King of Bandit Jing

Cosa accade se il più grande ladro di tutti i tempi gira con un misterioso rapace?

King of Bandit Jing


Jing è il Re dei Ladri, e si dice che possa rubare anche le stelle dal cielo. Vaga nel mondo fantasy in cui abita girando di città in città con il suo fido seguace Kir, un aquilotto che -all’occorrenza- si può attaccare al suo braccio e sputare fuoco verde, per rubare con l’astuzia i più grandi tesori che esistano.
La storia è fondamentalmente tutta qua: non c’è una trama più complessa o una storia di fondo.

Va detto sin da subito che KoBJ non è adatto a chi vuol capire tutto e a chi vuole le spiegazioni di ogni cosa, poiché qui non ne vengon praticamente date. Chi sia in realtà Jing, da dove venga, cosa sia il medaglione che porta al collo, chi è Kir, perché può sputare fuoco, perché vengon fatti tutti questi furti… a tutto ciò non v’è risposta. Gli autori hanno voluto lasciar stare tutta la parte esplicativa per rimanere sulle vicende in sé: scelta forse discutibile, ma perlomeno sincera. Almeno, in questo caso, ci evitiamo mezze spiegazioni raffazzonate e poco convincenti.
Vagando di città in città, i personaggi che non cambiano sono soltanto i due protagonisti: tutti gli altri rimangono sullo schermo per un massimo di due/tre puntate, e quindi non c’è modo di affezionarsi a loro. Bisogna ammettere che il personaggio di Jing è estremamente carismatico e, anche se risulta criptico a dir poco, è sempre piacevole vederlo in azione: che si tratti di furti con destrezza o di combattimenti con la sua lama da polso, le sue azioni hanno sempre un senso.
Sono rimasto un po’ meno affascinato da Kir, che dovrebbe essere il sidekick comico, dato che le battute vertono sempre attorno al concetto “dove sono le donne? Uuh, delle donne! Mi amate, donne?”: un pochino banale. Non arriva però a risultare fastidioso, e quindi è pienamente perdonabile.

Per essere del 2002, ho trovato la grafica un po’ carente: probabilmente è però a causa dello stile stesso di disegno, e quindi ad altri potrebbe piacere molto di più. Recupera in ogni caso sulla musica, simpatica e, soprattutto nelle scene d’azioni, rockeggiante al punto giusto.

Voto: 7,5. Un anime che non pretende d’essere una storia profonda, ma semplicemente di intrattenere con l’abilità di un ladro. Mezzo punto unicamente per la storia finale: davvero geniale!

Consigliato a: chi non cerca trame profonde; chi ama i protagonisti tenebrosi, affascinanti e potentissimi; chi apprezza anime in cui i personaggi hanno nomi stupidi.

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