Detective Academy Q

d eccoci ad incontrare dei ragazzini con la Sindrome della Signora in Giallo:

Detective Academy Q

Kyuu è un ragazzino che ha la passione di risolvere i misteri, ed è dotato di un eccellente spirito deduttivo: a causa di una situazione particolare, entra in contato con Megumi, che possiede memoria fotografica, e viene a conoscenza dell’esistenza della DDS, la scuola per detective di Dan Morihiko, il più grande detective del Giappone.
A dir poco interessato, riesce a farsi prendere in tale scuola e nella sua classe (la classe Q) inizia la sua avventura, fatta di misteri e pericoli; inoltre, uno dei suoi più brillanti compagni di classe sembra avere un fosco passato ed un ancor più misterioso futuro…

A prim’occhio, questa serie non colpisce molto. A parte le sigle ben fatte i disegni risultano abbastanza scarsi per essere del 2003, le voci non sono particolarmente incisive e i personaggi sembrano un po’ legnosi. Si capisce però in fretta il motivo: la grafica e il sonoro in questo anime sono dei meri veicoli per convogliare allo spettatore le informazioni relative ai casi che la classe Q si ritrova a risolvere volta per volta.
Essendo un anime di detective, difatti, il punto principale sta nella storia: in questo caso, bisogna fare due distinzioni ben precise, tra storie investigative e la trama principale.

Le storie singole sono infatti di buona qualità: quelle che durano una sola puntata risaltano in maniera plateale come filler e hanno una qualità notevolmente peggiore (i misteri sono banali e ci sono anche delle inesattezze tecniche). Quelli più lunghi, invece, sono di fattura estremamente migliore: gli intrighi sono molto interessanti, si e si è spinti a far funzionare il cervello per capire chi è stato: i sospetti sono sempre molti, e anche se a chi guarda vengono dati tutti gli elementi per poter determinare il colpevole non vengono mai piazzati in maniera plateale, e quindi non si cade nella banalità. Inoltre, all’inizio si rischiava di cadere in una routine abbastanza ripetitiva, quella del “messaggio di morte” che era anche un po’ stiracchiata; per fortuna, a partire dalla prima storia “seria” (quella dell’isola abbandonata, secondo me la migliore di tutta la serie) la ripetizione si sblocca e le soluzioni sono sempre variate ed originali.

Per la trama principale, invece, si denota un grandissimo difetto: non porta da nessuna parte. Considerando che DAQ è tratto da un manga che prosegue ben oltre la serie, vengono dati molti elementi e assolutamente nessuna risposta: per tanto così, avrebbero fatto meglio o a svilupparla più in fretta (di modo da raggiungere una fine anche solo parziale) oppure lasciar stare del tutto, potenziando la parte dei misteri. In questo modo invece si aspetta sempre una rivelazione che non c’è, e si arriva alla fine con un nulla di fatto che lascia un retrogusto amarognolo.

In definitiva, Detective Academy Q è un ottimo anime per chi adora i detective e i misteri: mantiene sempre un tono allegro anche se ogni tanto le situazioni sono abbastanza drammatiche (e i momenti di disperazione sono giustamente concessi, senza esagerare), e le 45 puntate passano in un soffio.

Voto: 8. Peccato per la storia principale davvero deludente: i misteri sono molto ben congegnati.

Consigliato a: chi adora la signora Fletcher; chi vuol far funzionare il cervello; chi vuol sapere cosa vuol dire Kotae wa hitotsu!

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