3×3 Eyes

Dal passato, una perla di azione, immortalità, demoni e botte da orbi:

3×3 Eyes

La storia è relativamente semplice: Yakumo è un normale ragazzo che, a causa di un incidente, entra in contatto con Pai. Costei risulta essere l’ultima triclope in vita: una razza immortale e potentissima, che arriva da 300 anni di vagabondaggio. A seguito di un incidente Yakumo muore ma, al momento di spirare, Pai assorbe la sua anime rendendolo il suo Wu (schiavo), immortale fino a quando lei sarà in vita.
Inizia quindi il loro viaggio per rendere Pai umana, e riportare anche Yakumo alla sua condizione originaria: peccato che ci sono le forze del male che hanno mire diverse per il nostro duo…

Va subito detto che in questo anime la storia non è propriamente il punto forte, o perlomeno non fin verso il finale: la trama in sé è moderatamente lineare, e i colpi di scena (anche grossi – grossissimi!) vengono tenuti per la chiusura.
Quello che da una forza straordinaria a 3×3 Eyes è la coppia di protagonisti: nel primo arco narrativo è Pai a tenere le redini dello show, con delle scene di combattimento davvero impressionanti (soprattutto tenendo da conto che questo anime è di sedici anni fa), un carattere -anzi, due- molto ben sviluppato e che fa seguire con interesse gli avvenimenti. Anche il doppiaggio è fatto in maniera epocale, e le voci sono davvero meravigliose.
Nel secondo arco narrativo, Pai passa un po’ in secondo piano rispetto ad un Yakumo estremamente cresciuto, maturo e… minaccioso. Quando si arrabbia, infatti, è uno spettacolo: anche qui i combattimenti sono molto ben fatti (anche se notevolmente diversi da quelli di Pai), e i movimenti dei personaggi sono realizzati benissimo: si riconosce alla perfezione la mano degli stessi che crearono Akira quattro anni prima.
Proprio in virtù di tale affinità, c’è da aspettarsi sangue e interiora in quantità notevoli: i disegnatori infatti non si son fatti grandi problemi a disegnare in ogni dettaglio le interiora di una persona che vengono dilaniate, e quindi alcune immagini potrebbero essere un po’ fortine. D’altra parte, avere a disposizione un personaggio immortale a cui si può fare di tutto è una tentazione troppo forte!

I disegni, come detto, sono di buona qualità anche se oramai risultano ovviamente un po’ datati. Le scene di combattimento, però, tengono il passo – e spesso superano – quelle delle produzioni attuali: si respira un’aria di eccellenza, quando ci sono botte in aria.
La musica fa il suo dovere, non spicca particolarmente ma mantiene sempre molto bene l’atmosfera necessaria.

Insomma, 3×3 Eyes è uno spettacolare prodotto che ci arriva dal passato, e che come tale andrebbe visto: i comportamenti dei personaggi al confronto con quelli di oggi potrebbero sembrare un po’ prevedibili, ma non è da dimenticare che questo anime ha contribuito a disegnare la strada per quelle che sono state le serie successive.

Voto: 9. Un punto intero per il finale, meraviglioso e toccante, davvero da applausi (e con non poche rivelazioni choc).

Consigliato a: chi ha amato akira; chi non si fa spaventare dal sangue; chi vuole vedere un’immortale psicolabile con doppia personalità.

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2 thoughts on “3×3 Eyes

    1. Sì, merita parecchio: è c hiaramente solo una parte di tutto il manga, però si lascia guardare con piacere. E poi i combattimenti sono belli sanguinolenti hehe

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