Nuku Nuku DASH

Che succede quando si va a rielaborare un anime del 1992?

Nuku Nuku DASH

Nuku Nuku è un’androide che, a causa della perdita della memoria, si ritrova a vivere a casa di Ryunosuke, un giovincello in piena crisi ormonale, e i suoi genitori scenziati. Il ragazzo s’innamora perdutamente di lei, senza sapere il suo segreto: lei è in realtà la Wonder Woman della città, che ha la missione di salvare tutte le vite. La Mishima Corporation, dove la madre di Ryunosuke lavora, ha però il compito di catturarla… riuscirà a sfuggire alla cattura, e scoprire il suo passato?

Nuku Nuku DASH è una rielaborazione di “All Purpose Cultural Cat Girl Nuku Nuku”, un anime del 1992. Recuperato nel 1998, sono state inserite molte variazioni di trama: nel ’92 Ryunosuke era il padrone di Nuku Nuku, mentre ora diventa il suo segreto spasimante, portando la serie -perlomeno nelle sue fasi iniziali- ad essere la classica storia d’amore.
Peccato che in questo fallisce miseramente: Ryunosuke è lo stereotipo del ragazzino totalmente immaturo che scopre di innamorarsi ma lo nega a sé stesso che abbiamo visto milioni di volte, ma in maniera davvero infantile e fastidiosa. Lei gioca bene la parte della ragazza che non ha capito che lui le muore dietro, ma su questo lato, secondo me, è un totale fallimento.
Per fortuna si recupera nella parte action della serie: i combattimenti, anche se sono sempre brevissimi, sono ottimamente realizzati e molto gradevoli da guardare. Dopo le prime puntate di ambientazione, anche la trama sembra diventare abbastanza interessante: alla fine perde forse un po’ di pezzi, ma recupera con un finale che, in tutta onestà, davvero non mi aspettavo minimamente. Su questo hanno fatto centro pieno.

I personaggi sono abbastanza scialbi, con l’eccezione forse di un paio di elementi (come la bimba vicina di casa): a parte i due protagonisti, gli altri fanno proprio la parte delle macchiette senza significati. Anche il padre, che all’inizio sembra una figura centrale, vien lasciato cadere con il procedere delle puntate. Un peccato.
Anche le gag che dovrebbero esser comiche risultano in genere delle freddure poco divertenti: per fortuna ce ne son poche nella serie, e i personaggi che le dispensano sono anonimi come gli altri, ma quando vengono presentate lasciano davvero un senso di gelo nel sangue.

Un altro punto a favore di questo anime è la musica, veramente buona: a partire dalla sigla fino alle musiche in giro per la serie, un’ottima parte del comparto audio è pienamente orecchiabile.
La grafica purtroppo non segue la stessa logica, risultando buona solo nelle scene d’azione e in casi particolari: nelle restanti scene non è che sia orribile, ma comunque si vede che avrebbero potuto dare di più (soprattutto per il viso di Ryunosuke, che ogni tanto sembra un cumulo di spigoli messo a caso).

Insomma, Nuku Nuku DASH non è malaccio, ma più che un remake è una totale riedizione del lavoro iniziale. Se dovesse capitarvi di reperirli entrambi, date la precedenza a quello del 1992.

Voto: 6. Raggiunge la sufficienza con alcuni buoni sprazzi, ma la qualità poteva esser meglio.

Consigliato a: chi ha amato Nuku Nuku e non si vuol far mancare uno spinoff; chi adora le storie d’amore platonico-infantili; chi vuol vedere una tizia in tuta che sventra un aereo a unghiate.

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