Mnemosyne

L’immortalità può essere una dannazione eterna?

Mnemosyne

In questa serie si seguono le vicende di Rin e Mimi, due ragazze che -si viene a scoprire quasi subito- sono immortali: possono essere uccise, ma tornano in vita immediatamente dopo (a dipendenza di quanto grave è il danno al corpo, ovviamente). Vive da tempo immemorabile, le incontriamo nel 1990 mentre hanno un ufficio che si occupa di ritrovamento persone/animali scomparsi e simili. La storia si dipana successivamente nelle più astruse direzioni, che però non svelerò per evitare indesiderabili spoiler.

Mi capita raramente di non poter accennare ad ampi pezzi di trama senza rivelare qualcosa di inaspettato, ma con Mnemosyne è indispensabile: sin dai primi momenti della prima puntata si capisce che non si è davanti ad un usuale anime con dei personaggi, una trama, uno sviluppo ed una fine.
Si viene infatti subito gettati in un orrore di violenza, sesso, morte, perversione, tortura, distorsione e quanto di più orribile si possa incontrare su questa terra. Si ricorre spesso al nudo (anche se mai in forma volutamente volgare), il sangue scorre a fiumi, ogni tipo di sevizia è messa in atto: sembra di finire in un girone dell’inferno dal quale si è terrificati ma dal quale non ci si può staccare.
Questa sensazione dura per le prime tre puntate, che sono davvero qualcosa di diverso rispetto alla produzione standard: le due puntate centrali (in tutto sono solo sei, anche se di 45 minuti) scendono ad un livello più terreno per permettere alla trama di svilupparsi, e l’ultima ha nuovi picchi di crudeltà e violenza anche se mantiene comunque la trama per condurre verso il finale, che a mio parere risulta parecchio fuori tono rispetto al resto della serie.
Data l’immortalità dei protagonisti, inoltre, con il passare delle puntate si scivola verso il futuro: la realizzazione di un nostro possibile futuro prima somigliante a quello di 1984 e poi a quello di Dennou Coil è secondo me estremamente azzeccato, e sebbene la progressione tecnologica non sia al centro della storia si riesce a captare come il passaggio del tempo modifichi gli usi e i costumi dei popoli.

L’animazione è realizzata con i canoni del 2008, non eccelle ma è molto gradevole, e le scene di sangue sono ottimamente realizzate (cosa molto più difficile di quanto si pensi). L’audio è moooolto buono, con opening ed ending davvero ottime (sia di animazione che di suono, sono disturbanti quanto basta per rendere l’idea di questo anime).

In definitiva, Mnemosyne non è un prodotto perfetto a causa dei cali che ho trovato nella parte centrale, ma è un prodotto coraggioso che tenta di approcciare al mondo dell’anime per adulti senza diventare un semi-porno dove la gente fa sesso senza motivi validi. Va tenuto lontano da bambini e persone impressionabili: certe scene (soprattutto nelle due puntate inizali) potrebbero davvero turbare i sogni dei più sensibili.

Ah, l’ho già detto che c’è stata una collaborazione con la Gainax? Strano…

Voto: 9. Per le prime puntate darei 10 dato il livello di orrore che è riuscito a suscitarmi, ma in complessivo rimane comunque un’ottima serie. Da non perdere in mezzo ai millemila anime in uscita nel 2008.

Consigliato a: chi vuole vedere un vero anime per adulti come Dio comanda; chi non si fa impressionare dalla violenza di ogni genere, fisica e psicologica; chi vuole scoprire il significato di Vodka in russo.

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