntata di questo viene fatto un riassunto dei nomi dei personaggi e delle loro rispettive personalità. Non è esaustivo (e spassoso) come le varie puntate che li presentano, ma risulta comunque comprensibile 😀

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